Dopo la sconfitta arrivata in Grecia contro i verdi del PAO, che ha evidenziato una stanchezza latente di un gruppo che ultimamente è stato chiamato a fare gli straordinari, soprattutto sotto le plance, la Virtus versione Olidata si presenta questa sera a Venezia per difendere il proprio primato di capoclassifica del campionato nazionale.
Venerdì scorso i ragazzi di coach Dusko Ivanovic hanno faticato parecchio per reggere i ritmi imposti da un Pana certamente non travolgente, ma messo di fronte ad una Bologna, che al momento ha pochi elementi al meglio della condizione. Troppi, quelli appena rientrati dai vari malanni, che non sono al meglio della condizione, e come noto a tutti, le gare di Eurolega richiedono sempre il 110% delle performances per nutrire velleità di successo, soprattutto quando si affrontano squadre importanti in trasferta.
Nel complesso i bianconeri non hanno deluso, sono comunque rimasti attaccati alla gara sino all’ultimo, ma inutile negare che nel finale sono mancate quelle energie necessarie per tentare l’impresa, avendo davanti un Pana non entusiasmante, ma comunque un gruppo che per qualità e dimensione fisica, rimane un’ottima squadra.
Stasera si scende in campo al Taliercio, teatro di due sconfitte nelle ultime due gare giocate negli scorsi playoff da una Virtus che poi avrebbe trovato il giusto sentiero per lo scudetto numero diciassette. Venezia in quei playoff si sarebbe dimostrata l’avversaria più ostica per Shengelia e compagni, unica contender a costringerla a giocare una gara cinque ricca di tensione e batticuore per i propri tifosi.
Di quella formazione orogranata se ne sono andati la spina dorsale, quel famoso asse play-pivot tanto importante nel gioco del basket del passato, da cui spesso passavano le fortune delle squadre, il duo canadese Ennis e Kabengele. I due sono andati a cercare fortuna in team di Eurolega, il play in Israele all’Hapoel, mentre il lungo a Dubai.
La Venezia di questa stagione è al quarto posto in classifica (condiviso con Milano e Tortona), forte di un ruolino di marcia casalingo intonso in campionato (7 vittorie), con un record totale di 10 vinte e 4 perse, squadra che risulta essere la migliore per punti segnati (oltre 93 a gara) ed assist (oltre 20). Un gruppo che segue pedissequamente le idee del proprio coach Neven Spahija, segnare tanti punti specialmente nei primi secondi dell’azione d’attacco.
Ultimamente hanno migliorato anche la loro difesa con alcuni accorgimenti tattici, questo ha dichiarato il coach veneziano nell’intervista della vigilia, ciò ha permesso ai suoi uomini di battere Treviso nell’ultima giocata, ma non è stato sufficiente a fermare Brescia in terra lombarda.
Il team orogranata ha si perso Ennis e Kabengele, ma ha altri interpreti di ottimo livello, questa sera dovrà fare a meno di due fra i più pericolosi, Ky Bowman e Jordan Parks, spesso fra quelli più indigesti in passato per la difesa bianconera.
Difesa virtussina che arriva in laguna con le statistiche di migliore del campionato, sfruttando le attitudini di giocatori come Alessandro Pajola e Daniel Hackett, a presidiare la propria metà campo, ma senza un esperto nel furto di palloni come Luca Vildoza, ancora fermo ai box per la nota lesione muscolare. La sua assenza si è sentita anche ad Atene, inutile negarlo, l’argentino che era cresciuto vertiginosamente nell’ultimo mese, avrebbe fatto comodo nella bolgia ateniese, come lo sarebbe questa sera nella gara che attende l’Olidata nella città delle Calle.
Oltre a Vildoza, la Virtus sarà priva anche di Diarra, avendo inoltre diversi elementi non ancora al meglio della condizione essendo rientrati dopo svariati malanni, come Momo Diouf, Karem Jallow, Alen Smailagic e Carsen Edwards.
In tanti si domandano se questa sera ci potrà essere l’esordio di Francesco Ferrari, nuovo acquisto dei bolognesi, domanda alquanto complessa a cui rispondere, tutto dipenderà dal tipo di roster che vorrà portare sul parquet veneziano coach Dusko Ivanovic, ad Atene il bilanciamento fra lunghi e piccoli ha privato il neo arrivato di andare nei dodici a favore dell’esterno Accorsi. Il momento di Ferrari verrà, se non sarà questa sera, lo si vedrà presto in campo nel girone di ritorno.
Al ragazzo che ricordiamo non ha mai calcato i campi della massima serie, serve un minimo di familiarità coi compagni e del gioco che il proprio allenatore vuole da lui, la conoscenza degli schemi della squadra è motivo non trascurabile quando si calcano i parquet della massima serie, specialmente in gare delicate come quella di questa sera, le improvvisazioni non sono contemplate a meno che non siano dettate dalla disperazione.
La Virtus a Venezia dovrà fare molta attenzione alla gestione del pallone, ancora una volta in Grecia sono state le numerose palle perse a decretarne le maggiori difficoltà, ancor più del deficit a rimbalzo dovuto più alla mancanza di energia che a quello dell’altezza e dei chili.
Uno dei migliori nella sconfitta col Pao è stato sicuramente Nicola Akele, l’ala nata a Treviso (quella di stasera per lui è un derby personale) nonostante non sia né altissimo, né tantomeno un corpaccione voluminoso, ha comunque saputo fornire una prestazione degna di livello per energia e temperamento, i minuti in campo se li è guadagnati tutti, evidenziando ancora una volta una delle caratteristiche fondamentali della religione di coach Dusko Ivanovic, quella che se giochi bene, difendendo duro, stai in campo, altrimenti ti siedi e guardi i tuoi compagni dalla panchina, nessuno escluso.
Palla a due alle 18,30 agli ordini dei signori Giovannetti, Bartolomeo e Lucotti . Diretta televisiva sul canale LBA TV mentre la radiocronaca sarà come di consueto affidata alla voce di Dario Ronzulli sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Nicola Akele, uno dei migliori in campo ad Atene (foto Ciamillo Castoria)