Come già successo spesso in stagione, Cantù crolla nel finale, quando dovrebbe fare il passo decisivo per “diventare grande”: in quella che diventa l’ottava sconfitta consecutiva, il copione sembra cambiare, con l’innesto di Chiozza al posto di Gilyard, ma il lieto fine, tragicamente, continua a non arrivare. Trieste raggiunge, non senza difficoltà, ma meritatamente, le Final Eight di Coppa Italia, mentre Cantù viene agganciata da Treviso a 6 punti in classifica, nell’ultima posizione di LBA. La partita si decide nelle varie fiammate, tra sorpassi e controsorpassi, ma i dettagli fanno la differenza, e Cantù quest’anno nei dettagli ha dimostrato di non stare oggettivamente al passo delle altre squadre: 33 rimbalzi a 30 e 14 palle perse a 16, sono questi i numeri, a favore di Trieste, che probabilmente decidono la gara. Le percentuali premiano la squadra di Brienza da 2 (66%-59%) e quella di Gonzalez da 3 (37%-29%), mentre i padroni di casa passano più spesso in lunetta, e ne approfittano meglio: i brianzoli si limitano a 4/6, i giuliani si impongono invece 13/17, con qualche errore di troppo di Ramsey nel quarto quarto che però, fortunatamente per lui, non pesa ai fini del risultato.
La cronaca
Trieste parte subito forte, dominando a rimbalzo e sulle seconde palle: Uthoff e Ruzzier sono micidiali e, dal 9 pari, si porta sul 19-9, approfittando di una Cantù decisamente troppo passiva in difesa. I padroni di casa chiudono poi sul 26-14. Con l’ingresso del neoarrivato Chiozza tra i ragazzi di coach Brienza, cambia la musica: in difesa la squadra sembra più ordinata, e i giuliani iniziano anche a sbagliare maggiormente. Gli ospiti piazzano dunque un controparziale di 0-10, riportandosi prepotentemente in partita: la squadra di Gonzalez non ci sta e allora c’è un susseguirsi di canestri da entrambe le parti del campo, complici atteggiamenti difensivi non di certo competitivi. Il primo tempo si chiude dunque con i brianzoli a ridosso di Trieste, in vantaggio solamente per 44-41, dopo aver toccato anche il +13. Il secondo conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che è una partita che si basa sui parziali e sulle fiammate: parte meglio Cantù, che tocca anche il +8 con una sgasata da 0-11, poi i padroni di casa spinti dai loro tifosi si svegliano, e compensano tutti i punti non segnati nella prima metà del quarto. Adesso è la squadra di Brienza che non trova più la via del canestro, e allora i giuliani ne approfittano colpendo dall’arco e sfruttando i tanti errori dei brianzoli: 62-56 a 10′ dalla fine. Gli ospiti non hanno intenzione di mollare, e la partita ora è accesissima: da una parte un ispiratissimo Bortolani, dall’altra Ramsey che sa colpire quando fa più male. In un finale dove Trieste non chiude mai la partita, Cantù fallisce quasi tutte le occasioni per riprenderla, e allora, grazie ai liberi, finisce 84-79.
Juan Toscano-Anderson
Foto F.Ruzzier/Ciamillo-Castoria
Martino Cavigioli