Direbbe un tecnico che si fa chiamare “mister” e non “coach”: Mai dire gatto…

Il Barcellona e coach, lui si, Jasikevicius provano sulla loro pelle quanto vere siano quelle parole dopo una gara che domina per oltre 30’ per poi subire la rimonta di uno degli uomini simbolo della pallacanestro iberica, Don Sergio Llull.

Il 23 in camiseta blanca si presenta per davvero nel quarto periodo e rivolta il match come un calzino. Nel supplementare il Real Madrid sbaglia di meno e si porta a casa la posta in palio.

LA CRONACA

La gara si apre con due errori consecutivi di Dzanan Musa dal perimetro: il bosniaco spreca il gran lavoro a rimbalzo di Yabusele, Satoransky non fa altrettanto, tripla per inaugurare il tabellone elettronico.

Il Barça, nonostante il canestro di Tavares, ha subito ottime sensazioni: ancora il playmaker ex Wizards trova la connessione con il connazionale Vesely che segna 6 punti consecutivi mentre il Real somma un altro errore dalla lunga distanza. Per Chus Mateo arriva il momento di fermare il cronometro.

E per i padroni di casa arriva anche l’ora, dopo quasi 3’ all’asciutto, di ritrovare la via del canestro, ancora con Tavares.

Il Barça non si scompone: Mirotic dall’arco fissa il +8 (4-12), Kalinic mette alta distanza di mezzo, Laprovittola firma il +12 (6-18) piazzando il canestro pesante sullo scarico di Sanli.

Per vedere un marcatore diverso da Tavares, Chus Mateo deve aspettare che manchino 2’43” alla prima sirena, esegue Musa: tripla per riportare lo svantaggio in singola cifra.

Gli ospiti replicano con Sanli, tuttavia Gabi Deck si presenta in campo e rimette in carreggiata i suoi praticamente da solo con 5 punti in fila.

Al 10’ è 16-20.

Sono ancora i blaugrana a partire con il piede più giusto: parziale di 5-0 con tanto di tripla di Abrines che riporta a +9 il vantaggio (16-25), ancora Deck ricuce con il gioco da 3 punti ma è un Barça più in palla e lo dimostra quando gira la boa del secondo quarto forte di 3 possessi pieni di divario ed un altro canestro pesante di Abrines (21-30).

Davanti al pubblico amico, il Real ha un sussulto: Tavares e Rudy Fernández riportano a -4 la Casa Blanca, tuttavia l’inerzia si ferma con il fallo tecnico fischiato a Deck: Jasikevicius rimanda in campo Abrines e l’ex OKC non sbaglia dalla linea della carità (26-31).

Tavares non si arrende ed accorcia ancora fino al -3 ma il Barça non è d’accordo e ristabilisce la distanza di sicurezza con due triple di Satoransky e Laprovittola.

All’intervallo lungo si va sul 32-39 grazie ad un canestro di Hezonja il quale, però, sbaglia il buzzer beater che avrebbe riaperto totalmente i giochi.

Poco dopo il rientro dagli spogliatoi il Barça ritorna sul +10: a Yabusele rispondono Mirotic e Laprovittola (34-44).

Potrebbe essere la mazzata definitiva, invece è il là alla riscossa madridista: parziale di 8-0 firmato Yabusele-Deck-Chacho Rodríguez e gara di nuovo in equilibrio (42-44).

Ma è un miraggio: Kalinic decide di vestirsi da guastafeste e centra per due volte consecutive il bersaglio grosso, time out in fretta e furia per Chus Mateo.

Stavolta, però, le quattro chiacchiere non certo carine del coach non sortiscono effetto: Mirotic, prima, ed Higgins, poi, fissano il nuovo +10 (47-57), poi Sanli cancella il tentativo di Tavares.

Non ci sta Rudy Fernandez che trova il secondo centro dalla lunga distanza della sua gara, tuttavia commette fallo sul ribaltamento di fronte e Sanli mette i liberi che valgono il 50-59 del 30’.

Ma il quarto periodo è un’altra storia: la prima avvisaglia la da Gabi Deck, gli risponde Higgins; il Barça sembra avere in mano la gara quando il signor Sergio Llull si presenta finalmente sul parquet e piazza uno dei suoi “mandarini”.

Al suo segnale, scatenate l’inferno.

Ed inferno fu.

Da una sua palla rubata nasce il -4 firmato Deck, poi il nativo di Menorca si scatena e ricuce fino al -2 (63-65 a 4’47).

Ormai è un one man show: altri punti a referto per firmare il sorpasso, altro mandarino per il 69-67.

Il Barcellona trova le forze per replicare, complice l’apparizione del solito Higgins dei momenti topici. Si va all’overtime sul 73 pari.

I 5’ aggiuntivi sono una partita a sè, dove il minimo errore si paga.

E sbaglia il Barça. Sbaglia Satoransky. Non sbagliano Deck e Musa: il Bosniaco chiude i giochi rubando palla e segnando la tripla dell’84-76 quando il cronometro segna 1’39”. Un altro bersaglio grosso di Hezonja è il colpo di grazia (87-78), il Real resta in vetta, finisce 91-86 nonostante Mirotic, ultimo ad arrendersi, provi a riaccendere una fiammella di speranza.

QUI le statistiche del match

 

Elio De Falco