I voti alle prove dei giocatori di Aquila Basket Trento e Olimpia Milano dopo il successo per 84-74 con cui i bianconeri strappano l’ultimo posto rimasto per i playoff.

 

AQUILA BASKET TRENTO

STEWARD 6,5: Prova di una maturità «insospettabile» per un giocatore che per mesi ha faticato molto a trovare costanza di rendimento. Il prodotto di Duke University la gioca con il cervello, senza intestardirsi di fronte alle brutte percentuali. C’è molto più dei soli 7 punti a referto nella sua partita.

JONES 6: Non ha smaltito del tutto l’infortunio e si vede nella timidezza con cui attacca il ferro. Viene comunque chiamato in causa quando la palla scotta e aiuta come può, distribuendo 5 assist.

NIANG 6,5: Quattro i minuti in campo, otto i punti segnati. Cancellieri trova dal giovanissimo esterno grande qualità in quei minuti che servono a far rifiatare gli esterni.

JOGELA 7: Annulla Shields e Guduric in difesa, in attacco si rende utile in tanti modi diversi sia come portatore palla che nei pressi del ferro. Nel momento forse decisivo della partita, a inizio terzo periodo, è lui a spezzare l’inerzia meneghina con sei punti di puro talento.

FORRAY sv: Non incide particolarmente in quella che è la sua settecentesima presenza in bianconero giocando appena 5 minuti in cui soffre Bolmaro, ma se Trento arriva ai playoff c’è sicuramente un suo fondamentale contributo nelle vittorie contro Treviso, Udine o Varese.

CATTAPAN ne

MAWUGBE 8,5: In una serata in cui il tiro da 3 non entra mai, i giocatori di Milano attaccano tanto il ferro, ma ogni volta che trovano il centro californiano nei pressi del tabellone sono costretti a forzare. Prova difensiva mostruosa che mette quasi in secondo piano il season-high di 12 punti.

ALDRIGE 7: Suoi i colpi fra terzo e quarto periodo che mandano ko l’Olimpia, l’ex Cremona soffre tantissimo a rimbalzo ma gioca una partita di grande esperienza usando molto bene i falli per interrompere i tentativi di rimonta avversari.

JAKIMOVSKI 7: Mezzo voto per la «fiammata» personale che lancia l’allungo decisivo nel terzo periodo, Cancellieri lo mette praticamente a difendere su chiunque nel corso della partita e lui si adatta sempre molto bene.

BAYEHE 8,5: Abbastanza strano non vedere il suo nome fra i candidati al premio di giocatore più migliorato della stagione, perchè il camerunese ha fatto dei passi da gigante quest’anno e la prova contro l’Olimpia ne è la conferma: 14 punti in 15 minuti sul parquet.

HASSAN 6: Non va a segno ma tiene bene il campo nei dieci minuti in cui viene chiamato in causa, dando a Cancellieri una preziosa alternativa per gestire l’acciaccato Jones.

BATTLE 6,5: Dopo una partita in ombra firma il parziale che chiude definitivamente la gara, inventandosi anche un canestro difficilissimo in faccia a LeDay. Perchè Trento abbia una chance contro la Virtus, da lui servirà molta più costanza.

COACH CANCELLIERI 8: Poco da dire: partita preparata bene, squadra tenuta sempre sul pezzo, rotazioni gestite molto bene nonostante qualche acciacco degli esterni e quintetti giusti al momento giusto. Ripaga abbondantemente, ad esempio, la scelta di limitare il minutaggio di Aldrige per poi farne il principale terminale offensivo nel «rush» finale.

 

OLIMPIA MILANO

MANNION 4: Incomprensibilmente nervoso, ogni volta che subisce un fallo lancia la palla per aria e chiede i liberi, difensivamente non fa una scelta giusta finendo continuamente abbinato sotto canestro ai lunghi trentini che ringraziano e segnano.

ELLIS 5: Al suo ritorno sul parquet che lo ha consacrato non offre certo la sua migliore versione, non riuscendo mai a creare spazi con le sue accelerazioni. Certo le percentuali disastrose di tutta la squadra sul perimetro non lo aiutano.

TONUT ne

BOLMARO 7: Che sia il giocatore più «sul pezzo» dell’Olimpia lo si capisce chiaramente quando entra nel secondo periodo e firma da solo un 8-0 che riapre il match dopo il primo allungo trentino. In attacco la scelta dell’Aquila è sempre quella di dare palla a chi non è marcato da lui.

BROOKS 6: Sufficienza perchè comunque ci sono 18 punti ed è l’unico a chiudere con delle percentuali accettabili da lontano (3/7), ma difensivamente non ci siamo proprio: quando può, Trento lo punta sempre, spesso arrivando a trovare dei buoni tiri.

LEDAY 5.5: Aggiusta il proprio tabellino solo nel finale a partita compromessa, firmando le giocate dell’ultimo assalto prima che Battle chiuda i conti. Troppo poco per salvare una prova di assoluto anonimato.

RICCI 5: Non è giornata da lontano, sotto canestro Mawugbe e Bayehe respingono qualsiasi cosa, e nella confusa difesa meneghina spesso lui si ritrova nella scomoda situazione di dover provare a contenere i rapidi esterni avversari. Certamente non una serata facile.

FLACCADORI sv: Sette minuti sul parquet, alcuni dei quali a partita abbondantemente conclusa.

GUDURIC 4: Prova che si può fotografare in tanti modi diversi, dal «palo» colpito su una comoda tripla in angolo ai due scarichi consecutivi buttati malamente in tribuna, passando per la rimessa nelle mani di Jakimovski. Il campione serbo, a Trento, è irriconoscibile.

DIOP 5: Milano soffre tantissimo quando c’è lui sul parquet al posto di Nebo. Non c’è intesa nè comunicazione difensiva con i compagni con Trento che segna tanto in pick and roll, in una partita dove l’Olimpia resta «viva» solo grazie ai rimbalzi offensivi lui ne cattura appena uno.

SHIELDS 5: Anche per lui giornata da dimenticare al tiro, difensivamente regge meglio di altri con Jogela che spesso deve inventarsi dei canestri difficili contro di lui, ma il contributo offensivo del danese manca tanto agli uomini di Poeta.

NEBO 5.5: Quando diventa chiaro che il tiro da fuori non vuole saperne di entrare Trento imposta la difesa sul suo contenimento, dopo che nel primo tempo era stato una spina nel fianco con la sua attenzione a rimbalzo offensivo. Difensivamente però va in confusione pure lui.

COACH POETA 5: Vincere in trasferta tirando 5/26 da tre è complicato, il coach non avrà molte colpe sui troppi tiri aperti sbagliati ma sicuramente le ha per la confusione che regna nell’altra metà campo, con Milano che viene continuamente punita dai lunghi trentini e da cambi troppo affrettati. Non certo un buon biglietto da visita per i playoff.

 

Nell’immagine Toto Forray, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani