È un’Italia da amare, che a Cipro sta raccogliendo intorno a sè un numero di tifosi sempre maggiore, partita dopo partita, compensandoli con prestazioni di grande cuore. Come ieri con la Spagna, partita iniziata male, poi strappata con le unghie e con i denti ad una squadra che Scariolo – all’ultima esperienza sulla panchina iberica dopo tredici anni di guida, un mondiale e quattro europei vinti, oltre a un argento e un bronzo olimpici e un altro bronzo continentale, il CT più vincente in Europa dopo i sovietici Spandaryan e Gomelski – ha allestito ricominciando praticamente da zero. Il rifiuto di Lorenzo Brown l’ha obbligato a mettere la sua Spagna nelle mani di due playmaker diciannovenni; Sergio De Larrea e Mario Saint-Siupery, con tutti i rischi che l’inesperienza porta con sè. L’infortunio di Yankuba Sima l’ha privato di un valido rimbalzista, i due fratelli Hernangomez, con un punto in due e cinque rimbalzi in 32′ complessivi, sono il pallido ricordo degli eroi del mondiale di Pechino. Gli altri, ad eccezione di qualche buono spunto di Puerto e Brizuela, hanno fatto ben poco ad eccezione di Santi Aldama, l’ala forte di Memphis, che è stato l’unico, insieme ai due giovanissimi registi a realizzare qualcosa di concreto dopo la sfuriata iniziale che aveva fatto temere una partita da incubo per gli azzurri.
Perché, se dopo 7’39” e dopo dodici tiri falliti l’Italia era ancora a zero punti vedendo la Spagna salire indisturbata fino al 13-0, gli ingredienti per una lezione da ricordare a lungo c’erano decisamente tutti. Questi ragazzi però hanno orgoglio e fiducia in sé stessi. E se Scariolo è giustamente orgoglioso dei giovanissimi lanciati nell’Europeo, la riscossa azzurra è venuta da ragazzi altrettanto giovani: Saliou Niang, 21 anni, Momo Diouf, 23, ma anche Procida che ha bagnato il suo esordio nell’Europeo con una tripla preziosissima sotto gli occhi del suo prossimo coach al Real Madrid.
Ecco, soprattutto Niang ha impressionato. Dopo la pausa che si era concesso contro la Bosnia, ieri ha capovolto di rabbia l’inerzia della partita. Due palloni strappati e depositati in canestro in venti secondi, il la per una sinfonia azzurra alla quale ha partecipato con 8 dei 15 punti in 2’56” che hanno riportato la gara sui binari dell’equilibrio e di un più logico confronto. E quando Melli ha dimostrato di non essere in giornata particolarmente felice, si è scatenato Diouf con i sette punti consecutivi che hanno azzerato l’handicap, tracciando la rotta per un successo che poi è stato consolidato da Spissu e Ricci.
Da queste ultime prove si possono trarre alcune indicazioni. Intanto la crescita prepotente di Spissu – sei assist anche ieri e i punti necessari al momento giusto – che con Thompson sta garantendo un supporto più costante ed efficace all’attacco. E poi che, in difficoltà i titolari, le soluzioni che offre la panchina sono altrettanto valide: 50 punti sui 67 realizzati sono stati prodotti da chi è subentrato quando c’era da sostenere il primo violento urto degli spagnoli e poi condurre in porto una vittoria preziosissima per il morale e per la classifica.
Una vittoria sofferta, lottando su ogni pallone spesso anche subendo (e portando) duri colpi che un arbitraggio insufficiente ha cercato di tenere sotto controllo a suon di tecnici dimostrando la propria insicurezza o incapacità (perché per tre volte di seguito il canadese Kallio per l’Italia?). Due punti fondamentali perché ci hanno dato la garanzia della qualificazione in una posizione di presumibile vantaggio quando i giochi, come vedremo di seguito, sono ancora largamente aperti. Secondo e forse anche primo posto per l’Italia attesa domani da un più tranquillo confronto contro Cipro, mentre la Spagna vaga tra il secondo e addirittura l’eliminazione (come già un anno fa ai Giochi di Parigi): Vediamo come e perché, e cosa può succedere tra oggi e domani prima del viaggio per Riga.
IL GIRONE DI LIMASSOL è ancora aperto, eliminata solo Cipro, mentre a Katowice Belgio e Islanda sono già fuori dai giochi. Tuttavia servirà l’ultima giornata di gare, domani, per definire le classifiche di entrambi i gruppi, con possibili sorprese.
A Limassol, come s’è detto, rischia grosso la Spagna. Sono possibili quattro ipotesi, dando ovviamente per scontata la vittoria dell’Italia su Cipro. Tra Bosnia e Georgia la sfida è dentro o fuori, ma non … del tutto. La Bosnia ha battuto Cipro e la Grecia, la Georgia oltre ai ciprioti ha superato la Grecia. Se la Spagna perde con la Grecia restando quindi a 4 punti, e la Bosnia batte la Georgia salendo a 6 punti, gli iberici scenderebbero al quinto posto, definitivamente fuori dai giochi: a parità di punti con i georgiani conterebbe lo scontro diretto, perduto,
In caso di vittoria della Georgia sulla Bosnia, a rinunciare al viaggio a Riga sarebbero Alibegovic e compagni, con Shengelia al terzo posto e la Spagna al quarto.
Diverso ovviamente il discorso in caso di vittoria della Spagna sulla Grecia: l’Italia (comunque seconda) salirebbe al primo posto e alle sue spalle, se la Bosnia batte la Georgia, a quota 6 troveremmo Spagna, Bosnia e Grecia nell’ordine.
In caso contrario, seconda sarebbe la Grecia davanti a Spagna e Georgia. Insomma, Italia ai piani alti, la Spagna che ha l’obbligo di vincere e il vantaggio – o la pressione – di giocare conoscendo già il risultato di Bosnia-Georgia. Il suo futuro è nelle sue mani, ma anche in quelle dei georgiani che, comunque qualificati e dopo averle fatto male in apertura di Europeo, ora possono salvarla o definitivamente condannarla.
Meno complessa la situazione nel girone di Katowice, dove è vincolante solo il risultato di Israele-Slovenia, dando per scontato il successo di Francia e Polonia su Islanda e Belgio già eliminate, con lo strano caso di Israele che può chiudere al primo (in caso di vittoria su Doncic e compagni) davanti a Polonia e Francia, o quarto (in caso di sconfitta) con la Francia che salirebbe al primo posto davanti a Polonia e Slovenia.
Fondamentali i piazzamenti nei due gironi che si incroceranno (prima contro quarta e seconda contro terza) negli ottavi di finale a Riga.
OGGI INTANTO SI CONCLUDONO i gironi di Riga e Tampere con Cechia e Gran Bretagna già eliminate. Nel primo gruppo Turchia-Serbia si giocano il primo posto, la Lettonia è sicura della terza piazza, tra Estonia e Portogallo è in ballo la quarta qualificazione, Nel secondo gruppo, la situazione è un pochino più complessa, nel senso che Finlandia-Germania potrebbe in teoria togliere il primato ai tedeschi, ma a Markkanen e compagni servirebbe una vittoria con almeno 12 punti di scarto per lasciarsi alle spalle la Germania e la Lituania, altrimenti seconda.
Nella foto: Sergio Scariolo. Credits: FIBA