Le parole del CT dell’Italbasket dopo la vittoria su Porto Rico nell’ultima gara della seconda fase, che ha regalato agli azzurri l’accesso ai quarti di finale della kermesse internazionale:

“Amo i miei giocatori, sono incredibili. Io continuo a dirlo a tutti, ma è vero. Ho dodici leoni in campo, che si amano l’uno con l’altro, che continuano a giocare. Ho chiesto loro prima della partita “Volete andare avanti?” e mi hanno mostrato in campo qual era il loro desiderio, ma vi dico questo perchè abbiamo giocato contro una squadra che ha giocato molto bene oggi e durante tutto il Mondiale. Voglio congratularmi con coach Colon, perchè quando abbiamo giocato qualche settimana fa in Italia li abbiamo sconfitti di trenta punti e nel frattempo sono cresciuti tanto e voglio congratularmi con loro. Grazie al mio staff perchè sono incredibili. Rispetto al 1998 è un momento totalmente differente, ho tanto rispetto per i miei compagni con cui ho giocato quel Mondiale e ho grande rispetto di coach Boscha Tanjevic, ma non c’è paragone. Quello che hanno fatto questi ragazzi è incredibile, tante nazioni sono cresciute tanto, non puoi giocare rilassato contro nessuno, non c’è nulla da paragonare. Quello che hanno fatto oggi e non solo oggi, non è comparabile con nessuna esperienza precedente dell’Italbasket. Quello che abbiamo fatto fino ad oggi non è comparabile con quello che l’Italia ha fatto in passato non è comparabile perchè era un basket diverso. Due partite contro la Serbia da dentro o fuori, perchè se avessimo perso molto probabilmente saremmo stati eliminati. Contro la Serbia, Porto Rico ha segnato 96 punti contro di noi ne hanno segnati 57. Non amo le statistiche perchè non mostrano tutto, ma questo tipo mostra il cuore che i ragazzi mettono in campo in ogni possesso. Stasera darò la carta di credito ai miei ragazzi così potranno utilizzarla (ride; ndr)”.

Su Pajola: “È un giocatore particolare, aveva faticato nelle amichevoli. Arrivati a Manila gli dico che deve stare tranquillo e mi dice “Perchè” e gli risponde “Perchè tu hai le palle più grandi di tutti e quando la partita pesa diventi il più forte di tutti”. Abbiamo la fortuna di decidere la situazione migliore, oggi siamo andati con Pajola e Tonut perchè dovevamo difendere su due funamboli. Marco è un giocatore importante ed è stato determinante con la Serbia”.

Su Datome: “Ha deciso di ritirarsi ed ha vinto il campionato in Italia con Milano, nelle ultime due partite è stato colui che ha cambiato la partita nel momento giusto per noi e poi viene in conferenza stampa e sembra un rookie. È una leggenda, umile, confidente, non c’è nessuno neanche simile a Datome”.

Sulle aspettative: “Vogliamo continuare a sognare, saranno partite difficili. Se prima di venire quì avremmo iniziato a fare calcoli saremmo stati nei problemi, invece ho detto solamente ai miei giocatori di sognare. Amano stare insieme, dobbiamo festeggiare oggi, andare al ristorante e domani saremo insieme. Se giocheremo con la Lituania o team USA saremmo pronti in ogni caso”.

Su Serbia-Repubblica Dominicana: “Porto Rico ha giocato una bella pallacanestro, ha talento e lo stesso per la Repubblica Dominicana ma mi fido di voi, ho grande rispetto per la Serbia e può ottenere la vittoria. I domenicani hanno una buona chimica di squadra, un grande coach e la Serbia ha una leggenda come Pesic, sarà una partita dura. Ma per l’amore che ho per Danilovic tiferò un po’ per voi, lo amo dagli anni ottanta”.

 

Il coach dell’Italbasket è stato intervistato anche dalla RAI ed ha dedicato la vittoria a Matteo Spagnolo, che ha visto tristemente scomparire il nonno materno proprio la sera prima della sfida:

Dedichiamo questa partita a Matteo Spagnolo, alla sua famiglia per la perdita del nonno materno. Ragazzo meraviglioso. Sono cose a cui do un valore per voi esagerato, per me giusto. Stamattina gli ho scritto ‘Matteo, come stai, tutto a posto?’ Hai bisogno di qualcosa? Lui ‘No grazie, sto bene, andiamo a vincere questa c***o di partita’. Questi sono i ragazzi che ho la fortuna di allenare. Di quelli che capiscono la pallacanestro solo il padre di Gigi Datome aveva previsto che arrivassimo qui. Perché conosceva il figlio. Neanche i miei ci credevano“.