Alla Nova Arena di Tortona va in scena la prima versione dell’Italia di coach Banchi, sconfitta dall’Islanda per 76-81. Una nazionale ovviamente impoverita dalle assenze croniche delle finestre invernali, e con soli due giocatori davvero protagonisti del precedente ciclo azzurro oltre a qualche giocatore che ha fatto qualche comparsata, come Baldasso o Tessitori. Quest’ultimo ha giocato con i gradi di capitano in un quintetto avvalorata dall’esperienza di Della Valle, i giovani Procida e Ferrari, e Casarin che ha letteralmente trascinato gli azzurri nel primo quarto. Suoi 12 dei 21 punti del primo quarto, dimostrando di aver acquisito grande fiducia in questo avvio di stagione a Cremona.

La partita è piacevole e l’Italia prova ad esprimere un gioco corale, con circolazione di palla e poche iniziative personali. La mole di gioco non viene però concretizzata, con sole 2 assist nei primi 10′ e addirittura l’1/11 dall’arco prima della tripla di Baldasso arrivata sul finire del secondo periodo. Beniamino di casa che è stato l’ultimo azzurro utilizzato dal ct, dopo aver ruotato in undici nella prima frazione. Nonostante l’entusiasmo del palazzetto, l’Islanda è osso duro. Ormai la conosciamo bene. Hlinason è inizialmente il solito spauracchio vicino canestro, propiziando lo 0-5. Ma gli avversari appaiono più cinici e precisi, soprattutto da tre, e costringono due volte Banchi al timeout, sul 21-26 e 28-34.

I primi due punti con la nazionale maggiore di Ferrari inaugurano una ripresa nella quale l’Italia continua a faticare. Casarin è la bocca di fuoco di una squadra che cerca di correre di più in transizione. Baldasso infiamma il pubblico con la terza tripla di serata che vale il 49 pari, ma Banchi non è soddisfatto. Il ct richiama gli azzurri su un paio di difese, ed è costretto a fermare due volte il match in rapida successione: inutile, è -10 prima della tripla di Procida all’ultimo mini riposo.

Canestro benaugurante per il giocatore del Real, che propizia la reazione azzurra quando recupera palla e schiaccia il sorpasso e l’allungo (68-64) con sette punti in fila ed un timeout inevitabile per l’Islanda, che però non perde mai ritmo e continua a segnare. L’Italia manca il colpo del ko, nonostante la difesa salga di colpi. I tanti errori dalla lunetta di Casarin, Tessitori, Della Valle, iniziano a pesare come un macigno, e allora bisogna giocarsela fino alla fine. Possesso su possesso, instant replay compreso. Proprio i liberi di Fridriksson sono quelli che congelano la partita e permettono il successo islandese per 76-81. Terza sconfitta per l’Italia contro l’Islanda.

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Foto credit: L.Canu/Ciamillo-Castoria

 

Giovanni Bocciero