Dopo l’annuncio di Alessandro Pajola, e prima ancora le conferme di Carlik Jones e Vanja Marinković, il parco esterni del Partizan potrebbe arricchirsi di un atleta alla prima esperienza in Europa. È Wendell Moore, esterno statunitense classe 2001, l’obiettivo di mercato che secondo l’autorevole Mozzart Sport la compagine di Belgrado potrebbe raggiungere a breve.

Forte di un’esperienza nella G League statunitense, oltre a qualche comparsa in NBA con le maglie di Minnesota Timberwolves e Detroit Pistons, Moore al Partizan porterebbe innanzitutto una considerevole applicazione difensiva soprattutto sul perimetro, ambito che per coach Joan Peñarroya è particolarmente importante sia in difesa che in fase realizzativa.

Belgrado prende forma

La capacità di segnare punti in transizione, soprattutto dalla lunga distanza, è infatti un’altra qualità che ha posto Moore nel mirino di un Partizan che, nella prossima stagione, con tutta probabilità intenderà proporre un basket ad alti ritmi a trazione fortemente perimetrale, con una difesa particolarmente attenta sia sulla metà campo che sotto le plance.

Proprio per questo coach Peñarroya ha affidato la regia a una coppia di play composta da un ‘solista realizzatore’ come Carlik Jones e da un giocatore abituato a giocare una pallacanestro più difensiva e collegiale come Alessandro Pajola. Nel pitturato, Belgrado ha invece ingaggiato lunghi che proteggono il canestro come Kevarrius Hayes, Lamar Stevens e Joffrey Lauvergne.

Una tendenza che suscita perplessità

Tra i giocatori che il Partizan non ha ancora ufficializzato, ma che indosseranno la maglia bianconera nella nuova stagione dopo avere accettato l’offerta bianconera, da menzionare sono l’ala Derek Willis, l’esterno Kyle Allman e il lungo Alen Smailagić, che similmente a Pajola è stato prelevato dalla Virtus Bologna.

Al netto del talento, l’identikit degli atleti ingaggiati dal Partizan conferma una tendenza a ricorrere a giocatori stranieri, perlopiù statunitensi, che Belgrado ha da tempo adottato, distaccandosi da quel tradizionale sviluppo di talenti locali che, tra gli anni Ottanta e gli anni Dieci, ha reso grande il club della capitale della Serbia.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Wendell Moore. Credits: NBA