Verona torna in Serie A. La Scaligera espugna il Flaminio di Rimini 83-75, chiude la finale playoff sul 3-1 e riconquista la massima serie a tre anni dall’ultima apparizione. Una promozione che porta la firma di Alessandro Ramagli (quinta promozione dalla A2 alla massima categoria in carriera), l’uomo che ha accompagnato il club nella precedente salita, nella successiva retrocessione del 2023 e infine nella nuova cavalcata verso l’élite del basket italiano.
Un traguardo costruito da una società solida, sostenuta da uno sponsor storico e appassionato come Tezenis, che la scorsa estate aveva affidato la panchina a Demis Cavina prima di richiamare a metà stagione proprio Ramagli. Una svolta decisiva, favorita anche dall’esclusione di Bergamo dal campionato, che ha riportato a Verona il tecnico livornese e con lui Andrea Loro, uno dei volti simbolo della seconda parte di stagione. Dopo mesi complicati, segnati anche dagli infortuni degli americani Tyrus McGee e Justin Johnson, la Scaligera ha cambiato marcia ai playoff, dimostrandosi la squadra più solida e continua del lotto.
Nella serata decisiva Rimini deve rinunciare ancora ad Assane Sankare, fermato da un problema muscolare. L’avvio è tutto di marca veronese. Dopo un iniziale botta e risposta dall’arco, la Scaligera sfrutta i rimbalzi offensivi, la pressione difensiva e le transizioni per scavare subito il solco: 25-15 all’8′ e addirittura 30-16 alla prima sirena. Tra la fine del primo quarto e l’inizio del secondo gli ospiti piazzano un devastante parziale di 18-1 che sembra indirizzare definitivamente la sfida.
Rimini però reagisce. La squadra di Dell’Agnello alza l’intensità difensiva, sporca i possessi avversari e recupera progressivamente terreno. Possesso dopo possesso la Rinascita ricuce lo strappo fino al clamoroso 46-44 dell’intervallo, firmato dalla tripla sulla sirena di Giovanni Tomassini.
La ripresa si trasforma in una battaglia. Si segna poco, gli errori si moltiplicano e l’equilibrio regna sovrano. Rimini trova per la prima volta il vantaggio arrivando anche sul +5, ma Verona non si scompone e resta aggrappata alla partita. A chiudere il terzo quarto è la tripla di Diego Monaldi che vale il 61-61 e rimette tutto in discussione.
L’ultimo periodo è una lotta punto a punto. Rimini si aggrappa ai canestri e all’energia di Gora Camara, ma a 2’40” dalla fine il lungo romagnolo commette il quinto fallo sul punteggio di 75 pari. È l’episodio che cambia la partita. Federico Zampini, protagonista fino a quel momento di una serata difficile, trova la tripla del 78-75 a 1’03” dalla sirena e nell’azione successiva colpisce ancora con una clamorosa bomba di tabella che vale l’81-75 a 52 secondi dalla fine. Verona chiude così la gara con un parziale di 8-0 dopo il 75 pari, congela il risultato e può finalmente dare il via alla festa promozione.
Per la Scaligera arrivano 15 punti da Tyrus McGee, 12 da Lorenzo Ambrosin, 11 da Federico Zampini e 10 da Riccardo Bolpin. A Rimini non bastano i 19 punti di Gora Camara e Ivan Alipiev, oltre ai 13 di Pierpaolo Marini.
Dopo una stagione fatta di cambiamenti, infortuni e momenti complicati, Verona completa la propria rincorsa. La Serie A è di nuovo gialloblù e ancora una volta, sullo sfondo del successo scaligero, c’è la firma indelebile di Alessandro Ramagli.
QUI le statistiche del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Federico Zampini, foto Ciamillo-Castoria