Che la Spagna a Belgrado la potesse fare da padrona vi erano pochi dubbi. Ciononostante, il trionfo delle squadre della Penisola Iberica nella Final Four della FIBA Basketball Champions League rappresenta un’ulteriore dimostrazione di quanto il basket spagnolo goda di ottima salute.

La difesa di Malaga

Una dimostrazione di buon basket in salsa spagnola la si è vista soprattutto in occasione della finale tra Unicaja Malaga e Tenerife (80:75), nella quale il punteggio è rimasto in bilico fino a 9 secondi dalla sirena finale, quando due liberi messi a segno da Alberto Diaz hanno consegnato il titolo alla compagine allenata da Ibon Navarro.

L’Unicaja, del resto, aveva già dato prova di potere mettere mano sulla partita, e quindi anche sul titolo, quando, con un parziale di 10:5, favorito da una difesa arcigna capace di rubare 9 possessi e di forzare ben 14 palle perse, è riuscita a costruire una doppia cifra di vantaggio prima della pausa lunga.

Oltre ad una solida prestazione difensiva, un trademark caratteristico degli andalusi, non a caso la prima difesa del torneo, a favorire il successo del Malaga sono stati 17 punti di Kendrick Perry, 14 punti di Nihad Đedović, ed 11 canestri di Tyson Carter.

Huertas e Guy non bastano al Tenerife

Nulla da fare, dunque, per il Tenerife, che alla finale si è presentato forte della nomina del proprio veterano Marcelinho Huertas ad MVP del torneo. Riconoscimento che l’internazionale brasiliano, visto in Italia con la Fortitudo Bologna, ha onorato con una prestazione da 14 punti, 5 rimbalzi e 9 assist.

Malgrado Huertas, e nonostante i 18 punti di un Kyle Guy dato per vicino alla naturalizzazione polacca, la macchina offensiva della compagine allenata da Txus Vidorreta, tuttavia, ha impattato contro la muraglia di Malaga.

L’Unicaja, infatti, è riuscita a tenere la compagine delle Isole Canarie ben al di sotto del 36% da tre, riuscendo, così, a disinnescare una delle armi più pericolose a disposizione del Tenerife.

Un Håkanson di bronzo per Murcia

Una serie di tiri liberi sono stati necessari anche per decidere la finale per il terzo posto, nella quale la precisione dalla lunetta di Ludvig Håkanson, top scorer dell’incontro con 22 punti, ha consegnato la medaglia di bronzo al Murcia, a spese dei greci del Peristeri, a quattro secondi dalla fine (87:84).

Costretta a giocare una pallacanestro diversa rispetto a quella difensiva e a basso punteggio a lei più consona, la compagine allenata da Sito Alonso è riuscita, tuttavia, a fare leva sulla propria aggressività.

In linea con le proprie medie stagionali, gli spagnoli hanno costretto il Peristeri a commettere 15 turnover e, così facendo, hanno creato situazioni di vantaggio, puntualmente sfruttate in transizione con, ad esempio, un 38,5% di efficienza dalla lunga distanza.

Spanoulis fa la storia al Peristeri

Per parte del Peristeri, degno di menzione è il riconoscimento di Coach della Stagione assegnato a Vassilis Spanoulis, capace di portare la squadra della periferia di Atene al miglior risultato di sempre in una competizione europea.

Sconfitto in semifinale da un Tenerife sfidato ad un incontro dal punteggio alto (97:93), il Peristeri, in particolare, ha avuto in Joe Ragland un trascinatore sia nella prima partita della Final Four, che nella ‘finalina’.

Riepilogo Final Four FIBA Basketball Champions League

Semifinali

Tenerife vs. Peristeri 97:93
Murcia vs. Unicaja 74:80

Finale Terzo Posto

Peristeri vs. Murcia 84:87

Finale Primo Posto

Tenerife vs. Unicaja 75:80

Matteo Cazzulani
Foto dal profilo X della FIBA BCL