Un inizio di stagione esaltante, poi un calo pericoloso e una ripresa nel finale, che hanno portato a dei playoff praticamente perfetti. La stagione della Tezenis Verona è nata sotto i riflettori, con tutti che puntavano sugli scaligeri come favoriti per la vittoria finale del campionato. La squadra, effettivamente, era la migliore della “griglia di partenza” della Serie A2.
Federico Zampini, giocatore di livello arrivato dalla Serie A. Justin Johnson, che veniva da una stagione a Rimini da 13 punti e 8.7 rimbalzi. Tyrus McGee, che aveva appena portato Cantù in LBA trascinandola con prestazioni di altissimo livello ai playoff. Diego Monaldi, esperto in promozioni, fresco di un’annata da 11.6 punti a Rieti. Riccardo Bolpin, che ha cambiato aria dopo stagioni di altissimo livello alla Fortitudo Bologna. Filippo Baldi Rossi, anche lui aveva appena portato Cantù in LBA. Lorenzo Ambrosin, che aveva appena dominato il campionato di A2 con Udine. Federico Poser, che aveva concluso una stagione impressionante a Torino. E altri arrivi importanti come Michele Serpilli da Piacenza e Marco Spanghero da Rieti.
Insomma, un roster di altissimo livello, con tantissimi giocatori che avevano già vinto il campionato di Serie A2, una coppia di americani perfetta, con un lungo dominante come Johnson sotto canestro ed un campione come McGee capace di cambiare le partite in un attimo. Inoltre, un gruppo di italiani tra i migliori delle ultime annate, come Bolpin, Monaldi, Poser, Ambrosin e Baldi Rossi, ed un acquisto da Serie A come Zampini.
L’inizio è positivo, nelle prime 6 giornate sono ben 5 le vittorie, tra cui i successi negli scontri diretti a Scafati e contro Rimini, principale avversaria della Tezenis per tutta la stagione. Ecco che però iniziano ad arrivare i primi alti e bassi: una sconfitta a Milano contro l’Urania, tra gli ultimi posti ed in grande difficoltà ad inizio anno; un’altra disastrosa in casa contro Rieti, che viene a stravincere a Verona di 25 punti. Fino al 12 febbraio, quindi per 21 partite, Verona vince 11 partite e ne perde 10, di cui 4 consecutive.
Le ultime sconfitte sono fatali a Demis Cavina, che viene così esonerato dopo la larga vittoria a Ruvo di Puglia. A sostituirlo, una recentissima conoscenza di Verona: Alessandro Ramagli, che aveva abbandonato Verona a fine stagione 24/25 con una rescissione contrattuale. Il tutto dopo che era arrivato un rinnovo triennale. Ramagli torna sulla panchina scaligera dopo la promozione in A1 nel 2022 e la Coppa Italia LNP nel 2017, nella sua precedente esperienza.
Ramagli arriva dopo il fallimento della Blu Basket Bergamo, da cui si libera anche il giovane classe 2003, talento puro, Andrea Loro. Verona ne approfitta e lo aggiunge al roster, sono questi i due movimenti che regaleranno la Serie A alla squadra scaligera.
Da quel momento, Ramagli perde appena 2 partite in regular season, entrambe di pochissimi punti. Poi arrivano 9 vittorie ed una risalita in classifica che valgono il 4° posto finale, alle spalle di Scafati, Pesaro e Fortitudo Bologna. Verona si presenta ai playoff come una favorita ma con il fattore campo in svantaggio. Deve andare a vincere al PalaDozza per poter andare in finale.
Prima però c’è Brindisi: la squadra di Bucchi si gioca gara-1 alla pari, ma alla fine i tiri di Zampini e di McGee regalano la vittoria 80-78. Verona si ripete in gara-2 per 86-71, prima di chiudere i conti in gara-4, con uno splendido McGee. In semifinale ora c’è proprio la Fortitudo Bologna.
Al PalaDozza, in tutta la stagione, è riuscita a trionfare soltanto la VL Pesaro, il lontanissimo 12 ottobre. Sono più di 7 mesi che la Fortitudo è imbattuta in casa. Un’infinità. Verona è chiamata all’impresa, e avrà quindi bisogno di tutti.
