Due settimane sono un intervallo lungo, ma prendiamo la parte buona, c’è più tempo per analizzare il momento che stanno vivendo i nostri giocatori ed allenatori che vivono le loro avventure in giro per l’Europa.
Partiamo dalla Turchia, dove non cambia il trend negativo che investe Achille Polonara. Dopo i 7 punti in quasi 14’ contro il CSKA, l’ex Baskonia guarda dalla tribuna la sfida vinta in campionato contro lo Yalovaspor, ma è ancora la competizione continentale a fare male all’azzurro.
Nella rivincita di Messina, che asfalta Djordjevic e Fener senza pietà, Polonara non riesce a trovare continuità nemmeno contro una delle sue prede preferite come l’Olimpia, contro la quale si è sempre esaltato. In 20’ i punti a referto sono appena 2.
Si danna in difesa, Achille, riuscendo a rubare anche 3 palloni, ma pesa tantissimo l’1/5 dal campo e la totale assenza a rimbalzo. A picco, come tutto il Fener, ma Djordjevic dovrebbe cominciare a riflettere su quanto, effettivamente, possa dargli la strategia dei due lunghi puri.
Qualche segnale di miglioramento arriva in campionato: nella gara vinta contro il Belediyesi Polonara resta in campo 27 minuti in cui mette a referto 7 punti, 6 rimbalzi e 3 assist.
Voto 5.5: IN AFFANNO
Luci e qualche ombra anche per Daniel Hackett che registra la miglior prestazione nella sfida persa contro Polonara ed il suo Fener in cui mette a referto 15 punti, poi contribuisce, ma in minor misura, nella vittoria ai danni del Maccabi: per l’ex Siena e Milano ci sono 6 punti, ma anche un canestro da highlights che vale il prezzo del biglietto.
Il lavoro in difesa, invece, resta sempre di altissimo profilo, tanto da risultare sorprendente che Itoudis, nella sfida contro gli israeliani, gli conceda meno dei soliti 20’.
Voto 6+: SOLIDO
Anche per Spissu il palcoscenico unico resta l’Eurolega. Risparmiato in campionato, l’ex Sassari mette a referto due prestazioni da gregario contro Asvel (5 punti in 10’ ma senza errori dal campo) e Panathinaikos (5 in 11’), in calo rispetto alle belle prestazioni offerte in precedenza.
Nel Tartarstan la concorrenza è fortissima, Lorenzo Brown resta il leader della squadra e non è facile guadagnarsi minuti e tiri.
Serve pazienza; a fine anno potremmo ritrovarci un giocatore molto diverso da quello che ha lasciato la sua comfort zone.
Voto 6: SOTTO TRACCIA
Nel disastro baskonista che ha portato alla separazione con coach Ivanovic, uno dei pochi a salvarsi è Simone Fontecchio. L’azzurro non riesce ad evitare le due batoste subite in Eurolega da Barça e Maccabi, ma contro gli israeliani fa pentole e coperchi, eccettuando il tiro al di qua del perimetro (0/6). Nella gara persa in casa, infatti, a referto ci finiscono 13 punti (4/5 da 3), 7 rimbalzi, 2 assist e 5 palle rubate. Male, invece, contro il Barça, dove affonda con tutta la nave mettendo insieme appena 4 punti e 3 rimbalzi, tirando poco e restando all’ombra di un Enoch (35 di valutazione) unico baluardo basco nella debácle del Palau.
In campionato le cose non vanno tanto diversamente: positivo il suo impatto contro Málaga, dove segna (13) ed ispira (6 assist), ma si spende anche in difesa, dovendo uscire per raggiunto limite di falli; il migliore per plus/minus (+10).
Un punto in più (14) contro Gran Canaria, ma una prestazione decisamente meno incisiva, sporcata da 4 palle perse che pesano tantissimo nell’economia di una gara persa di 6.
Ci ha provato a salvare la panchina di Dusko, ma i problemi del Baskonia erano troppo grandi anche per lui.
Voto 6.5: MAI DOMO
In Islanda, David Okeke non basta al Keflavik per evitare la prima sconfitta stagionale. L’azzurro mette a referto 21 punti e 7 rimbalzi, ma ad imporsi è il Thori per 80-89. Pronto riscatto per la squadra, anche se David appare in calo (10+5r) rispetto agli standard stagionali, nella trasferta contro il Thor Akureyri, con il Keflavik che espugna il parquet avversario per 56-70.
Se in una giornata storta, però, riesci comunque a contribuire in maniera decisiva alla vittoria della tua squadra, vuol dire che il tuo livello comincia già a sopravanzare gli standard del campionato in cui militi.
La strada per il ritorno lì dove non sarebbe mai dovuto andare via si accorcia sempre di più.
Voto 7: COSTANTE E VITALE
ALLENATORI
Partiamo da Andrea Trinchieri: in campionato, dopo lo stop contro il Wurzburg, arriva la vittoria contro Oldenburg per 93-80 in cui vanno in doppia cifra ben 6 giocatori bavaresi, con Othello Hunter (12+10r), Deshaun Thomas (17) e Vladimir Lucic (14) sugli scudi.
Resta, invece, il rammarico per la gara persa contro il Real, dove i bavaresi sprecano 4 punti di vantaggio a 2’ dalla fine ed incassano lo 0-8 di parziale che chiude il match sul 76-80.
La sconfitta sembra ripercuotersi anche nell’impegno europeo successivo: il Monaco passa come un camion su un Bayern inerme e rende vani gli sforzi di Lucic (15), unico a tenere in piedi almeno l’orgoglio nel 94-71 con cui Mike James e compagni si prendono la vittoria portando 5 uomini oltre quota 10.
Voto 5.5: BELLO A METÀ
Luci ed ombre anche per coach Buscaglia: il suo Hapoel Holon festeggia la vittoria sul Maccabi Tel Aviv (88-82), arrivata grazie ad una prestazione corale in cui segnano tutti i giocatori entrati in campo e che compensa l’inferiorità a rimbalzo (solo due quelli offensivi) con una netta superiorità nelle percentuali.
Ma la marcia si ferma la settimana dopo, sempre Tel Aviv di mezzo, ma stavolta si tratta dell’Hapoel che prosciuga l’attacco di Holon (36.4% da 2; 15.6% da 3) e doppia gli uomini di Buscaglia alla voce rimbalzi (55-27).
Pesa tanto la sconfitta, soprattutto perchè arrivata contro uno dei fanalini di coda del campionato. E non c’è nemmeno la BCL a giustificare la pessima prestazione offerta alla Shlomo Group Arena.
Voto 5.5: ALTALENANTE
Una vittoria netta su Digione (82-57) ed una sconfitta di misura (80-74) per Massimo Cancellieri ed il suo Limoges. I biancoverdi, tra le cui file milita l’ex Torino Kruize Pinkins, fanno un sol boccone del Digione, squadra impegnata anche in Basketball Champions League, con un importante contributo di Massinburg (24).
Bene, nonostante la sconfitta, anche contro la Levallois di coach Vincent Collet e l’ex Virtus Bologna Vince Hunter che la spunta solo nel finale, nonostante la propria condizione di capolista ed il talento a disposizione dell’attuale ct transalpino.
Voto 7: IN CRESCITA
Nell’immagine Simone Fontecchio, foto Euroleague
Elio De Falco