La prima palla a due della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 (h.18 con diretta su LBA TV e Sky Sport) mette subito di fronte due delle storie più belle di questa stagione di Lega Basket Serie A: la Germani Brescia, certezza assoluta del girone d’andata e finalista scudetto in carica, contro l’Apu Old Wild West Udine, neopromossa terribile capace di mettere in crisi tutte le big.
A Torino è partita secca. E quando non c’è ritorno, tutto può succedere.
Brescia arriva all’appuntamento forte di un’identità costruita nel tempo. È stata a lungo in vetta alla classifica, ha continuità, gerarchie chiare, un sistema collaudato. Sa come si gioca questo tipo di partite, sa reggere la pressione e sa anche colpire nei momenti che contano.
Qualche acciacco fisico complica l’avvicinamento, ma la Germani ha dimostrato durante l’anno di saper sopperire alle difficoltà con organizzazione e talento diffuso. Nei quaranta minuti secchi, l’esperienza pesa. E Brescia, sotto questo aspetto, parte un passo avanti.
Dall’altra parte c’è una Udine che non ha nulla da perdere. È la sorpresa più bella della stagione, una squadra che gioca con energia, fiducia e una dose di incoscienza che in Coppa può diventare un’arma micidiale.
Arriva a Torino nel suo momento migliore, con entusiasmo e convinzione. Ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, grazie a un attacco dinamico e a una mentalità aggressiva. Nella partita secca la differenza spesso la fa lo stato emotivo, e Udine sotto questo profilo è in piena spinta.
Se Brescia porta struttura, Udine porta slancio. E nelle Final Eight l’inerzia può cambiare in un attimo.
Occhi puntati sugli esterni, perché questa partita potrebbe accendersi lì. Per questo abbiamo individuato la sfida tra Amedeo Della Valle e Mirza Alibegovic il nostro Gameday.
Nel match di campionato è stato proprio la guardia bresciana a mandare al tappeto Udine con la tripla della vittoria. Amedeo Della Valle è un realizzatore puro, ormai consolidato ai vertici del campionato.
Le sue cifre parlano chiaro: 18.4 punti di media in 31.4 minuti, con il 47.8% da due, il 40% da tre (2.9 triple segnate a partita) e uno straordinario 92.4% ai liberi. Produce 21.3 di valutazione media, con un OER di 1.093. Numeri da leader offensivo totale.
Della Valle sa costruirsi il tiro, ma soprattutto sa prendersi il tiro che pesa. In una gara dentro o fuori è l’uomo che vuoi con la palla in mano negli ultimi possessi.
Se Della Valle è una certezza, Mirza Alibegovic è la grande e bellissima sorpresa. 13.5 punti di media in 26 minuti, con il 39.4% dall’arco e l’81.8% ai liberi: numeri solidi, ma che non raccontano fino in fondo la sua pericolosità.
Alibegovic è uno scorer istintivo, capace di accendersi all’improvviso. Può colpire in uscita dai blocchi, in transizione, in isolamento. Non ha bisogno di tanti palleggi per entrare in ritmo e quando prende fiducia diventa difficile da contenere.
La differenza? Della Valle è una macchina da produzione continua. Alibegovic è una miccia: può cambiare la partita in pochi minuti.
Brescia parte con i galloni della favorita, ma Udine arriva con la leggerezza e l’entusiasmo di chi non ha pressioni. È la solidità contro l’onda emotiva, l’esperienza contro la sorpresa.
E nelle Final Eight, spesso, non vince la più forte. Vince chi ha più coraggio nel momento decisivo.
Torino è pronta. La Coppa inizia così: con una sfida che promette scintille.
Eugenio Petrillo
Iconografica di Stefano Arciero