Gara 3 di finale ACB è del Real Madrid e di uno straordinario Guerschon Yabusele che illumina il parquet della capitale spagnola con i suoi voli a propulsione.
Il Barça si mostra ancora una volta fragile e crolla, nonostante Kuric provi disperatamente a tenere la barra dritta.
È subito battaglia tra le due squadre, sulla stessa falsariga di gara 2.
Trovare il canestro è difficile per i blaugrana che muovono la retina solo con la tripla di Higgins, il Real colpisce con continuità ed il suo fattore francese; Causeur e Yabusele valgono il primo strappo (8-3), ma vengono ripresi da Calathes e dalla tripla di un fischiatissimo Mirotic (8-10).
Poco male, Hanga sente la partita dell’ex ed inchioda ad una mano trovando anche il fallo, controsorpasso che viene, però, annullato ancora da Calathes.
Ancora privo di Laso in panchina, il Real strappa ancora con la tripla di Taylor e la schiacciata in contropiede di un Poirier che è imperiale anche nella propria metà campo (18-12), il Barça replica con Jokubaitis, ma Llull inventa un 2+1 che ricaccia indietro gli avversari (21-16) per chiudere i primi 10’ di gioco.
Il secondo quarto parte con Kuric a tenere in piedi il Barcellona; il Real attacca meglio l’area e castiga i mancati aiuti difensivi avversari con Yabusele che vola ad inchiodare la schiacciata con il braccio dietro la schiena (27-24).
La replica blaugrana arriva con il passaggio dietro la schiena di Sanli che abilita Calathes, ma il turco rovina tutto cadendo nel tranello di Llull e commettendo fallo antisportivo, il capitano merengue ringrazia, poi Hanga trova il canestro dalla media ed è +5 per i padroni di casa, poi Deck centra il bersaglio grosso ed è 34-26, Jasikevicius richiama i suoi in panchina.
Il tecnico blaugrana rimanda in campo Mirotic che si fa subito notare da Calathes: alto-basso perfetto e canestro, anche Chus Mateo ritiene opportuno fermare il cronometro (36-32).
Ancora una volta è il tiro pesante a togliere le castagne dal fuoco ai capitolini, esegue il solito Causeur, poi Rudy firma il +10 (44-34) ancora dal perimetro.
Mentre Mirotic, autore di due traversoni che non vedono il ferro, viene beccato dal Palacio de los Deportes, Yabusele commette l’ingenuità della serata a fil di sirena concedendo 3 liberi alla preghiera di Davies che ringrazia e fa bottino pieno, all’intervallo lungo è 46-39.
Dagli spogliatoi rientra meglio Tavares, rebus insolubile per Davies; il Real allunga fino al 50-39 prima che Kuric replichi con il suo terzo canestro pesante della serata.
Chi la fa l’aspetti, dice il proverbio, e infatti Deck ripaga l’ex Estudiantes con la stessa moneta, poi segna in sospensione il suo quinto punto consecutivo, il Real è in fuga (55-42).
Il Barcça è vivo, o meglio, Kuric è vivo. È ancora lui a guidare la reazione che riporta fino al -7 Mirotic e compagni e mette in fiducia anche la difesa; di nuovo l’alto-basso per Mirotic vale il 55-50, Chus Mateo decide di parlarci su.
Parlando di corsi e ricorsi, Causeur mette altri 4 punti in fila per il +9, con tanto di finta che ubriaca Calathes, poi Poirier sfrutta un flipper per portarsi a casa il ferro, 61-50 e time out Barça.
I blaugrana rientrano dalla panchina più intensi, peccato per loro che Llull non noti le mani in faccia quando si alza da 8 metri per la sua specialità, l’inchiodata di Poirier dopo il rimbalzo offensivo vale il +13 che chiude la terza frazione (66-53).
L’immagine della partita, oltre alla schiacciata di Yabusele da incorniciare del primo tempo, è Poirier che cancella Laprovittola. Proprio Yabusele inventa il gioco di prestigio, poi vola in tap-in e firma il +19 (72-53) tra gli applausi a scena aperta.
Prova a scuotersi il Barça: Smits piazza il canestro dalla lunga distanza, ma ormai la gara è indirizzata. Si vedono piccoli sprazzi di Exum ed Abrines, ma solo per riportare il passivo su dimensioni più accettabili, gara 3 si chiude con il canestro del giovane Ndiaye ed il finale è 81-66.
Domenica la Casa Blanca ha la possibilità di chiudere i giochi.
Elio De Falco