La sconfitta casalinga di mercoledì contro l’Asvel, inutile negarlo, ha lasciato tanta amarezza nei cuori bianconeri, desiderosi di rivedere una Virtus pimpante e grintosa, dopo la prova opaca contro Trento in campionato. Purtroppo non c’è stata la sperata trasformazione, la squadra è rimasta sul trend domenicale ed il risultato finale, è stata un’altra sconfitta giusta, visto l’andamento della gara in cui i francesi hanno sempre condotto dall’inizio alla fine.

Le due sconfitte casalinghe, fanno nascere alcune considerazioni che vanno elencate, tenendo conto di tutti quei fattori che durante una stagione sono inevitabili. Partendo dall’inizio, occorre innanzitutto rispolverare il concetto con cui questa squadra è stata assemblata. A luglio, se ne sono andati alcuni nomi importanti che sono stati sostituiti con ragazzi di belle speranze, per lo più esordienti in Eurolega ed il budget investito è stato dichiaratamente ridotto.

Serve anche ricordare che la società, si è trovata a fronteggiare l’uscita di scena del main sponsor Segafredo, dovendo perciò compensare a circa sei milioni di euro che sono venuti a mancare nelle casse societarie, più una situazione ereditata dalla gestione dell’ex amministratore delegato, che ha evidenziato un problema di bilancio importante, che andava di conseguenza ripianato con un piano pluriennale, per evitare problematiche maggiori nel futuro.

A livello di sponsor, è arrivata Olidata per il campionato, ma ancora nulla per l’Eurolega. In realtà qualche interesse si era manifestato, ma con cifre ritenute non congrue al valore del marchio Virtus. Che sia stato un errore di presunzione oppure no, non è così semplice stabilirlo, anche perché accettare oggi una cifra molto più bassa di quella richiesta, significherebbe snaturare la propria convinzione, ma soprattutto contravvenire ai discorsi fatti con chi si era proposto diversi mesi fa.

Sotto l’aspetto sportivo, la squadra ha messo in campo una serie di prestazioni che sulla carta, ad inizio stagione erano assolutamente impensate, la maggior parte degli appassionati, leggendo i nomi del roster, aveva ipotizzato per la stagione europea, una comparsata simile alle famose “gite enogastronomiche” di vecchia conoscenza. Ma non erano stati solo gli appassionati a esternare una simile previsione, anche molti addetti ai lavori avevano pronosticato la Virtus in un range di classifica fra il penultimo e l’ultimo posto.

Siamo a febbraio, la Virtus è ancora a meta classifica, a tre vittorie ipotetiche dall’agganciare i play in, anche se ad essere del tutto onesti, un simile pensiero risulta complesso poterlo coltivare con convinzione, ma finché la matematica non condanna, nessuno può darlo per scontato.

Ma veniamo al dunque, come si dice in questi casi.

Che serva almeno un rinforzo, vista la situazione attuale, è sin troppo evidente, l’infortunio di Pajola con un tempo di recupero che sicuramente si protrarrà oltre il mese, e l’uscita di Taylor (seppur poco impiegato in questa stagione, con rendimento ben al di sotto dello scorso anno), aggiungendo poi, l’assenza di Morgan, hanno reso estremamente corto il numero degli esterni a disposizione di coach Dusko Ivanovic, dovendo fare i conti con il torneo continentale che non consente soste, ma soprattutto con la Coppa Italia ormai alle porte, appuntamento a cui la Virtus si presenta da testa di serie numero uno, e su cui si riversano ormai da alcune edizioni, le speranze del Patron Zanetti, essendo l’unico trofeo nazionale che ancora manca nella sua personale bacheca.

Il mercato di questi tempi non è semplice, serve un giocatore pronto subito, uno che conosca già il campionato italiano, idoneo per calcare il palco dell’Eurolega, ma che non l’abbia già disputata in questa stagione perché non sarebbe tesserabile. In più, serve un elemento che non chieda ingaggi folli, il bilancio va tenuto in seria considerazione dovendo ripianare il disavanzo di cui si è parlato in precedenza.

Tutti argomenti molto semplici per chi non ha ben chiara la situazione, un pò più complessi per chi ogni giorno gestisce i conti societari e sa quali sono i margini di manovra. Tali margini li conosce molto bene anche il coach Dusko Ivanovic, che sta facendo un immenso lavoro di gestione dei ragazzi che ha ricevuto a disposizione nell’estate scorsa e ulteriormente integrato da Ferrari a metà gennaio. Mettere in campo una squadra in queste condizioni, che riesca comunque a fornire ottime prestazioni è un lavoro molto complesso, dovendo tener conto di non bruciare i più inesperti, e dovendo anche gestire i minutaggi di quelli che hanno già parecchi chilometri nelle gambe e non hanno più una verde età.

Aggiungere oggi un nuovo elemento, è un’esigenza impellente, ma serve farlo con grande attenzione ed intelligenza, aggiungere solo per aggiungere non serve a nulla, di nuovi Holiday a questa Virtus non servono, occorre un giocatore che sappia integrarsi nel gruppo senza alterare gli equilibri creati, che possa fornire un contributo adeguato in difesa e che riesca ad assimilare in fretta i giochi della squadra. Trovare un esterno di questo tipo non è facilissimo, dovendo anche mantenere una linea sul fronte economico.

La gara di stasera, visto quanto accaduto solo due giorni fa, si presenta come una salita durissima, con pendenze oltre il 20% , pensando ad un ciclista, affrontare l’Olympiacos nella propria tana, privati di tre giocatori come Pajola, Morgan e Diouf, rende la gara al limite del possibile. Oltre a ciò, serve anche tenere in considerazione che domenica i ragazzi dovranno scendere in campo a Brescia per giocare probabilmente la gara più importante di questo periodo, per provare a riacciuffare la testa della classifica. Perdendo in terra lombarda, si rischierebbe di lasciare definitivamente sul tavolo il primo posto, visto che la Leonessa non giocando le coppe, può concentrare tutti i propri sforzi solo sul torneo nazionale.

Palla a due alle 20,15 agli ordini dei signori Milan Nedovic, Jordi Aliaga e Saso Petek. Diretta televisiva sul canale Sky Sport Basket, radiocronaca sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno con l’immancabile voce di Dario Ronzulli.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Matt Morgan, la sua assenza si è molto sentita contro Trento e Asvel (foto Ciamillo Castoria)