La GeVi Napoli rinasce un’altra volta.

Nella miglior prestazione offensiva della stagione, gli azzurri segnano 93 punti e possono solo recriminare per non essere riusciti a ribaltare la differenza canestri nonostante la possibilità fosse balenata a lungo per gli azzurri.

Migliori in campo Elijah Stewart, 22 punti per lui, e Jacorey Williams, all’ennesima doppia doppia da 16 punti e 10 rimbalzi.

Pesa, per la Dinamo, l’assenza di Gerald Robinson.

LA CRONACA

Avvio positivo per la Dinamo, priva di Robinson che non ce l’ha fatta, nonostante il tentativo di recuperarlo in extremis. Bendzius e Jones sono protagonisti nel 2-8 di partenza. I partenopei provano a rifarsi sotto con la verve di Michineau, gli subentra nel compito Devin Davis che mette 5 punti consecutivi per il primo sorpasso azzurro (12-10).

Sassari non si disunisce, l’inchiodata di Dowe e la tripla di un Bendzius in grande spolvero valgono il nuovo vantaggio ospite (14-18).

Ad un certo punto l’arbitro Martolini decide di prendersi la scena in maniera cervellotica: Jamal Jones attacca dal palleggio Stewart e segna, il fischietto decide che non vale il canestro, cosa che presupporrebbe che non si fosse in azione di tiro, ma assegna due liberi con Napoli non ancora in bonus. Ci chiediamo a quale regolamento abbia fatto riferimento.

Al 10’ è la Dinamo a condurre 23-25.

Il secondo quarto, però, è tutta un’altra storia. Atteso da tempo, Elijah Stewart si prende la scena del PalaBarbuto e comincia a macinare canestri. È lui il principale protagonista del parziale di 16-0 che spezza definitivamente gli equilibri e vale il +13 GeVi (45-32).

Ormai è showtime, e Napoli trova anche la classica tripla da oltre 8 metri di Jordan Howard in una serata in cui il portoricano resta in secondo piano.

A tenere in partita la Dinamo è la tripla di Treier che dà il là ad un 10-0 di break che permette agli uomini di Piero Bucchi di essere sotto di sole 8 lunghezze all’intervallo lungo.

Ma l’inerzia è tutta dalla parte della GeVi, il terzo quarto vede la fuga definitiva dei partenopei che toccano anche il ventello di vantaggio trovando canestri un po’ da tutti i propri interpreti.

E mandando in crisi una Dinamo che rivede fantasmi. Uno dei pochi positivi per i biancoblu è Stefano Gentile, beccato dal pubblico di casa per la nota rivalità con la sua Caserta natìa.

È suo il sussulto d’orgoglio che riporta sotto i 20 punti il distacco, ben supportato da Kruslin, tuttavia dall’altra parte Stewart è davvero un altro giocatore rispetto a quello sfiduciato che camminava in campo e la differenza tra il -20 ed il -19 (77-58) con cui si va all’ultima pausa breve è meramente testimoniale.

Napoli decide di chiudere i conti appena cominciata l’ultima fraizone: Howard e Williams fissano il massimo vantaggio sull’81-58 al pronti via, Bendzius ribatte con il canestro pesante ma Dellosto fa altrettanto, 84-61 e festa al PalaBarbuto.

L’unico motivo d’interesse, ormai, è la differenza canestri. Lì la Dinamo riesce a raggranellare le forze residue e rientra grazie soprattutto a Dowe e Gentile, i più lesti a comprendere che la GeVi ha allentato la tensione.

Il parziale di 10-0 del Banco fa imbestialire Pancotto che richiama i suoi in panchina, non con toni delicati.

Dalla panchina esce una Napoli che ha meno spinta, ma non per questo perde il controllo, Sassari ritorna sotto la singola cifra di ritardo con due canestri pesanti di Gentile e Bendzius che potrebbero addirittura mettere un pizzico di suspense ai 2’ finali, visto anche il quinto fallo di Michineau che lo mette fuori causa proprio nel momento in cui ci sarebbe più bisogno di lui. A gestire la situazione ci pensa Young, bravo a far trascorrere i secondi, finisce 93-83.

QUI le statistiche del match

 

Nell’immagine Devin Davis, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco