Ci sono serate in cui un giocatore non si limita a disputare una grande partita, ma decide di prendersela tutta, di farla sua dal primo all’ultimo possesso. Nel successo dell’Italia contro la Gran Bretagna per 84-75, il volto e le braccia della vittoria azzurra sono state quelle di Saliou Niang.
Trenta minuti di dominio silenzioso e allo stesso tempo fragoroso, perché ogni sua giocata è stata un’esplosione di energia. Ventitré punti costruiti con uno straordinario 10/12 da due punti e un solido 3/4 ai liberi, sette rimbalzi catturati con tempismo e fisicità, tre assist per coinvolgere i compagni e un 29 di valutazione che fotografa soltanto in parte l’impatto avuto sul match. Numeri pesanti, ma è l’impressione visiva ad aver fatto la differenza.
Niang ha interpretato la gara da vero leader. Quando la Gran Bretagna ha provato a rifarsi sotto, è stato lui a respingere ogni tentativo di rimonta. Ha attaccato il ferro senza esitazioni, ha corso il campo con ferocia agonistica, ha trasformato ogni spazio in un’opportunità. Schiacciate su schiacciate, alcune spettacolari, capaci di incendiare il Modigliani Forum di Livorno, ma soprattutto tanta concretezza: scelte giuste, presenza costante, lucidità nei momenti chiave.
E alla fine è arrivato anche il riconoscimento più bello, quello spontaneo. Il Modigliani Forum si è alzato in piedi per lui e lo ha acclamato con il coro “MVP, MVP, MVP”, consacrando una prestazione che aveva già il sapore della grande notte. Non soltanto numeri, ma leadership emotiva, capacità di trascinare i compagni e di accendere il pubblico.
Una prova totale, da trascinatore vero. Quando il pallone scottava, finiva nelle sue mani. E Niang lo trasformava in energia azzurra, chiudendo una serata che profuma di consacrazione.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Saliou Niang, foto FIBA