Nemmeno il tempo di gioire dell’impresa contro la Serbia che già bisogna dimenticarla. È la crudele legge delle manifestazioni come Eurobasket, fino all’ultimo atto, quando poi il vincitore solleva la coppa.

Contro i balcanici la scelta è stata quella di limitare, non potendolo fermare, Nikola Jokic, occupandosi di prosciugare le altre bocche da fuoco, come dimostrano i soli 54 punti suddivisi tra i restanti 9 giocatori mandati in campo da Pesic.

Contro la Francia, però, la questione sarà diversa. Il problema risiederà sempre nel pitturato, lì dove la nostra Nazionale continua ad avere un’endemica carenza di elementi fisicamente dominanti (in attesa di capire che ne sarà di Okeke).

Rudy Gobert, da poco passato dagli Utah Jazz ai Minnesota Timberwolves, è un cliente noto agli azzurri, soprattutto per quella schiacciata a 360º gradi di Tokyo, arrivata quando entrambe le squadre avevano dato per chiusa la contesa.

Non è stata la prima volta che il transalpino ha fatto discutere: nel 2020 alcune sue infelici dichiarazioni sul covid, condite da scherzi potenzialmente contagiosi, vennero seguite dal tampone positivo che lo rese uno dei primi giocatori NBA ad essere contagiato, di lì a poco la stagione si sarebbe fermata per poi riprendere nella bolla di Orlando.

Nominato per tre volte Defensive Player of the Year, Gobert è stato oggetto di aspre critiche nel mondo NBA, partendo da Shaquille O’Neal che non si spiegava come un attaccante poco prolifico potesse firmare contratti da 200 milioni di dollari; l’ultima in ordine di tempo è arrivata da Tracy McGrady che ne ha criticato duramente la mancanza di movimenti offensivi in post, chiedendosi cosa faccia in estate per migliorare, visto che, a dire dell’ex Orlando Magic e Houston Rockets, in quel fondamentale ha faticato anche con Chris Paul – nettamente più basso – in marcatura su di lui.

Rispetto a Jokic, Gobert si posiziona agli antipodi: dove il serbo fa uso di una mano educata e di una sopraffina visione di gioco, il transalpino si avvale del proprio strapotere fisico che gli permette di dominare le alture vicino al ferro.

Questa superiorità è accentuata, in fase difensiva, in ambito FIBA grazie alla non vigenza della regola dei 3” difensivi che gli permette di stazionare a piacimento a protezione del canestro.

In questo Eurobasket Gobert, pur non essendo il principale terminale offensivo della squadra allenata da Vincent Collet, viaggia in doppia doppia di media, fatturando 14 punti (0.7 in meno di Fournier) e 10.3 rimbalzi; su quest’ultimo fondamentale, il neoacquisto di Minnesota si posiziona al quarto posto generale, ma è il primo tra i centri ancora in gioco nella competizione, visto che chi lo precedeva (Vezenkov, Mamukelashvili, Valanciunas) ha già intrapreso la via di casa. Sui 40’ giocati, poi, il dato di rimbalzi cresce fino a 15.3, miglior dato tra i centri ancora in corsa e secondo assoluto, dietro i 16.1 di Jokic.

La fisicità straripante dei suoi 2,15m gli permette di segnare con continuità (65,3%) in area, anche se quasi sempre si tratta di schiacciate, indice di una monodimensionalità spiccata e dimostrata dal fatto che in 6 partite si sia preso appena 2 tiri dal perimetro.

Da questo punto di vista, Gobert risulta avere dei punti deboli molto più evidenti di Jokic, soprattutto contro centri avversari abili in situazioni di Pick ‘n pop e dotati di buone doti balistiche dall’arco, come dimostrato da Sertac Sanli nella gara degli ottavi di finale che la Francia ha vinto per il rotto della cuffia. In questo senso, Polonara e Melli possono essere clienti molto scomodi.

Quale soluzione, quindi, per battere Gobert e la Francia? L’idea dovrebbe essere quella di perseverare sulla falsariga della sfida con la Serbia, vinta limitando colui che non si poteva fermare, ma annullando, invece, il supporting cast.

Un supporting cast che, attenzione, conta su elementi del calibro di Guerschon Yabusele o Evan Fournier.

La voglia di rivincita, specialmente dopo la brutta scena vista a Tokyo, c’è. Basterà? Al parquet l’ardua sentenza.

 

Nell’immagine Rudy Gobert, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco