Manca sempre meno alla palla a due della finale di Coppa Italia LNP tra Tezenis Verona e Dole Basket Rimini. Alle 19.45 si apriranno le danze al PalaFlaminio per 40 minuti di basket intensissimo e di alto livello. Gli scaligeri hanno sconfitto la capolista Pesaro nella prima semifinale, trascinati dal loro attacco formidabile, mentre i romagnoli hanno avuto la meglio di Brindisi all’ultimo respiro, al termine di una gara durissima dal punto di vista mentale e fisico. I tifosi riminesi, stasera, dovranno mettere da parte l’affetto per uno dei loro beniamini degli anni passati, ovvero Justin Johnson. Il lungo americano è entrato nei cuori di tutti i sostenitori biancorossi per la sua grinta, per il suo talento e per il suo legame forte con la città, ma oggi scenderà in campo al Flaminio da avversario per la prima volta.
La Dole, in estate, lo ha sostituito con Mark Ogden, giocatore dello stesso ruolo ma con caratteristiche abbastanza diverse. L’ex Fortitudo e Johnson, ovviamente, si marcheranno e il duello promette diverse scintille. Entrambe le ali grandi dei rispettivi roster sono dovute rimanere ai box per diversi mesi a causa di infortuni pesanti, ma ora sembrano essere in buone condizioni e sono chiaramente dei punti di forza per coach Ramagli e Dell’Agnello. Dopo un inizio non facile in Riviera, Ogden si è imposto come uno dei ‘4’ più forti del campionato, collezionando 12.3 punti e 8.1 rimbalzi di media con il 43% dall’arco. La frattura al piede rimediata a fine 2025 ha rallentato il suo percorso e quello della squadra, ma ora il californiano è tornato e vuole portare Rimini alla terra promessa.
Johnson, invece, si è infortunato praticamente subito ed è rimasto fuori da metà ottobre a fine dicembre. Il caso vuole che l’ex Rimini sia rientrato il 28 dicembre, proprio nella primo weekend saltato dal suo rivale odierno. ‘JJ’ ha faticato particolarmente a rimettersi in forma e i numeri lo dimostrano: 9.3 punti e 7.5 rimbalzi con il 44% dal campo, statistiche molto diverse rispetto agli anni passati. Attualmente, però, sembra nel miglior momento della sua stagione e la semifinale con Pesaro lo ha confermato: 22 punti, 6 rimbalzi e premio di MVP conquistato. I suoi ex tifosi sperano di non vedere la versione top di Johnson, ma il lungo USA è tornato al Flaminio con grandi motivazioni ed è pronto a spezzare il cuore ai suoi sostenitori.
Andando più nello specifico, lo scontro sarà ad alto voltaggio: Ogden ha più centimetri rispetto al suo rivale, ma ama giocare lontano da canestro per sfruttare la sua ottima mano dalla distanza. Johnson, invece, è più “corazzato” rispetto all’avversario e preferisce giocare in post basso per sfruttare la sua fisicità, pur non disdegnando il tiro da tre punti (soluzione con cui ha chiuso la semifinale con Pesaro). Entrambi sono degli ottimi rimbalzisti e le due squadre fanno molto affidamento sulle seconde opportunità che creano i propri lunghi, quindi la lotta sotto i tabelloni sarà davvero fondamentale. In fondo, le finali sono fatte così: incroci, storie che si rincorrono e conti che tornano a galla. Stavolta il destino passa dalle mani di Ogden e Johnson, due strade diverse che si incontrano di nuovo sotto lo stesso canestro. E da lì, tra rimbalzi, sportellate e triple pesanti, potrebbe passare anche la Coppa.
Iconografica di Stefano Arciero