Il Dubai che sorride e il Partizan che piange sono le due facce opposte di una situazione che vede due delle tre rappresentanti della Lega adriatica in Eurolega vivere situazioni contrastanti.
Da un lato, il Dubai ha ottenuto una seconda vittoria consecutiva su una squadra di alta classifica sconfiggendo lo Žalgiris per 95:89 dopo avere battuto, due giorni prima, anche la Stella Rossa col risultato di 102:86.
Dall’altro, il Partizan è stato autore di un passo falso senza appello andando a perdere in trasferta contro un ASVEL già mentalmente fuori dalla massima competizione europea per club (88:87).
Atteggiamenti opposti
Al di là dei risultati, particolarmente significativo è l’atteggiamento che le due compagini hanno avuto nel corso delle ultime partite, con un Dubai a fornire prove di forte concentrazione e compattezza, ed il Partizan a mancare di quel focus che, in ogni competizione, non solo in Eurolega, è la chiave per fare bene.
Dopo avere smontato la difesa di una Stella Rossa arrivata alla Coca-cola arena da prima in classifica con una striscia aperta di otto vittorie nel torneo, il Dubai ha imbavagliato la bocca di fuoco dello Žalgiris soprattutto sul perimetro, laddove i lituani, tenuti ad un 34,62% dall’arco, sono soliti costruire i propri successi.
A Lione, il Partizan ha dapprima subito un parziale di 16:2 a inizio partita, e poi, nelle battute finali, dopo avere messo il naso avanti nel punteggio, si è disunuto lasciandosi controsorpassare negli ultimi due minuti del tempo regolamentare.
Questione di difesa
Per le due compagini, le tendenze dimostrate nelle ultime partite di Eurolega vanno a confermare un trend stagionale che, ad oggi, vede il Dubai dominare in Lega adriatica, e fare bene alla prima stagione in Eurolega, grazie ad una solida difesa statica, molto efficiente sia sul perimetro, che sotto canestro.
Il Partizan, che dovrebbe costruire i propri successi sulla difesa, possiede invece il quartultimo rating di efficienza difensiva della massima competizione europea per club, soffrendo laddove coach Željko Obradović tradizionalmente vuole che le proprie squadre siano disciplinatamente impeccabili.
La soddisfazione di coach Jurica Golemac, che ha considerato la prestazione contro lo Žalgiris la migliore prova difensiva stagionale, e la rabbia di coach Željko Obradović, che ha apostrofato come vergognoso l’atteggiamento dei suoi giocatori, vanno chiaramente ad illustrare la natura di un problema che però potrebbe avere anche un’altra causa.
La selezione dei roster
La selezione dei giocatori, da parte di Dubai e Partizan, è stata infatti diversa. Se da un lato il GM Dejan Kamenjašević ha portato negli Emirati atleti dalla provata esperienza europea, dall’alto Zoran Savić ha a lungo sperato, invano, di portare a Belgrado in bianconero una serie di tagli dall’NBA.
Al Dubai, Aleksa Avramović, Filip Petrušev, Kenan Kamenjaš, McKinley Wright, JR Bacon e Mfiondu Kabengele, ma anche Dāvis Bertāns, Awudu Abass ed il più giovane Kosta Kondić, sono atleti che capiscono la pallacanestro europea, e che di conseguenza hanno saputo adattarsi al palcoscenico di Eurolega.
Il GM del Partizan, Zoran Savić, invece, ha a lungo sperato di firmare Charles Bassey, Mo Bamba, Oscar Tshiebwe, dopo avere ingaggiato uno Shake Milton ancora fuori per infortunio, perdendo così occasione su occasione di rafforzare la propria rosa con talenti locali o provenienti dal panorama cestistico europeo.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Filip Petrušev del Dubai (in maglia bianca). Credits: ABA League / Dubai