Stavolta l’Olimpia non crolla alla distanza. Certo, va tenuto in conto che il Barça era in campo meno di 48 ore prima della palla a due nella gara persa in extremis contro Manresa, ma ciò non sminuisce l’impresa dei ragazzi di Ettore Messina, presentatisi privi di due playmaker su tre, con Mirotic ai box (almeno per un altro mese e mezzo) e senza notizie confortanti sulle condizioni di Billy Baron.
Nonostante tutto, pur priva del suo miglior tiratore (anche se ormai ci ha fatto il callo), l’EA7 brucia la retina blaugrana con invidiabile costanza dal perimetro, tanto che il 40,7% finale è figlio di qualche conclusione andata a vuoto nel finale.
La copertina è per Shields, 19 punti e 5 triple nel primo tempo, e Devon Hall, quest’ultimo lievitato fino ai 21 punti grazie al suo 8/10 dal campo.
Non va, tuttavia, messo in secondo piano l’apporto della truppa italiana; se Melli è una certezza con i suoi 16 punti, Flaccadori (15 per lui) è una piacevole riscoperta.
Al Barcellona non bastano nè il brillante Kalinic (17) nè il solito Laprovittola (16).

LA CRONACA

L’avvio vede l’Olimpia in grande spolvero, sono tre i canestri pesanti consecutivi con cui Melli, Voigtmann e Shields bucano la retina (4-9).
Per vedere il primo canestro dall’area dei biancorossi bisogna attendere il 4’ di gioco con Melli che replica ai liberi di Oscar Da Silva. È l’avvio di un parziale che arriva fino al 9-1 con Melli e Flaccadori protagonisti prima che Laprovittola peschi Vesely che pone fine al digiuno realizzativo dei padroni di casa.
Ma resta una pia illusione: l’Olimpia replica con un altro mini break di 5-0 firmato Hall-Voigtmann, con il tedesco che mette nel proprio scout il secondo canestro pesante della serata che vale il +15 (12-27).
Il Barcellona, però, è in casa e reagisce rientrando fino al -10 con Laprovittola che trova il suo primo jolly, al 10’ è 19-29 EA7.
È proprio l’italoargentino a spingere in avvio di seconda frazione con 5 punti consecutivi (24-31); Milano assorbe il colpo e si riscatta con Melli che fa valere la sua esperienza contro il giovane Parra a cui strappa anche il libero aggiuntivo con cui va in doppia cifra (26-36).
Quando Shields si risveglia, l’Olimpia torna a +13 con l’ex Trento che pesca il suo quarto bersaglio grosso su 5 tentativi (30-43), altre due triple – una del danese ed una di Hall – riportano gli ospiti sul massimo vantaggio (36-51) a 1’28” dall’intervallo lungo, Hernangómez e Satoransky accorciano appena prima di tornare negli spogliatoi. Ancora Olimpia saldamente avanti al 20’ (40-51).
Il timore dei tifosi biancorossi è rivolto al terzo quarto che tanto avevano patito gli uomini di Messina; la partenza blaugrana con i canestri di Kalinic e Vesely sembra far ritornare i consueti fantasmi, tuttavia Satoransky decide di fare un regalo all’Olimpia con un fallo tecnico che è anche il suo terzo personale.
A ringraziare sono Shields e Flaccadori (44-54).
Il Barça, però, non molla la presa e si riporta in singola cifra di vantaggio con Vesely e Kalinic, poi rientra al -5 (53-58) con inclusa la schiacciatissima del lungo ceco che fa tremare il Palau, Messina prova a far ricaricare le energie a Melli riproponendo Hines in campo.
Milano prova a riprendere vantaggio a cronometro fermo con Hall ma la replica del Barça è l’alley oop devastante Jokubaitis-Nnaji e la tripla di Parra (59-63).
Sembra ineluttabile il rientro dei padroni di casa ma, improvvisamente, Tonut s’iscrive al referto trovando la tripla oltre le mani altissime di Nnaji.
Gli ultimi secondi del terzo quarto vedono il Barça fallire liberi a profusione ma, soprattutto, un Flaccadori splendido nel rilascio che vale il +9 del 30’ (59-68), l’Olimpia resiste.
Dopo una serie di errori, anche sfortunati, ci pensa Brizuela a muovere il risultato parziale dopo quasi 3’ del quarto periodo, tripla fuori ritmo a cui, però, replica ancora uno splendido Flaccadori con un altro canestro difficilissimo.
L’Olimpia replica colpo su colpo, anche trovando canestri in situazioni inattese come nel caso di Voigtmann che ramazza sotto il canestro avversario il rimbalzo che vale il nuovo +8 (64-72).
Si rivede Hall nonostante i 4 falli sul groppone, tuttavia l’ex Bamberg non si fa problemi, tripla a fil di sirena e 66-75.
Il Barça è, però, ancora vivo e si riavvicina con la tripla dal palleggio di Kalinic; Milano incassa il colpo e replica con un numero d’alta scuola di Melli che arriva al ferro e segna subendo fallo, il libero aggiuntivo va a segno e ristabilisce le distanze quando il cronometro è abbondantemente oltre il 37’ (71-80).
La sentenza, o quasi, la firma Hall che taglia alle spalle e riceve il passaggio in backdoor da convertire nel 73-82 a 1’35” dal termine.
I blaugrana hanno un sussulto e rientrano, prima a cronometro fermo, poi forzando a Flaccadori una palla persa sanguinosissima; la palla va in angolo ma Kalinic se la fa scappare maldestramente dalle mani, a 51”5 dalla sirena è la parola fine, sugellata dal fallo tecnico fischiato a Brizuela da cui scaturisce il 77-84.
A chiudere definitivamente i conti ci pensa Hines, poi si gioca a far trascorrere i secondi prima di subire fallo.
Flaccadori segna dalla lunetta, Kalinic replica dalla media, poi segna una tripla ormai inutile a 4” dalla fine, al Palau Blaugrana passa l’Olimpia 86-90.

Elio De Falco

Nell’immagine Melli, foto Ciamillo-Castoria