Tredicesima giornata di Serie A2 che ci accompagnerà nel weekend che darà inizio all’ultimo mese dell’anno, dicembre, tante partite interessanti: squadre in ripresa, altre sprofondate in incubi e altre ancora alla ricerca della propria strada. Per l’occasione abbiamo intervistato coach Alberto Martelossi, da pochi giorni neo-allenatore di Latina Basket, società retrocessa lo scorso anno in B Nazionale e che ora viaggia nei bassifondi della classifica con un record di 2-11, ma che vuole risalire grazie all’aiuto dell’ex allenatore di Verona, Brescia, panchina sulla quale ha conquistato il premio di miglior Allenatore di Legadue 12/13, Ferrara, Udine, Piacenza e anche Italia U20.

Com’è stato il primo impatto all’arrivo a Latina, che società ha trovato e quali sono gli obiettivi di questo nuovo percorso?
“Mi trovo abbastanza bene, ho ancora delle sistemazioni logistiche da fare e poi ovviamente bisogna aggiustare anche la squadra, il primo obiettivo è cercare di vincere qualche partita. Il mio accordo è anche per il prossimo anno in caso di salvezza, poi sarà la società a decidere ma ci penseremo a fine stagione, inoltre il campionato è ancora lungo e quindi ritengo che ci siano i margini per migliorare il rendimento di questi giocatori, dato che prima di tutto bisogna inserire un tipo di mentalità diversa per vincere certe partite. La società ha i meccanismi dell’A2 quindi non ci sono grandi problemi sotto questi punti di vista, semmai il problema è che per i risultati modesti arrivati negli ultimi anni si sia perso un pò di interesse nell’ambiente, è un qualcosa da recuperare anche se non giochiamo nemmeno a Latina perchè il palazzetto è chiuso. La divisione dei due gironi è un argomento delicato perchè è difficile stabilire quali squadre siano più forti e quali meno, purtroppo non vedo una soluzione se non arrivare ad un girone unico come l’A2, anche se adesso è improponibile.

Un pensiero sulle nuove formule di A2 e Serie B Nazionale.
“Era ora per queste nuove formule, perchè c’è bisogno di giocare e di proporre uno spettacolo, oltre a dover ampliare la fase finale, infatti io punterei ulteriormente ad allargare i playoff e i playout per coinvolgere ancora più squadre in modo che quasi tutte possano provare a raggiungere una post-season. L’aspetto illogico è fare una marea di turni infrasettimanali fino a novembre nei primi due mesi, quando le squadre non sono ancora amalgamate, e farne di meno nella fase discendente della stagione quando invece le squadre hanno bisogno di giocare piuttosto che di allenarsi. Questo però è un errore fatto anche in passato come quando io ero ad Udine: tra gennaio e marzo non giocammo mai durante la settimana.

Quanto è ampio il divario tra A1 e A2?
“Difficile dirlo perchè da un punto di vista di organizzazione tecnica le migliori squadre di A2 valgono quelle di A1, infatti le neopromosse fanno sempre mediamente bene a parte qualche eccezione, la grande differenza sono gli stranieri, da una parte ne hai sei, dall’altra solo due, quindi diventa ampio il distacco da un punto di vista atletico ma da quello tecnico vedo sempre meno differenze perchè il campionato di A2 è ottimo.

In questo inizio di stagione quali sono le squadre che hanno deluso e chi invece ha sorpreso?
“Mi ha deluso Pesaro, potrei dire anche Brindisi ma sappiamo che le vicissitudini dei pugliesi giustificano questo inizio e inoltre lo scontro diretto lo ha vinto abbastanza bene. Invece per le sorprese direi giustamente Cividale perchè, anche se io ero convinto che il fatto di avere tanti giocatori del roster dello scorso anno avrebbe aiutato e non poco, non mi aspettavo un secondo posto.

La Fortitudo Bologna ha deciso di cambiare allenatore facendo un passo indietro e riprendendo Caja, quanto può incidere sul futuro della stagione?
“Credo che inciderà notevolmente perchè Caja l’anno scorso ha fatto bene e quindi sarà così anche quest’anno. Non è mio interesse dare valutazioni sulla bravura di Caja e Cagnardi, l’unica cosa che mi sento di dire è che quest’anno sia stato scelto un allenatore troppo diverso da quello della scorsa stagione, perchè la squadra doveva avere crismi simili e aspettative ancora più alte, secondo me le due filosofie dei tecnici sono troppo agli antipodi. E’ abbastanza evidente quindi il motivo per cui non ha funzionato, cerco di comprendere il ragionamento dei dirigenti della Fortitudo che per aggiustare la situazione hanno pensato di richiamare Caja.

Per Cantù questo sembra essere l’anno buono, inoltre hanno Grant Basile, che ha fatto benissimo in Nazionale.
“L’anno di Basile è quello della maturazione, sia Cantù che lui hanno fatto bene perchè quello che gli mancava per fare l’ultimo passo era andare a giocare in un club per vincere, scorso anno le sue prestazioni sono state rilevanti ma alla fine era una squadra che è retrocessa. Quest’anno invece deve anche dimostrare di essere un vincente quindi questo percorso è perfetto sotto questo punto di vista. Adesso Cantù avrà anche lo slot straniero in più da giocare, dopo però bisogna vincere sul campo e sappiamo che è l’aspetto più complicato. Se dobbiamo parlare di chi ha l’obbligo di risalire in A1, allora bisogna dire Cantù, Udine e Forlì perchè sono quelle che costantemente sono andate più vicine alla promozione, quindi perdere nuovamente questa possibilità sarebbe una grande sconfitta.

