La Bertram vola in semifinale e lo fa con il timbro pesantissimo del suo numero 13. Nel terzo quarto di finale della Frecciarossa Final Eight 2026, la Derthona Basket supera l’Reyer Venezia e si regala il sabato più atteso. L’uomo copertina è Tommaso Baldasso, profeta in patria nella “sua” Torino.
Prestazione maiuscola, da leader vero. Baldasso ha scelto i momenti chiave per colpire, ha attaccato la giugulare della partita quando il pallone pesava di più e l’inerzia sembrava poter cambiare direzione. In un quarto quarto ad altissima tensione, è stato lui a dettare i tempi, a punire i close-out, a trovare soluzioni dentro l’area e ad accendersi dall’arco nei possessi che contavano.
Il suo impatto è stato talmente profondo da costringere Mario Fioretti a una scelta drastica: lasciare in panchina per tutto l’ultimo periodo il bomber lagunare Christian Vital. Un segnale chiaro di quanto l’esterno piemontese stesse dominando il duello tecnico e mentale.
Per Baldasso 16 punti in 21 minuti, frutto di un chirurgico 4/5 da due, 2/6 da tre e 2/2 ai liberi. A completare la prova, 4 rimbalzi, 2 assist e 16 di valutazione. Numeri che raccontano solo in parte la sua influenza: perché oltre le cifre c’è stata la sensazione costante che la partita fosse nelle sue mani.
Nel suo Piemonte, nella cornice dell’Inalpi Arena, Baldasso ha giocato con il cuore e con la testa. Ha guidato la Derthona Basket verso una semifinale che profuma di ambizione e maturità.
Quando la posta si alza, i leader emergono. E a Torino, Tommaso Baldasso ha parlato la lingua dei grandi.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Tommaso Baldasso, foto Ciamillo-Castoria