Resurrezione Olimpia alla Alcott Arena. I ragazzi di Peppe Poeta stoppano 82-98 una lanciatissima Napoli nell’anticipo del 4° turno di campionato ed agganciano gli azzurri.
Prestazione monstre di Garrison Mathews, 21 punti con 5/8 al tiro pesante con alcune prodezze da far spellare le mani.
Napoli ingoia il rospo pagando dazio alla poca lucidità mostrata quando gli avversari hanno dato un giro di vite alle proprie maglie difensive.
Non basta il solito Markel Brown (17), sempre puntuale ma anche nervoso nel finale.
Tra gli ospiti, invece, Poeta può coccolarsi RJ Cole, 21 a referto e la sensazione che stia piano piano entrando in questa Milano.
LA CRONACA
L’idea tattica di coach Repesa è subito chiara, attaccare Moses Wright in post basso per sfruttarne ogni carenza difensiva, l’uomo giusto è Kaleb Tarczewski, sui 5 dei 7 punti con cui i padroni di casa mettono il turbo.
L’Olimpia si sblocca dal perimetro con Mathews, tuttavia è sempre Napoli a dettare i ritmi, spinta da una Alcott Arena infuocata; la tripla di Faggian (12-7) offre il primo boato a Fuorigrotta.
A tenere a contatto gli ospiti sono i liberi e la difesa di Diop, anche dopo la tripla di Brown che valeva il -6 per gli uomini di coach Poeta.
Il canestro dal campo lo trova proprio Diop, l’ex Sassari si guadagna anche un altro giro in lunetta, vale il singolo possesso di ritardo (17-14).
È un buon momento per un’Olimpia che si fa trascinare dalla panchina, Tonut trova la tripla del -2.
Ma si gioca a Napoli e i padroni di casa lo sentono; Spissu sgasa in penetrazione resistendo alla pressione di Ricci, Seljaas si alza dal mezzo angolo, al 10′ è 25-18.
L’Olimpia apre il secondo quarto con il bersaglio grosso dall’angolo, poi rosicchia ancora con una piccola magia di Bolmaro (27-24), Poeta decide di allungare la difesa ma il prezzo è raggiungere presto il bonus.
La risposta di Repesa è la zona ma Thompson ha il mirino puntato perfettamente sul canestro e brucia la retina per il pari.
Gli errori di Napoli al tiro cominciano a presentare il conto, Ricci sigla da sotto il primo vantaggio ospite e serve il rientro di Caruso a sbloccare la situazione.
Arriva anche il +4 Olimpia con RJ Cole, poi la tripla di Mathews certifica il momento positivo per i ragazzi di Peppe Poeta (31-36).
S’iscrive finalmente alla partita Jahmi’us Ramsey che svernicia Wright in penetrazione, tuttavia, ancora a cronometro fermo, l’Olimpia mantiene le distanze (35-40).
Entrambi i coach ricorrono al time out rimasto loro, quello di Repesa porta alla tripla di Ramsey, quello di Poeta è premiato da una prodezza di Cole, 38-42 all’intervallo lungo.
Prova a scrollarsi di dosso i dubbi Napoli in uscita dagli spogliatoi, Seljaas trova il bersaglio grosso, poi pesca Dowtin che costringe Hall al fallo su tiro, tuttavia Wright ha un guizzo, tripla frontale e 42-46.
Si vede in attacco Petrucelli, sua la tripla sulla rimessa sacaturita dall’instant replay che annullava il canestro di Brown, l’Olimpia replica con Mathews che trova un modo pazzesco di rendergli la pariglia (45-49).
È un continuo botta e risposta, l’ex Indiana Pacers mette il +7, Brown gli restituisce lo sgarbo.
Nel via vai continuo emerge RJ Cole con 6 punti in fila che valgono il massimo vantaggio Olimpia (55-62).
Il time out di Repesa non sortisce gli effetti sperati, l’inerzia è tutta dell’Olimpia che tocca il +9.
La riscossa azzurra la suona Dowtin, 5 punti per chiudere il terzo quarto e riattivare i suoi (61-67).
Il jumper di Bolmaro apre gli ultimi e decisivi 10′, Napoli ha poca lucidità e l’Olimpia vola sul +12 (64-76).
Gli azzurri hanno il merito di non mollare anche nel momento peggiore, Brown e White, tuttavia non riescono a ricucire per “colpa” di un Mathews bollente, la tripla in contropiede di Cole fissa il +15 (72-87).
Il controllo del match non cambia di mani, finisce 82-98, un passivo forse eccessivo, ma un messaggio chiaro al campionato: l’Olimpia c’è.
QUI le statistiche del match