L’Italbasket che fa sognare, quella che fa ben sperare e che mi manda tutte le vibrazioni più positive possibile.
Gli azzurri nel percorso di avvicinamento alla FIBA World Cup 2023 ci arriva con un bel percorso netto nelle cinque partite amichevoli giocate tra Italia e Grecia. Di studio le prime due della Trentino Cup con Turchia e Cina, in netto crescendo la parentesi della Acropolis con Serbia e Grecia, il salto ulteriore nel Dathome a Ravenna contro i malcapitati di Portorico.
Cinque su cinque dunque e Italbasket che proprio in queste ore sta voltando verso la Cina per le ultime due amichevoli pre mondiali. Domenica alle 9 affronterà il Brasile, lunedì alle 11.30 invece la Nuova Zelanda.
Pozzecco ed i suoi ragazzi arrivano a questo appuntamento con molte certezze, la più sostanziosa è certamente quella dei 12 azzurri che saranno protagonisti. Dopo la partita del Pala De Andre di Ravenna, infatti, sono stati fatti gli ultimi due tagli al roster: Tomas Woldentensae e Guglielmo Caruso, come era già nell’aria, sono stati gli esclusi.
A lasciare il ritiro sono due ragazzi che comunque si sono spesi e hanno dato veramente tutto per guadarsi il posto. In particolare Caruso, pronto alla nuova e ambiziosa esperienza con l’Olimpia Milano, protagonista assoluto dell’ultima finestra di qualificazioni con l’exploit in terra spagnola.
Tornando alla stretta attualità, come detto in apertura, non sono tanti i risultati quanto, invece, atteggiamento, facce e prestazioni in campo a farci ben sperare.
È una Italbasket “votata” all’attacco, di chiaro imprinting “pozzecchiano”, ma allo stesso tempo l’arma in più è una difesa solida, attenta e precisa. Proprio da questa fase di gioco, gli azzurri riescono a costruirsi attacchi veloci ed in transizione.
L’Italbasket dà proprio la sensazione di divertirsi in campo e soprattutto di stare bene insieme con un perfetto collante tra prime linee e seconde: non a caso il trio giovane Spagnolo, Procida e Diouf è stato più che mai prolifico. Una sensazione che speriamo prosegua, proprio come avvenuto durante lo scorso Eurobasket milanese/berlinese. Ma a differenza dell’anno scorso quando era chiaro che era in atto un processo di crescita, qua sembra che si sia di fronte ad un prodotto oleato che necessita solamente di essere utilizzato. Poi chiaramente tutto è migliorabile e perfezionabile. Come ad esempio cercare di ridurre il più possibile quei momenti di blackout che nell’economia di una partita a volte possono risultare decisivi. Ma l’unione di intenti e la volontà di continuare a giocare insieme passandosi la pala anche quando i tiri non entrano (seppur ben costruiti) c’è e si è già vista. Impensabile immaginare un percorso senza sconfitte, prima o poi arriverà, ma dovrà essere parte del processo e non andrà certo presa subito come un fallimento. Ma, ad ogni modo, ci auguriamo che questa possa arrivare il più tardi possibile. Nel frattempo l’Italbasket c’è e ci fa sognare! 

Eugenio Petrillo

Nell’immagine da sx Polonara, Spissu, Fontecchio e Melli, foto Ciamillo-Castoria