Affidarsi sistematicamente all’americano di turno può portare ad alcune vittorie, ma alla lunga è una strategia che non paga, soprattutto in una realtà cestistica, come la Lega adriatica, nella quale la tradizione della pallacanestro europea è stata creata e forgiata.
La vittoria dello Zadar sul Vienna (77:86), grazie alla quale la compagine dalmata ha interrotto una striscia di cinque sconfitte consecutive nel torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro ex jugoslava, è stato un successo del gioco di squadra su un basket che tende a fare leva sul singolo giocatore per decidere partite.
Il trionfo, che lo Zadar ha ottenuto anche grazie alla notevole e rumorosa presenza dei suoi tifosi, sia quella dei Tornado arrivati dalla Croazia, che quelli della diaspora dalmata residenti in Austria, è stato anche frutto di un ottimo lavoro difensivo col quale Zara ha saputo arrestare la macchina realizzatrice del Vienna laddove essa è stata finora maggiormente pericolosa.
Difesa e perimetro
Un 18,75% al quale la squadra austriaca è stata tenuta dalla lunga distanza, oltre ai soli 12 assist realizzati da parte dei padroni di casa, sono infatti il dato statistico che mostra maggiormente quanto la difesa dello Zadar, in trasferta, abbia lavorato bene non solo sul perimetro, ma anche sulle linee di passaggio.
Souley Boum, guardia statunitense portata in Europa da Boris Balibrea, dalle cui iniziative, spesso individuali, sono dipese le quattro vittorie messe finora a segno dal Vienna in Lega adriatica, è stato tenuto a 16 punti, tanto da costringere la compagine allenata da Mike Coffin a trovare in Simas Jarumbauskas il primo realizzatore dell’incontro.
Oltre al lavoro in difesa, che lo Zadar ha svolto in maniera molto positiva anche sotto le plance catturando 26 rimbalzi difensivi, la compagine di coach Danijel Jusup ha prevalso anche grazie a una prestazione molto positiva dalla lunga distanza, dalla quale Zara ha messo a segno ben undici canestri per un’efficienza complessiva del 40% da tre.
Un gioco collegiale
Una solida condivisione delle responsabilità sia in difesa che in fase realizzativa è stato un altro elemento che ha consentito allo Zadar di superare il Vienna in trasferta. Su sette giocatori scesi in campo, ben quattro hanno chiuso in doppia cifra.
Leader nei tabellini, e non solo, è stato capitan Marko Ramljak con 21 punti, con Borna Kapusta a seguire con 19 punti, 9 assist e 4 triple, Vladimir Mihailović ad aggiungere 15 punti con 6 rimbalzi, e Lovro Mazalin ad aggiungere 12 punti con 8 rimbalzi.
Da segnalare sono altresì i 9 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 2 canestri da tre punti di Karlo Žganec, recentemente rientrato da un infortunio, ed i 7 punti con 4 rimbalzi coi quali Boris Tišma ha dato il suo contributo assieme a Krševan Klarica, autore di 3 punti.
Ossigeno per la classifica
Per lo Zadar, la vittoria ha un’importanza cruciale anche in materia di classifica. I dalmati hanno infatti sconfitto una delle dirette concorrenti nella lotta salvezza per la seconda volta durante la stagione in corso dopo il successo casalingo (98:78) ottenuto alla Krešimir Ćosić Arena nella prima parte della prima fase del campionato.
Incrementando il proprio bilancio a cinque successi in sedici partite disputate, Zara ha chiuso la prima fase della Lega adriatica con un considerevole bottino in vista di una lotta per non retrocedere che, nella seconda metà del torneo ex jugoslavo, sarà molto serrata.
Nella seconda fase della Lega adriatica, lo Zadar, inserito nello stesso girone con Vienna, Spartak, Mega e Ilirija, affronterà Krka, Split, Estudiantes Podgorica, ed una compagine tra Igokea e Borac.
Matteo Cazzulani
Nella foto: il capitano dello Zadar, Marko Ramljak. Credits: Vienna