BOLOGNA – Napoli è salva e lo fa probabilmente nel posto più difficile per farlo: 56-64 in un PalaDozza stracolmo di gente che a squarciagola ha provato a sostenere la Fortitudo Bologna per tutti e 40 i minuti. La GeVi si salva e la Kigili invece retrocede. Davanti al proprio pubblico che l’ha sempre sostenuto. Un epilogo pessimo al culmine di una stagione gestita e condotta come peggio non si sarebbe potuto fare.
Quella tra Fortitudo e Napoli è stata una partita all’ultimo sangue, la più classica delle partite salvezza dove si sono visti tantissimi errori da ambo le parti.
La Fortitudo retrocede e lo fa tra i fischi del proprio pubblico. Durante la partita è apparso anche nella Fossa dei Leoni uno striscione di forte critica nei confronti della società che alla fine canta “Liberate la Fortitudo”.  La partita con Napoli e l’epilogo sono un naturale proseguimento di quello che è stato negli ultimi anni. E gli ultimi possessi in campo della Kigili sono l’immagine della disorganizzazione societaria con idee poche chiare che non danno nessun futuro a questo club.
Napoli l’ha spuntata grazie alla freddezza e alla prontezza nei possessi finali e ha meritato questa salvezza.
Sono decisivi i 15 punti di Markis McDuffie, che ha avuto problemi di falli nel primo tempo poi è esploso nel secondo, i 14 di Arturas Gudaitis e gli 11 di Jason Rich.
Alla Fortitudo non bastano i 19 di Geoffrey Groselle ed i 17 di Branden Frazier che è stato anche uno di quelli che nel finale si è eclissato. 

La cronaca 

L’avvio di gara ricalca perfettamente la tipica partita salvezza. Si sbaglia tanto, si segna pochissimo: 9-8 dopo 5’.
Le percentuali al tiro calano drasticamente e i 10’ inaugurali si chiudono sul 12-14.
Le difficoltà offensive della Kigili continuano anche ad inizio secondo quarto tanto che Napoli dopo 1.20 di gioco va sul 12-18 costringendo Martino a chiamare timeout. La contro risposta casalinga non si fa attendere e grazie ai canestri di Procida, Aradori e Groselle il punteggio torna in parità: 18-18.
All’intervallo si va sul 29 pari con la tripla allo scadere di Frazier.
Il match riprende a sprazzi. Prima è Napoli a fare la voce grossa, poi la Fortitudo risponde: dopo 5’ la situazione è di 37-38.
La GeVi sbaglia molto, soprattutto da tre e al 30’ la Effe conduce 45-42.
Il match è equilibrato. A 5’ dalla fine il punteggio dice 52 pari.
È Napoli ad iniziare l’ultimo minuto in vantaggio sul 56-58 e a 43’’ dal termine si trasforma in 56-59 con l’1/2 ai liberi di Parks. La Fortitudo ci prova, ma gestisce malissimo le proprie possibilità: Napoli si salva vincendo 56-64. 

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Foto Ciamillo-Castoria