Slittamento dell’ultim’ora a Trieste sul fronte societario. Il Consiglio di amministrazione che avrebbe dovuto sancire formalmente il nuovo corso del club, dopo l’addio di Paul Matiasic alla guida della Cotogna Sports Group, non si è tenuto come previsto. A chiedere il rinvio è stato lo stesso Connor Barwin, designato per la presidenza, che avrebbe bisogno di qualche giorno supplementare per definire nel dettaglio il proprio coinvolgimento operativo prima di formalizzare l’incarico lasciato libero da Matiasic dopo la cessione della maggioranza del club.
Resta dunque in stand-by anche l’arrivo nel board di Fausto Salvador, commercialista di Pordenone ma da tempo legato a Trieste, individuato per portare in dote esperienza nella gestione economico-finanziaria della società. Una scelta che, secondo fonti vicine alla proprietà, matura all’interno di un network di professionisti già attivi in passato in Friuli Venezia Giulia, senza alcun retroscena politico.
Il mercato non aspetta
Mentre la governance resta congelata, il lavoro sportivo prosegue senza sosta. Il general manager Michael Arcieri, che ieri ha preso parte all’assemblea LBA di Bologna, è già negli Stati Uniti per seguire la Summer League, occasione utile per scovare profili e coltivare contatti in vista della stagione che verrà. Prima ancora di pensare ai rinforzi stranieri, però, la priorità è blindare l’ossatura italiana, considerata il punto di partenza per ricostruire il roster.
Il segnale più positivo arriva da Francesco Candussi: il lungo friulano non ha attivato la clausola che gli avrebbe permesso di liberarsi, e specularmente la società non sembra intenzionata a esercitare le proprie opzioni di rescissione. Una doppia conferma implicita che apre la strada alla sua permanenza, primo mattone su cui Trieste vuole costruire la squadra 2026/27.
Più aperte le situazioni di Lodovico Deangeli e Michele Ruzzier. Il capitano vorrebbe restare e lo ha ripetuto più volte, ma è in attesa di un’offerta economica concreta. Per Ruzzier, invece, cresce la fiducia in vista del rinnovo, dopo i segnali positivi ricevuti da Arcieri prima della sua partenza per gli Stati Uniti. Capitolo a parte per Markel Brown, che pretende il rispetto integrale degli accordi contrattuali già firmati.