Una lettera, commovente. D’altronde poteva essere solo questa la maniera signorile di salutare del capitano della Openjobmetis Varese, il cui contratto non verrà rinnovato e il quale comincerà una nuova avventura a Trieste. Un addio, guardando ad un futuro prossimo, che può anche avere il gusto di “arrivederci”. Può essere tutto. Oggi ci importa sapere cosa è stato.
Ed è anche stato tutto Giancarlo Ferrero. È stato uomo, prima di tutto. Nel raccontare 8 stagioni con al collo la maglia della Openjobmetis ci si perderebbe negli infiniti ricordi. Lui è stato il post Vitucci, l’uomo venuto a ricostruire quella squadra composta da magnifici giocatori. Nel buio assoluto, fra alti e bassi, lui è stato l’uomo aggrappato ad una barca che spesso ha sofferto. Ha sofferto nel covid, 3 anni fa. Ha sofferto tanto, lì, in balìa di una retrocessione che spaventava, con una situazione societaria poco rosea. È stato perno, fondamentale, di uno spogliatoio che sempre in questi anni ha visto tutto e il contrario di tutto. Ha visto giocatori andare e venire in meno di 2 settimane. Ha visto animi burrascosi, coach alternarsi e tentare di salvare il salvabile. Ha visto tanta panchina, in silenzio, rendendosi sempre conto di quale fosse il suo ruolo. Ha visto sé stesso giocare poco e niente e riprendersi la maglia. Ha visto la gioia delle ultime salvezze e della rinascita targata Scola.
È stato il Capitano. La “C” maiuscola a coronamento di un percorso da leader, assoluto. Il contatto stretto con i tifosi è l’elemento chiave della sua popolarità. Nei momenti difficili e nei momenti di gioia, Ferrero è sempre stato anche lì, a fine partita. Ripercorrendo con gli occhi, immaginariamente, le partite, chi le ha vissute ricorda perfettamente la sua figura a far da collante sempre. Quel collante necessario per una piazza come quella biancorossa, che vive del suo tifo, si autoalimenta con quel furore che mette a disagio chiunque venga a giocare a Masnago.
Il suo addio arriva in un momento particolare per Varese, che vuole lanciare definitivamente un nuovo corso. Un nuovo roster. Una nuova faccia. Ferrero è stato il condottiero di mille battaglie. Ha vinto, ha perso, ha lasciato tutto sul campo a Masnago. Con la lettera d’addio, oggi, si può in maniera eloquente sostenere che, sì, è vero: c’è solo un capitano. Grazie, Giancarlo.