La Virtus Bologna ritrova solidità, identità e vetta della classifica. Alla Virtus Arena le V Nere superano Brescia 86-76 in una sfida dal peso specifico elevato, non solo per i due punti in palio ma per ciò che rappresentava al termine di un ciclo durissimo, chiuso dopo la doppia trasferta di Belgrado e con lo sguardo già rivolto alla notte di Santo Stefano contro l’Olympiacos. Un successo che vale l’aggancio in testa proprio ai lombardi e che conferma la crescita della squadra di Dusko Ivanovic, capace di adattarsi alle difficoltà e di vincere ancora una volta attraverso la propria cifra più riconoscibile: la difesa.
La Virtus Bologna si presenta all’appuntamento priva di Luca Vildoza, fermato dalla pubalgia, e di Karim Jallow per un problema muscolare. Assenze pesanti che costringono Ivanovic a rimescolare le rotazioni, trovando però risposte importanti, a partire da un Brandon Taylor ritrovato per energia e impatto. È una Virtus meno prevedibile, più operaia, ma tremendamente efficace quando alza l’intensità dietro.
L’avvio di gara sorride a Brescia, avanti fin dal primo possesso con un 4-0 che indirizza un primo quarto equilibrato ma sempre sotto il controllo emotivo della Germani. Il 21-18 del 10’ fotografa una partita già accesa, con Della Valle subito protagonista e già in doppia cifra. Nel secondo periodo la squadra di Cotelli prova ad allungare, toccando il +8 sul 28-20, sfruttando qualche disattenzione bianconera. È in quel momento che la partita cambia volto: il timeout di Ivanovic rimette ordine, la Virtus alza i giri del motore e piazza un parziale di 12-3 che ribalta l’inerzia e il punteggio, fino al 32-31. L’Olidata prende fiducia e va all’intervallo avanti 41-38, con la sensazione di avere finalmente trovato le giuste letture.
La svolta definitiva arriva però dopo la pausa lunga. Al rientro in campo la Virtus prende in mano le redini del gioco con una difesa asfissiante sui portatori di palla di Brescia, esattamente come era accaduto nelle tre partite dell’ultima finale scudetto. Hackett si incolla a Della Valle togliendogli ossigeno, mentre il sistema bianconero chiude le linee di passaggio e impedisce alla Germani di correre e di trovare tiri aperti in transizione, il terreno dove solitamente costruisce i propri successi. Davanti Edwards accende la miccia, Niang e Diouf portano energia e fisicità, e in pochi minuti il gap si apre: 61-49 dopo sette minuti di terzo quarto, 66-53 al 30’.
Nell’ultimo periodo la Virtus prova a scappare definitivamente. La gara si innervosisce su un contatto tra Alston e Della Valle che sembra segnare il momento di resa emotiva degli ospiti. Da lì in avanti i padroni di casa controllano ritmo e vantaggio con maturità, senza mai concedere a Brescia la sensazione di poter davvero rientrare. Il finale, 86-76, è la fotografia di una vittoria meritata e costruita con pazienza.
A livello individuale spiccano i 17 punti di Alessandro Pajola, autentico motore emotivo della squadra, i 16 di Carsen Edwards e i 10 di Daniel Hackett, simbolo di quella durezza difensiva che ha fatto la differenza. A Brescia non bastano i 20 di Amedeo Della Valle, i 19 di Jason Burnell e i 13 di Miro Bilan.
Per la Virtus non sono solo due punti: è un successo che restituisce certezze, riporta le V Nere in vetta e conferma che, anche nelle difficoltà, questa squadra sa sempre dove andare a cercare la propria forza. La strada ora porta a Santo Stefano, ancora alla Virtus Arena, con la consapevolezza di aver ritrovato compattezza e identità nel momento più delicato della stagione.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Brandon Taylor, foto Ciamillo-Castoria