From hero to zero.

In una settimana.

Napoli affronta Trieste nella prima casalinga della stagione con una miriade di dubbi che, prima della disastrosa trasferta di Pistoia, nessuno avrebbe messo sul tavolo, complice anche il grande secondo tempo disputato al cospetto della Virtus Bologna in Supercoppa. Ed è proprio nei due momenti migliori di entrambe le partite, più che nell’identico primo tempo gentilmente offerto agli avversari, che stanno i dettagli che preoccupano.

Il Napoli Basket visto all’Unipol Arena era una squadra che, ristabilitasi dai ceffoni della prima metà di gara, aveva messo sul parquet intensità difensiva e lucidità offensiva, ottenendo 36 punti nel terzo quarto senza quasi mai forzare le soluzioni. Quello visto nel terzo quarto del PalaCarrara opera una rimonta di nervi, ma non di basket costruito e strutturato.

Napoli rientra perchè, semplicemente, era superiore all’avversario nella stragrande maggioranza dei singoli, lo dimostra il fatto che, con appena un accenno di pressione, induca Michael Forrest, mattatore fino a quel momento, a due infrazioni di 8” consecutive.

A dimostrazione dell’imbarazzante livello offerto durante il resto del match.

 

COSA FUNZIONA

Le cose migliori del Napoli Basket sono arrivate dalla solidità di Deane Williams, autore di una doppia doppia da 10 punti e 13 rimbalzi, e da Leonardo Totè, autore di 14 punti ma, inspiegabilmente, tenuto in panchina negli ultimi 15’. Milicic lo richiama quando aveva segnato 8 punti di fila e poteva essere cavalcato. A Napoli questa scelta è stata catalogata come “Mistero della fede”.

 

COSA NON FUNZIONA

È il dilemma sul quale tifosi e addetti ai lavori hanno rimuginato durante tutta la settimana. Tante cose che, a Bologna (e non solo), avevano funzionato, improvvisamente sono sparite senza lasciare traccia. Tra due estremi riesce difficile trovare un punto medio, uno standard prestazionale. Se dobbiamo trovare una costante, però, è l’approccio alle gare, due volte su due Napoli è stata nettamente superata nel primo tempo, trovandosi a dover pedalare in salita. E per due volte ha raccolto una sconfitta al 40’. Due indizi non faranno una prova, ma sono un messaggio da tener presente.

 

MAGIC MOMENT

Difficile trovare qualcosa di positivo in una prestazione così negativa, però scegliamo Leo Totè ed il suo momento di trance agonistica che riporta Napoli a contatto. Ancor di più, quindi, si fa fatica a comprendere perchè sia stato lasciato in panchina con la partita in bilico.

LA PARTITA

La Trieste che arriva a Napoli è una riproduzione molto vicina alla Varese delle meraviglie con cui condivide sì un Colbey Ross tornato libero d’inventare e la coppia Brown-Reyes, ma soprattutto la mente che ha costruiro la squadra, Michael Arceri. Per caratteristiche, entrambe le squadre hanno la tendenza a giocare un numero elevato di possessi, fattore che potrà favorire lo spettacolo a discapito dei tatticismi. Punteggio alto in arrivo.

 

IL DUELLO CHIAVE

Milicic ha già mostrato la tendenza ad affidare il playmaker avversario alle cure di una guardia, potendo contare su profili fisicamente prestanti come Manning e Woldetensae. Quello tra Colbey Ross e uno di questi due può essere il confronto capace di decantare il match da una parte o dall’altra.

 

INFERMERIA, PRONOSTICO E TV

Ancora dubbi sulle condizioni di Justin Reyes in casa Trieste. Napoli recupera finalmente De Nicolao al 100%. Gara in programma dalle 18 di domani, in diretta su DAZN. Per il momento in cui arrivano le due squadre, è Trieste ad apparire come favorita, nonostante le prime giornate di campionato siano sempre indecifrabili.

 

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