SI conclude al Taliercio di Venezia, l’ennesima settimana di fuoco della Segafredo, quattro gare in una settimana che hanno segnato probabilmente l’esclusione dai play off di Eurolega (la matematica è ancora dalla parte dei bianconeri, il calendario e le statistiche, decisamente meno), ma che, dopo la vibrante vittoria contro Tortona, hanno confermato Bologna come una delle due contendenti al titolo italiano, ultimo obiettivo di stagione ancora da assegnare.

La gara di Berlino ha dato un segnale estremamente positivo, i ragazzi in bianconero, dopo la sconfitta interna col Partizan, avrebbero potuto prendere con leggerezza l’impegno, ed invece hanno lasciato intendere che fino a quando la matematica non dirà loro il contrario, vogliono continuare a giocarsi le chances di poter raggiungere un traguardo prestigioso come l’ottavo posto, ultimo utile per proseguire la stagione nella massima competizione continentale.

Quella contro i tedeschi, alla fine è risultata una gara più semplice del previsto, ma in realtà le gare lo diventano quando vai in campo concentrato e convinto di vincerla, spendendo ogni energia per arrivare al risultato, soprattutto quando si parla di Europa. La volontà mista alla capacità di rimanere concentrata della squadra, ha quindi permesso di indirizzare subito la gara verso il giusto binario della vittoria, e portare a casa due punti che consentono di rimpinguare un bel bottino da “beginner” nella competizione, mantenendo inalterata la fiammella della speranza. Le ultime sei gare di questo infinito torneo, diranno chi sarà la squadra che occuperà l’agognato ultimo posto fra le migliori otto, tutto può ancora accadere, peccato che la Segafredo, ancora una volta nella stagione, non possa giocarsi le proprie carte al meglio, non avendo tutti i suoi uomini disponibili e sani. Il leit motiv di questa stagione sta proprio nel numero di infortuni avuti dalla Virtus, che ha oggettivamente frenato non poco la crescita, nonché l’amalgama di un gruppo che in sole due occasioni, ha avuto tutto l’organico disponibile. Non si può trascurare un dato del genere, perché le squadre sono fatte si di talento individuale e di giocatori utili al gruppo, ma anche di schemi e meccanismi che vanno provati e riprovati in palestra, facendo in modo che tutti gli atleti capiscano i loro movimenti e quelli dei compagni. Se tali automatismi, non riesci mai a provarli perché ogni volta ti manca qualche interprete, allora tutto diventa più complesso. E questo è successo a questo gruppo in questa annata davvero sfortunata sotto l’aspetto dei malanni fisici, non è mai riuscito a trovare quella condizione necessaria a lavorare in continuità con tutto il materiale umano a disposizione.

Quella di stasera contro Venezia, si presenta come l’ennesima partita durissima da affrontare con tutte le cautele del caso, la Segafredo arriva in laguna stanca per il doppio impegno europeo, menomata dalle numerose defezioni che vedono al palo giocatori importanti come Cordinier, Shengelia e Ojeleye, sommando quelli che per acciacchi vari, non possono garantire prestazioni in linea con il loro reale valore come Hackett e Lundberg. Non sarà una serata facile, da sempre Venezia rappresenta un ostacolo impegnativo per le Vnere, basti ricordare il quarto di finale dell’ultima coppa Italia, dove gli orogranata, hanno venduto cara la pelle per l’ennesima volta.

Ciò che la Segafredo dovrà fare, sono le solite cose, fare attenzione alla semplicità con cui Venezia trova canestro dall’arco avendo diversi interpreti del fondamentale come ad esempio Spissu, Granger o Bramos, e limitare i rimbalzi offensivi, spesso preda di un esperto giocatore come Watt, abituato a fare la voce grossa sotto le plance. Ma l’attenzione maggiore, dovrà essere sulle palle perse, con il Partizan è stata indubbiamente la causa principale della sconfitta bianconera.

Palla a due alle 19,00 agli ordini dei signori Paternicò, Martolini e Gonella, diretta tv sul canale Eleven Sports, mentre la consueta voce di Dario Ronzulli, racconterà la gara dalle frequenze radiofoniche di Radio Nettuno Bologna Uno.

 

Alessandro Stagni