Il Partizan ha perso sia la ‘partita di cartello’ della sesta giornata della seconda fase della Lega adriatica in trasferta contro la Budućnost (95:89), che la testa della classifica del torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia, che il Dubai ha ripreso sconfiggendo la Cedevita Olimpija in casa a Sarajevo. Belgrado, infatti, condivide con la compagine degli Emirati un bilancio di diciannove vittorie, con la differenza canestri tuttavia a proprio sfavore.

La partita, di per sé, ha contrapposto due proposte di pallacanestro improntate su un gioco in transizione, con Joan Peñarroya alla guida del Partizan maggiormente attento ad aggressività difensiva e soluzioni dal perimetro, e Andrej Žakelj, al timone della Budućnost, più focalizzato su difesa sotto le plance e gioco interno.

Il parziale decisivo nell’ultimo periodo

Un parziale di 7:2 realizzato nell’ultimo periodo è stato invece l’episodio che ha permesso alla squadra allenata da Andrej Žakelj di prendere il sopravvento in una partita nella quale la Budućnost è andata alla pausa lunga avanti di sette lunghezze (52:45), per poi trovarsi sopra di uno a fine terzo quarto (74:73), ed infine prevalere negli ultimi minuti dell’incontro.

La Budućnost ha prevalso per mezzo di una difesa aggressiva, che ha provocato 11 palle perse per mezzo di 9 recuperi, oltre che di una migliore protezione del proprio canestro, con 4 stoppate date nell’arco dei quaranta minuti di gioco.

Lunghi protagonisti

Axel Bouteille è stato il miglior marcatore per conto della Budućnost con 19 punti e 7 rimbalzi, mentre Jerry Boutsiele, l’altro lungo della formazione montenegrina, ha aggiunto 16 punti con 6 rimbalzi al saldo della compagine montenegrina.

Lato Partizan, Shake Milton ha realizzato 21 punti con 8 rimbalzi, mentre Sterling Brown ha messo a segno 19 punti con 5 rimbalzi per la squadra bianconera.

Budućnost vs. Partizan 95:89 – statistiche

Matteo Cazzulani

Nella foto: Axel Bouteille della Budućnost (in maglia blu numero 83). Credits: Budućnost VOLI / Filip Roganović