It all comes to this. Real Madrid e Olympiacos, stasera alle 20, ancora faccia a faccia all’ultimo atto, per la quinta volta nella loro Storia (3-1 Real il bilancio dei 4 precedenti), per la finale più disputata della Storia dell’Eurolega o Coppa Campioni.

Real-Olympiacos è la sfida tutta est europea tra Arvydas Sabonis e Oleksandr Volkov, è Vassilis Spanoulis che rivolta una finale come un guanto, è il trio Carroll-Llull-Nocioni che si prende la rivincita, è un Real decimato dalle squalifiche che rimonta 6 punti di svantaggio negli ultimi 2′ con le magie del Chacho Rodríguez che segna 5 punti in fila e la “mandarina” di Sergio Llull che vola oltre i 218cm e le braccia di Moustapha Fall a 3″ e 2 decimi dalla fine.

Tanti i titoli in campo, 11 per la Casa Blanca, 3 per i biancorossi, ma non saranno questi a pesare nella notte di OAKA.

I pronostici, come tre anni fa, pendono verso il Pireo, corazzata praticamente al completo che ha inaridito l’attacco del Fenerbahçe consentendogli appena 61 punti con un deficitario 8/36 dal perimetro.

E con una grande motivazione in più, alzare il trofeo nella casa degli acerrimi rivali del Panathinaikos, assenti dopo la serie playoff persa con Valencia.

Coach Bartzokas si presenta all’ultimo atto con un reparto lunghi in gran salute, la rotazione nello spot di 4 con Sasha Vezenkov e Alec Peters si accoppia con la solidità di un Nikola Milutinov che garantisce le alture nelle vicinanze del ferro con un minutaggio importante. Dietro il serbo, l’ex Pesaro Tyrique Jones offre atletismo e sostanza.

La regia classica di Walkup resta un unicum nel panorama cestistico europeo, quasi un pass only più che un pass first; lo statunitense di passaporto greco – stesso status di Tyler Dorsey – è il pezzo perfetto per un reparto guardie che conta proprio sull’altro naturalizzato e su Evan Fournier a cui Bartzokas ha affidato il ruolo di revulsivo in uscita dalla panchina.

Che un giocatore come Shaquielle McKissic raccolga le briciole del minutaggio dà la stima della qualità del roster biancorosso che conta anche sull’esperienza di Papanikolau, unico, insieme a Llull, ad aver disputato la prima finale degli anni 2000 tra i presenti. L’ellenico ex Houston Rockets continua a valere un posto in quintetto e la voce plus/minus è un elemento utile a comprendere le scelte di Bartzokas.

L’occasione, quindi, è di quelle che al Pireo sognano da tempo.

In casa Real, Sergio Scariolo deve fare i conti con un’infermeria fin troppo piena. Alle assenze di Alex Len e Walter Tavares si aggiungono gli infortuni patiti in semifinale contro Valencia da Andrés Feliz e Usman Garuba, quest’ultimo uscito dal campo solo con l’aiuto dello staff medico merengue.

A disposizione del tecnico bresciano restano, dunque, i soli Chuma Okeke e Trey Lyles nel frontcourt, situazione a dir poco complicata da gestire con l’avversario di stasera, ma potrebbe essere l’occasione che attende da tempo Izán Almansa. Il lungo ex G-League non ha trovato a Madrid minuti né protagonismo finora ed ha fermato la propria progressione diventando più simile ad un riempitivo per le regole sui giocatori nazionali che ad una risorsa tecnica, come testimoniano gli appena 19 secondi disputati in semifinale. Ora è chiamato a sostituire il compagno nel momento più importante della stagione. Sugli esterni, il dubbio sulla presenza del dominicano ex Badalona apre una porta anche a Gabriele Procida.

Al pari di Almansa, l’ex fortitudino ha avuto una presenza meramente testimoniale contro Valencia, chiuso dal solito, imperiale, Hezonja, e dalla solidità di Gabi Deck. A suo favore, però, può giocare la duttilità con cui può occupare, specialmente su questi palcoscenici, il ruolo di guardia.

Le speranze di Scariolo passano, forzosamente, per lo stato in cui Mario Hezonja si presenterà alla partita. Dalle lune del croato, 25 punti e 7 rimbalzi contro Valencia, dipenderanno le possibilità di sovvertire il pronostico. Dalla doppia dimensione sua e di vari compagni, Procida compreso, il tecnico merengue può trarre l’allargamento di campo di cui ha bisogno per sopperire al divario fisico.

Purché sia il Real Madrid a scegliere i tiratori.

Fattore decisivo per il successo in semifinale dell’Olympiacos ai danni del Fenerbahçe, infatti, è stato il costringere Melli e compagni a far tirare quei giocatori che il piano gara biancorosso aveva stabilito “potessero” farlo senza problemi particolari. Uscire dallo spartito difensivo biancorosso è chiave per mettere in discussione i pronostici.

 

LA SFIDA

Mario Hezonja da una parte, Sasha Vezenkov dall’altra. Est europeo in purezza come 31 anni fa, anche se non nelle stesse posizioni. Certo, il croato non è nuovo a bazzicare lo spot di ala forte in quintetti più dinamici, il bulgaro, pur avendo i tratti più tradizionali del ruolo, non disdegna il perimetro. Più dinamico il primo, più fisico il secondo, eppure entrambi interpreti straordinari per leadership in campo, oltre che per qualità tecniche. L’assenza di Garuba potrebbe portare a vederli faccia a faccia più del previsto.

 

LA CHIAVE

Parola d’ordine scelte. Il basket è anche, molto spesso, deciso da chi prende e chi subisce le decisioni in campo. È accaduto in Olympiacos-Fenerbahçe, Bartzokas proverà ad imporre la propria legge anche stasera. Dalla parte di Scariolo le assenze possono servire in questo senso. Il non poter contare su Feliz può essere coperto dalla capacità balistica del resto degli esterni, anche Almansa, sebbene non l’abbia mostrato in questa stagione, ha uno storico abbastanza solido dalla lunga distanza (33% in NBL, 38,5% in Overtime Elite).

Ciò renderà più difficile operare una scelta per la difesa biancorossa, vero, ma andrà supportato da percentuali e ritmi alti, specialmente in previsione di una lotta a rimbalzo dove la bilancia penderà più per Vezenkov e compagni.

 

IL PRONOSTICO DI BM

Una finale è una gara a sé dove spesso il divario tende ad annullarsi. L’Olympiacos partiva dalla vigilia delle Final 4 come la grande favorita e gli infortuni che hanno colpito il Real Madrid non fanno che accentuare questa sensazione. Ma attenzione, già una volta un Real Madrid fortemente rimaneggiato ha sovvertito i pronostici. Resta favorito il club ellenico, ma ben lontano dall’esito scontato che qualcuno potrebbe ipotizzare.

Olympiacos 55%

Real Madrid 45%