MADRID: WiZink Center. Real-Efes.

I blancos arrivavano alla partita in cerca di una riconferma dopo la bella vittoria dell’ultima giornata contro Milano e soprattutto per dare una sterzata al loro cammino europeo cercando di avvicinarsi alla parte più nobile della classica; i turchi di Coach Ataman invece, vogliosi di riscatto per via della bruciante sconfitta in quel di Monaco avvenuta la settimana scorsa.

Partita vivace, di grande agonismo che ha visto il Real Madrid di Coach Chus Mateo aggiudicarsi la vittoria con il punteggio di 94-85 tirando con il 59% da due , il 35% da tre ed il 70% ai tiri liberi.

LA PARTITA

Il primo quarto di gara è di impronta spagnola. Break di 5-0.

I padroni di casa mettono subito in chiaro le loro intenzioni.

L’Efes inzia a macinare gioco e, trovando una maggiore fluidità in attacco, agguantano sia extra possessi offensivi che tiri dalla linea della carità a cronometro fermo.

L’attacco madrileno è guidato dal duo Hanga-Tavares che con una serie di pick&roll e triangoli offensivi coadiuvati da fedele compagno Yabusele continuano a mantenere il leggero vantaggio accumulato nei primi minuti della partita.

D’altra parte, il centro di Ataman, Pleiss, soccombe alle gesta del 22 bianco ed è costretto a lasciare il campo dopo aver commesso il suo 3 fallo personale.

Al primo mini intervallo il punteggio è sul 26-19.

Al secondo quarto le due compagini danno il via alle maggiori rotazioni.

Vanno in scena i vari Llull, Poirier ed Henzonja da un lato e Polonara, Bryant e Clyburn dall’altro.

Cambiano gli attori ma il copione è sempre lo stesso. Madrid va in doppia cifra di vantaggio (+10).

Micic e Bryant provano a dare una scossa.

Prendono le redini della situazione assumendosi spesso e volentieri tutta la responsabilità dell’attacco turco con isolamenti su un quarto di campo e/o con penetra e scarica per un tiro aperto.

Scelte che portano a leggeri segni di risveglio.

Nella seconda metà del quarto Clyburn e Yabusele salgono in cattedra per i rispettivi compagni di squadra e sono i primi giocatori del match a raggiungere la doppia cifra.

L’ala turca sfoggia tutta la sua capacità di velocista in contropiede, mentre quella madrilena si “accontenta” del suo classico step back per punire i blues.

All’intervallo il punteggio è 54-43 che si chiude con una preghiera da metà campo da parte di Sergio Llull.

La seconda metà del match parte sempre con i padroni di casa più presenti in campo.

Deck fa della sua aggressività il suo punto di forza, attacca il ferro sia puntando l’uomo in penetrazione sia sfruttando i vari miss matches che ha a disposizione sotto le plances.

Dal canto suo Hezonja non è da meno e vuole essere anch’egli protagonista della serata, gioco da 3 punti e fa sprofondare i turchi a -15.

Micic prova a mettersi in partita ma fa fatica a carburare e lo 0/5 dal campo ne è la prova. Le sue scelte in attacco sono forzate e molto leggibili dalla difesa avversaria. L’unico che prova a tener botta è Clyburn che toglie le castagne dal fuoco più di una volta e tiene a galla i suoi.

Coach Ataman ricorre al timeout.

Le fila del Real sono infinite.

In cattedra si alternano i vari Hanga, Deck, Henzonja.

Ogni azione ha un marcatore diverso.

Quando tutto sembra essere già deciso, l’orgoglio turco rientra prepotentemente in partita.

Un parziale di 0-10 firmato Clyburn e Micic riportano sotto l’Efes.

C’è partita! Il punteggio è 66-61.

Madrid prova a ripartire dai protagonisti che avevano iniziato le danze:

Yabusele e Tavares. I due provano a farsi sentire. Il francese purtroppo a seguito di un infortunio è costretto ad abbandonare il parquet. Tavares in confusione.

L’Efes ne approfitta. È vivo.

Se poco prima era stato l’orgoglio turco a farsi sentire, nell’inizio del quarto quarto va in scena una vera e propria corrida spagnola tutta fuego.

Con un sonoro 8-0 Hanga, Poirier e Llull, mettono a dura prova il sistema nervoso di Coach Ataman. L’Efes spronda di nuovo a -10. Micic con un gioco a due centrale prova ad attaccare il ferro ma Walter Tavares tocca 299 stoppate in carriera e oscura la vallata. Contropiede Abalde ed altri 2 punti blancos.

Clyburn è l’unico a non gettare la spugna, macina gioco, corrette spaziature ma il suo apporto non basta. Prova un gesto atletico di una bellezza immane, una schiacciata ad una mano da penetrazione dal fondo, ma tutto vano. Arriva la 300esima stoppata in carriera da parte di Walter Tavares.

A 3 minuti dalla fine il Real spinge ancora in contropiede e con accenni ad una Princeton offense fatta di passaggi e tagli backdoor arriva al 40esimo minuto di gioco in scioltezza.

La partita si conclude con il punteggio di 94-85.

QUI le statistiche del match

 

Edoardo Cafasso