Andrea Loro, dopo un infortunio che non gli aveva permesso di giocare al meglio la serie con Brindisi, torna di prepotenza protagonista al PalaDozza. 17 punti con il 55% dal campo in appena 20 minuti di tempo, con Sorokas che sbaglia il secondo tiro libero e regala gara-1 a Verona 59-60. La serie prende un avvio inaspettato, ma sembra che comunque ci sarà bisogno di arrivare almeno a gara-4, soprattutto dopo che la Fortitudo, a 6 minuti dalla fine di gara-2, è davanti di 8.
Entra così in gioco nuovamente Andrea Loro: schiacciata a due mani e poi due triple che portano Verona avanti di 1. Ci vuole l’overtime, dove a regalare il 2-0 agli scaligeri ci pensa Lorenzo Ambrosin, con la sua tripla. Clamorosamente la Fortitudo è spalle al muro, e in gara-3 Verona chiude la pratica eliminando con un incredibile “sweep” i biancoblu.
In finale tocca a Rimini, che viene battuta a Verona nelle prime due gare e poi sconfitta anche in gara-4 per chiudere la serie sul 3-1, regalando la promozione alla Tezenis.
Una promozione che vale tantissimo per tutti quelli che l’hanno conquistata. Ramagli che si è ripreso la sua squadra ed è riuscito a completare la missione dopo la retrocessione nel 2023 tornando in LBA. 19 vittorie su 24 partite, conquistando così la quinta promozione in A2 della sua incredibile carriera, dopo la prima a Biella nel 2001, ad Avellino nel 2007 e alla Virtus Bologna nel 2017. Terza volta nominato allenatore dell’anno della Serie A2, sempre con Verona, dopo quelle del 2017 e 2021.
Poi il vero leader della squadra, Federico Zampini, fondamentale nei momenti più delicati, con triple e giocate decisive, in particolare quelle con Brindisi in gara-1 o con Rimini in gara-4. Un ragazzo di 26 anni che dopo la tanta sfortuna patita in questi anni, è riuscito a prendersi la sua rivincita. 34 mesi fuori per infortunio in 5 anni, dal 2018 al 2023, poi le difficoltà in A1 e la decisione di scendere in A2 con Verona per rilanciarsi. 17.2 punti, 5.2 rimbalzi, 4.1 assist e 22.3 di valutazione di media ai playoff, MVP delle Finali e dominatore di questa post-season.
E’ la promozione di Tyrus McGee, seconda consecutiva dopo quella dello scorso anno con Cantù, con una gara-2 da 19 punti contro Rimini. Ambrosin segue McGee conquistando di nuovo l’A1 dopo averlo fatto con Udine nel 2025, sua la tripla decisiva per la vittoria in gara-2 con Bologna. E’ la prima di Andrea Loro, dopo la stagione della consacrazione, tante le difficoltà avute da questo ragazzo durante la sua carriera. Fuori per 2 anni senza poter giocare per dei problemi al ginocchio nel momento più importante per crescere, quello dai 17 ai 19 anni, poi un’annata complicata a Orzinuovi con appena 10 minuti di media a partita. Quest’anno prima a Bergamo, poi a Verona, ha iniziato a dominare, 24 minuti di media con 10.6 punti ed un 49% dal campo impressionante, fondamentale nella serie con Bologna.
E’ la promozione di Justin Johnson, tanto criticato in alcune occasioni ma fondamentale in questa ultima parte di stagione, in particolare nella serie contro Bologna dove ha dominato a rimbalzo. E’ la seconda promozione di fila anche per Baldi Rossi, compagno di McGee anche lo scorso anno, con un ruolo anche più importante di quello che aveva a Cantù. L’importanza di Riccardo Bolpin, che anche nelle difficoltà è riuscito a restare lucido e a migliorare, con delle ottime prestazioni, soprattutto difensive, in questi playoff e in particolare nell’ultima gara con Rimini.
Senza dimenticarci di Diego Monaldi, la sua esperienza e la sua bravura al tiro, decisiva anche in gara-4 con un 3/4 importantissimo dal campo. I rimbalzi di Poser in gara-2, con una doppia doppia da 12+10, o la capacità di Serpilli di aiutare la squadra quando viene chiamato in causa. E’ il ritorno di una città intera in LBA, per la 12esima volta nella sua storia, di cui ora Alessandro Ramagli è sempre più protagonista, centrando la seconda promozione, ma soprattutto il suo terzo trofeo, nel suo terzo ciclo.
Verona torna in Serie A. E lo fa dopo un finale di stagione dominante.
Foto di Ciamillo Castoria e Scaligera Basket Verona (Facebook)



