Dole Basket Rimini 77-58 Tezenis Verona
La finale del PalaFlaminio dura un tempo, poi Rimini dilaga e conquista la Coppa Italia LNP. Finisce 77-58 per i romagnoli, trascinati da un Pierpaolo Marini dominante (16 punti, MVP della Final Four): il suo break nel terzo quarto spacca la partita e i biancorossi scappano definitivamente. La differenza d’intensità tra le due squadre é stata impressionante e il simbolo di questo aspetto é la prestazione di Assane Sankaré. L’ala classe 2007 si mangia a rimbalzo i lunghi gialloblù (10 palloni catturati in 20 minuti sul parquet) e conquista anche il premio di rivelazione della manifestazione.
Grande delusione per i ragazzi di coach Ramagli, completamente asfissiati dalla difesa riminese. Dopo i 95 punti segnati in semifinale, gli scaligeri chiudono a 58 nell’atto conclusivo, con il 28% dal campo e un pessimo 7/30 dall’arco. In sede di presentazione avevamo parlato dell’importanza della lotta sotto i tabelloni e, anche in questo campo statistico, Rimini ha primeggiato: 47-35 i rimbalzi in favore dei biancorossi. Dell’Agnello ha sempre sottolineato l’importanza della difesa per la sua squadra e stasera probabilmente abbiamo visto la miglior versione dei romagnoli da questo punto di vista. Chiudendo il canestro agli avversari. la Dole può volare in contropiede e trovare canestri facili: questa è stata la ricetta per la vittoria finale.
Primo Coppa Italia di A2 in bacheca per la società, che ha festeggiato tra il delirio dei tifosi biancorossi. Il pubblico è stato sicuramente un fattore, alimentando l’onda anomala che ha travolto Verona nel secondo tempo (39-24 il parziale). Si conclude, quindi, questa tre giorni di basket spettacolare nella splendida cornice della Riviera: Rimini e la Pielle Livorno conquistano le rispettive coppe e si potranno approcciare al rush finale della regular season con grandissimo entusiasmo.
QUI le statistiche del match
La cronaca del match:
Rimini esce meglio dai blocchi e piazza subito un parziale di 13-3 con un avvio super di Leardini. Verona, però, non si impressiona e, grazie agli ingressi dalla panchina di Baldi Rossi e Monaldi, risponde con un 12-2 che fissa il punteggio del primo quarto sul 15 pari. Nel secondo periodo continua la battaglia: Tomassini piazza due triple pesanti e prova a dare una spallata al match, ma Zampini e Johnson rispondono a tono. Il match viaggia sul filo dell’equilibrio, con i padroni di casa che chiudono avanti solamente di 4 punti grazie al tap-in sulla sirena di Simioni.
Al rientro dagli spogliatoi, se possibile, le percentuali si abbassano ulteriormente, con le difese che dominano sugli attacchi. Questo vale per tutti, tranne che per Marini: l’ex Trapani si incendia e porta avanti i suoi in doppia cifra (56-46). Da quel momento in poi, gli scaligeri cominciano a sbagliare ripetutamente in difesa e si incaponiscono con il tiro da tre punti dall’altra parte. Se nel primo tempo la percentuale dall’arco recitava 50%, nel secondo la Tezenis tira 1/18, costruendo delle conclusioni non all’altezza per una finale di questo livello.
Nell’ultimo quarto, l’inerzia ormai é tutta dalla parte di Rimini: Tomassini segna una tripla da 8 metri per il +15 e il pubblico romagnolo va in visibilio. Gli scaligeri si disuniscono, in attacco non trovano mai la via del canestro e la Dole vola sul +20. Gli ultimi 5 minuti sono una sfilata dei biancorossi verso la coppa: tripudio al PalaFlaminio.
Crediti foto: LNP / Ciamillo-Castoria Nell’immagine: Giovanni Tomassini che tira sopra Diego Monaldi