Nel 14° turno di LBA va in archivio probabilmente la rimonta più assurda vista finora in stagione. L’Aquila Basket Trento, davanti ai propri tifosi, insegue nel punteggio Trieste di fatto per 39 minuti e 54 secondi di gioco, e dopo aver iniziato l’ultimo periodo sul -15 ribalta completamente il match con un’ultima frazione da 23-6 di punteggio.

L’eroe su sponda bianconera è Battle, autore del gioco da tre punti che vale la vittoria a coronamento di un secondo tempo molto positivo per la guardia americana. Da citare anche l’ottima prova di Aldrige, perfettamente inserito nel ruolo di centro atipico e lucidissimo al tiro da oltre l’arco, del capitano Toto Forray e del giovane Patrick Hassan, che suonano la carica con l’energia e la difesa.

Trieste si mangia le mani per aver cestinato in dieci minuti una partita fino ad allora perfetta, dominata su entrambi i lati del campo. Deangeli firma il suo career-high in campionato firmando 11 punti, anche Candussi in doppia cifra, difficile commentare le prove degli altri giocatori che dopo la terza sirena smettono letteralmente di giocare.

 

LA CRONACA

Primo quarto che per lunghi tratti è un tira e molla con le squadre che si rispondono a colpo su colpo, ma i giuliani piazzano un allungo importante negli ultimi possessi sfruttando a dovere una serie di grossolani errori degli esterni trentini: Ramsey e Deangeli sono in ritmo e guidano il parziale di 11-2 che in un amen fissa il punteggio sul 18-27 dopo i primi dieci minuti.

Una sfuriata che è preludio a un secondo periodo di assoluto dominio ospite: Trieste costruisce vantaggi in area, muove la palla e riesce sempre a creare tiri ad altissima percentuale, Trento rimane aggrappata solo a isolate giocate individuali senza mai dare l’impressione di poter davvero fermare l’emorragia. A metà partita il tabellone è eloquente: 36-52.

L’attacco dei padroni di casa rientra con maggiore efficacia dagli spogliatoi, con Cancellieri che toglie dalle rotazioni gli irriconoscibili Steward e Jogela. I giuliani però sono in totale fiducia, una macchina ben oliata che continua a giocare alla grandissima: di fatto, nonostante l’Aquila giochi una discreta frazione, il divario si riduce di un solo punto alla terza sirena: 66-81.

Di colpo, però, la partita cambia completamente volto: il quintetto small di Cancellieri funziona alla perfezione paralizzando l’attacco giuliano, Battle si accende di improvviso e arriva un incredibile parziale di 14-0. Bianconeri che tirano ben tre volte anche per il primo vantaggio di serata, Ramsey e Ruzzier però trovano due triple di puro talento che sembrano dare il colpo di grazia: 81-87 e 90 secondi da giocare. Aldrige spara da 3, Ramsey «sfonda», Jones fa 2/2 ai liberi, Ruzzier sbaglia la tripla del ko mentre Battle prende in controtempo la difesa biancorossa e trova il 2+1 che vale la vittoria. Termina 89-87.

 

AQUILA BASKET TRENTO: TOP

PEYTON ALDRIGE: Quella prova da leader che da tanto tempo a Cancellieri serviva dal suo giocatore più esperto. L’ex Cremona esegue alla perfezione il suo ruolo di lungo perimetrale trovando 18 punti, impreziosendo con 8 rimbalzi ma soprattutto facendo  di fatto bloccare l’attacco triestino con la sua difesa da centro atipico.

KHALIF BATTLE: 18 punti per lui a fine gara, la metà sono solo nell’ultimo periodo che culmina con la giocata della vittoria. Giocatore ancora troppo discontinuo, ma con un enorme talento su cui fare affidamento.

AQUILA BASKET TRENTO: FLOP

DJ STEWARD: Un colpo alla mano limita il minutaggio dell’esterno americano, che però gioca una prova disastrosa. Non riesce mai a superare la difesa di Brown, regalando continuamente possessi e facili contropiede agli avversari e faticando enormemente in difesa.

MATAS JOGELA: Quando nei primi trenta minuti Trento abbozza qualche tentativo di rimonta, è sempre il lituano a interromperlo con errori figli di sufficienza, da palle perse a metà campo a forzature senza senso al tiro.

 

PALLACANESTRO TRIESTE: TOP

LODOVICO DEANGELI: Meritava decisamente un altro finale per coronare la giornata del suo career-high: lotta come un leone a rimbalzo, sfrutta tutti gli errori della difesa trentina e gioca una prova da leader vero. Ma nulla può quando la squadra smette di girare a fine terzo periodo.

FRANCESCO CANDUSSI: Chiamato agli straordinari per l’assenza di Sissoko, gioca una prova di grande intelligenza venendo premiato dalla doppia cifra raggiunta in soli 14 minuti sul parquet: quando però l’Aquila passa al quintetto piccolo, Gonzales decide di toglierlo dal parquet. Scelta, con il senno di poi, totalmente sbagliata.

PALLACANESTRO TRIESTE: FLOP

MARKEL BROWN: Incredibile pensare che un giocatore della sua esperienza sia «complice» del modo in cui Trieste letteralmente butta via la partita. Ma nel quarto periodo l’ex Napoli e Varese non ne combina una giusta, forzando ogni tiro possibile, lasciando punti facili a Battle e commettendo pure l’ingenuo fallo su Jones a 35 secondi dal termine sulla difesa più importante del match.

ISRAEL GONZALEZ: Assiste impotente a una squadra che smette completamente di giocare dopo aver dominato ed espresso una bellissima pallacanestro per trenta minuti. Non riesce a ridare serenità nè ad adottare delle contromisure al quintetto atipico messo in campo da Cancellieri: tardivo anche nell’utilizzo dei timeout, che chiama solo quando l’Aquila rientra a -5 dopo essere stata sotto anche di venti lunghezze nel corso del match.

 

Nell’immagine Khalif Battle, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani