Umana Reyer Venezia, 4
Le partite durano 40’, almeno da regolamento del basket. Gli orogranata ne giocano si e no 10, mostrando di essere superiori. Il problema sono gli altri 30 in cui Trento riesce anche a limitarne lo strapotere fisico. Non regge l’attenuante Eurocup, anche gli avversari avevano giocato in settimana, per giunta in trasferta.
Tessitori, sv: appena 4’ in campo prima che un problema fisico lo costringa a risedersi in panchina.
Lever, ne.
Munford, 4,5: riesce nella non invidiabile impresa di distruggere tutto ciò che fa e anche di più, dal perimetro – suo punto forte – è preciso…nel prendere il ferro.
Casarin, 5,5: almeno ci prova con caparbietà ma è troppo poco nella serata orogranata.
Fernández, 4: la tripla che scheggia la parte inferiore del primo ferro riassume una gara in cui fa più danni che altro.
Ennis, 5,5: non riesce mai a trovare fluidità nel proprio gioco, pur smazzando 6 assist; la pressione di Ellis e Forray lo costringe a perdere secondi preziosi di possesso.
Janelidze ne.
Kabengele, 5,5: doppia doppia solita ma troppa imprecisione al tiro dall’area, non migliorano le cose quando si apre sul perimetro.
Parks, 4,5: pessimo dal campo, rimedia in parte a cronometro fermo. Non riesce a far valere il proprio atletismo.
Wheatle, 5: provarci ci prova pure, tuttavia non è attento in difesa e si perde spesso l’uomo.
Simms, 5: illude nel primo tempo, sparisce nella ripresa quando smette di prendersi responsabilità in attacco.
Wiltjer, 6: almeno prova a dare sostanza ai propri 19’ in campo con fisicità a rimbalzo e buone iniziative offensive.
Coach Spahija, 4: non regge l’attenuante Eurocup per questa Reyer. Dopo un primo tempo discreto ma non straordinario guarda affondare i suoi senza trovare soluzioni in nessuna delle due metà campo.
Dolomiti Energia Trentino, 7
Incassa il ritorno della Reyer, poi si riprende l’inerzia. Compensa lo svantaggio fisico impegnandosi in difesa e nei tagliafuori, va ogni volta dall’uomo giusto, senza forzature eccessive. Nonostante la trasferta in quel di Badalona, appare più fresca dell’avversario.
Ellis, 6,5: più sostanza che qualità, si spende per rallentare la transizione reyerina; qua e là piazza canestri importanti.
Cale 5,5: impreciso al tiro, compensa in parte con un’ottima prestazione difensiva.
Ford, 7,5: il tiro pesante non entra? Poco male, fa tutto il resto, comanda le operazioni e genera un +17 di plus/minus.
Pecchia, 5,5: prestazione dai numeri scadenti ma ricca d’intangibles, talvolta si fa prendere dalla frenesia e macchia il suo passaggio sul parquet con qualche errore banale.
Niang, 6,5: l’inchiodata con cui ripristina i due possessi di vantaggio nel finale è il punto esclamativo di una gara in cui gli avversari fanno fatica a tenerlo, venendo spesso costretti a spendere fallo per evitare guai peggiori.
Forray, 6: numeri insufficienti ma plus/minus positivo, trasmette grinta nei 12’ trascorsi in campo e porta a termine la missione di dare ossigeno a Ford.
Mawugbe, 7: si batte come un leone con Kabengele, riuscendo non di rado a prevalere su ambo i lati del campo. Bene in aiuto, si esalta quando può sfruttare la propria verticalità.
Lamb, 7-: gara imprecisa in avvicinamento al ferro, sopra le righe negli altri fondamentali. Nel finale si fa notare per un paio di giocate decisive ai fini del risultato.
Bayehe, 7: coach Galbiati gli chiede sacrificio e lui offre quel che ha per limitare lo strapotere fisico reyerino. Quando è pescato all’interno dell’area, produce punti.
Zukauskas, 5: sparacchia senza soluzione di continuità in cerca del ritmo, non lo trova mai.
Coach Galbiati, 6,5: si beneficia della resilienza della squadra, riesce anche a rallentare il ritmo avversario quando la Reyer prova la fuga e vince la partita a scacchi nel punto a punto distribuendo meglio le rotazioni.
Nell’immagine Anthony Lamb, foto Ciamillo-Castoria
Elio De Falco