In Italia non ci ha mai lavorato, ma il nostro paese offre un campionato di assoluto interesse per Srđan Subotić, allenatore emergente della Ekstraklasa polacca, nella quale il quarantaquattrenne nativo di Spalato ha avuto occasione di stupire in positivo nella stagione passata alla guida dei Pierniki di Toruń. Ai nostri microfoni, coach Subotić ci ha fornito pareri interessanti su Serie A e basket europeo.
“Il campionato italiano lo seguo con assoluto interesse, soprattutto sul piano tattico. La Serie A è un torneo che regala anche divertimento, dunque stare dietro a ciò che accade in Italia è sia istruttivo, che piacevole. Ovviamente, faccio il tifo per i coach croati, Neven Spahija ed Igor Miličić, ma ci sono tanti altri allenatori che seguo con particolare interesse, primo fra tutti Ettore Messina” ci ha spiegato Subotić.
La menzione di Messina (assieme ai coach croati) non è casuale, dato che Subotić, così come l’allenatore dell’Olimpia di Milano, fa della difesa il perno della propria proposta cestitica. Con una personalità umile e concreta, il quarantaquattrenne nativo di Spalato, nello specifico, ha un’idea di basket che coniuga passato e modernità.
“Per me, la difesa è tutto: se non difendi come si deve non vai da nessuna parte. Nella mia squadra ideale, oltre a giocatori dallo spiccato atteggiamento difensivo, mi piacerebbe avere un playmaker con solida visione di gioco, un tiratore puro, un giocatore capace di risolvere situazioni 1 contro 1 in isolamento, ed un lungo versatile” ha continuato Subotić.
Una stagione incredibile Toruń
Pur con un budget limitato, l’allenatore spalatino, nella stagione appena conclusa, è riuscito a portare il Toruń, allestito con risorse molto modeste, ad un’inaspettata qualificazione alla Final Eight di coppa di Polonia, prima di chiudere la stagione regolare a tre vittorie dalla zona playoff.
A scrivere tale pagina di bel basket, che coach Subotić considera un miracolo sportivo, è stato un roster capace di difendere e di lottare su ogni pallone, che il professionista nativo di Spalato ha reclutato con sapienza ed attenzione.
Tra i giocatori più importanti al Toruń, degni di menzione sono soprattutto Goran Filipović, strappato all’ultimo ad una squadra della Serie B italiana, e Mate Vučić, reclutato a stagione in corso per sostituire l’infortunato Gligorije Rakočević.
“Vučić era la mia prima scelta in estate, ma le sue richieste economiche erano troppo alte. All fine, Mate si è dimostrato un innesto decisivo per la nostra rosa. Filipović ci ha dato tanta stabilità. Sapevamo di non poterlo trattenere, soprattutto se a bussare alla nostra porta è una squadra dalla ben maggiore disponibilità economica come l’Igokea di Laktaši”.
Un occhio anche alla Croazia
Oltre ad Italia e Polonia, anche la Croazia è un paese che, cestisticamente, Subotić continua a seguire, avendovi avviato la carriera di capoallenatore alla guida dello Split, la squadra erede della gloriosa Jugoplastika di Spalato, nella stagione 2022-2023.
In tale occasione, Subotić riuscì a portare lo Split in finale nel campionato di Croazia, venendo però sconfitto dallo Zadar di coach Danijel Jusup. La medesima finale, ancora una volta vinta dalla compagine di Zara, ha avuto luogo nella stagione appena conclusasi.
“Per comprendere il successo dello Zadar vi sono tre fattori. Il primo è Luka Božić, un atleta dominante sotto tutti i punti di vista, che difende, segna e fa segnare. Io provai a trattenerlo persino col mio centro! Il secondo fattore è la concentrazione ed il cinismo con cui lo Zadar concede pochi regali agli avversari e punisce gli errori altrui senza sconti”.
“Il terzo elemento – ha continuato Subotić – è il tifo dello Zadar. Dovunque la compagine di Zara giochi, lo fa sempre davanti al proprio pubblico. I tifosi dello Zadar sono qualcosa di incredibile che costringe gli avversari a dovere sempre fare qualcosa di extra per avere possibilità di successo sul campo”.
<span;>Matteo Cazzulani
Nella foto: Srđan Subotić. Credits: Rafał Sobierański