Un pensiero sul futuro dell’Italbasket con Pozzecco.
“Il futuro con Pozzecco è sempre roseo perchè per merito suo e dell’ambiente si creano delle situazioni stimolanti, come avvenuto a Reggio Emilia, anche se adesso tutti sono in attesa di vedere chi verrà eletto come presidente federale. In generale la grande preoccupazione è che mancano gli specialisti in Nazionale come i lunghi e i piccoli, eccetto Pajola, di riferimento a livello internazionale. Questa è una cosa che alla lunga non potrà essere nascosta dall’entusiasmo che si genera intorno alla Nazionale.

Chi ha sorpreso di più nella parte bassa della classifica di A2 invece?
“Non saprei, do una piccola menzione di merito in più a Cremona, perchè mi sembra abbia un’idea di gioco molto definita che l’ha portata a conquistare buoni risultati, e una piccola nota di demerito a Livorno, perchè un ambiente come quello toscano dopo una promozione va sfruttato un pochino meglio, nessuno si deve assuefare ad una semplice salvezza dato che ci sarebbero già i presupposti per ottenere qualcosa in più, come Livorno merita.

Che tipo di basket stiamo vedendo, il tiro da tre sta diventando sempre di più un’esagerazione e, spesso, una forzatura?
“E’ una caratteristica che riguarda il trend degli ultimi anni dato, secondo me, da due cose: la facilità di rilascio del pallone in un campo che, per tanti atleti, sta diventando piccolo e quindi non è difficile tirare da tre; l’altro problema è il fatto che ci siano meno giocatori forti sotto canestro e quindi piano piano diventa una necessità tirare da fuori. Bene fanno Rimini e Cantù che hanno la possibilità di avere giocatori dominanti sotto canestro, che si devono tenere stretti, perchè hanno un vantaggio in più degli altri. Bene fa comunque, ad esempio, Udine, che sapendo di non avere un giocatore dotato nell’area piccola, ha optato per avere qualità dal tiro da fuori. D’altronde è un problema di tutte le categorie, la verità è che non ci sono tanti giocatori adatti a giocare sotto canestro, perchè se parliamo che al vertice, in Nazionale, il problema è proprio questo, è facile immaginare quale sia la situazione nelle categorie più basse.

Dei big stranieri arrivati in A2 dall’A1, qualcuno, come Gabriel e Pullen, non stanno rendendo come dovrebbero. Questione di adattamento ad una realtà dove pensavano fosse vita più facile?
“Credo possa essere una giusta interpretazione: Gabriel e Pullen sono due giocatori fenomenali ma condizionanti, hanno capito che il campionato è difficilissimo, ma nel frattempo ne hanno fatte le spese i compagni e la squadra. Ho pensato fino all’altro giorno che Verona potesse ancora inserirsi per il primo posto perchè ha tante qualità, ma evidentemente l’inserimento di Pullen è meno fattivo di quanto si potesse pensare. Sia Verona che Brindisi le ho viste in pre-campionato, senza Pullen e Allen, e giocavano come orologi, poi i loro ingressi sono stati dirompenti. E’ tutto un altro mondo quando inserisci un americano che è così dirimente nel gioco.

Un altro argomento importante sono gli allenatori: in A2 ci sono ancora coach di esperienza nostrana mentre in A1 è invasione di stranieri, qual’è il motivo?
“Principalmente lo ritengo una moda, come successo negli anni precedenti per gli italiani ora tocca agli stranieri. Un’altra considerazione è che, forse, non abbiamo prodotto abbastanza allenatori italiani apprezzati, a livello di personalità, per poter essere ritenuti degni dell’A1, se togliamo gli over 60 come Boniciolli e Bucchi che stanno andando verso fine carriera. Probabilmente la generazione appena successiva non ha prodotto così tanti nomi accattivanti e questo è stato il ragionamento fatto dai dirigenti, anche perchè gli allenatori ritenuti da A1 sono Ramondino e Buscaglia, che però non è nel momento migliore della sua carriera. Brava però Napoli a fare questa scelta coraggiosa perchè anche se Giorgio Valli è fuori dal giro da un pò è un ottimo allenatore.

Analisi del big match tra Rimini e Brindisi, ottimo periodo per entrambe con Brindisi che vuole tentare il colpaccio.
“Credo che la partita possiamo leggerla dagli ultimi risultati, una squadra quasi imbattuta contro una che ne ha vinte quattro delle ultime cinque, è la sfida del weekend e, se fosse capitata a inizio campionato, probabilmente avremmo pensato che sarebbe stata una gara per il primato. Continuo a pensare che Rimini sarà ancora un pò favorita.

Altra sfida interessante tra Torino e Rieti, due squadre che stanno cercando ancora una quadra.
“Torino in casa ha un brutto record e questo può essere un fattore. Sono due squadre che per motivi diversi non hanno ancora una stabilità completa, si affidano ad individualità diverse di domenica in domenica, conterà la fame di proseguire il percorso. Torino viene da una vittoria in trasferta e sta perdendo tanto in casa, deve avere la voglia di dire stop a questa situazione, viceversa Rieti che ha vinto con Orzinuovi in un momento negativo deve continuare su questa strada. Una partita da 50 e 50, chi sarà più affamato di continuità può vincere.

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Foto di Pistoia Sette (Sito Web)