Una vittoria che pesa come un macigno sulla classifica e che certifica, senza più alcun dubbio, il momento d’oro della UNAHOTELS Reggio Emilia. Al PalaBigi il derby della via Emilia si trasforma in un monologo biancorosso: 84-70 il finale contro la Virtus Olidata Bologna, quinta vittoria consecutiva in LBA per la squadra di coach Priftis e segnale fortissimo lanciato a tutto il campionato.
E dire che l’inizio sembrava raccontare un’altra storia. La Virtus, infatti, parte con aggressività, alzando il livello difensivo e correndo in campo aperto. Il parziale di 12-0 che vale il 19-9 dopo sette minuti sembra indirizzare la gara verso Bologna. È però un’illusione. Perché proprio in quel momento Reggio Emilia cambia pelle: trova fluidità offensiva, si accende dall’arco e, soprattutto, alza un muro difensivo che diventerà il tratto distintivo della serata. La tripla “di tabella” allo scadere di Severini chiude il primo quarto sul 25-20, ma è già il segnale di un’inerzia che sta girando.
Nel secondo periodo la trasformazione si completa. La UNAHOTELS gioca una pallacanestro lucida, chirurgica, alternando soluzioni interne con Echenique e accelerazioni perimetrali con Barford. La Virtus, al contrario, perde ritmo e riferimenti: l’attacco si inceppa, le spaziature si accorciano, le letture diventano lente. Reggio ne approfitta, mette la freccia e prova anche a scappare. E quando Caupain replica la magia di Severini con un’altra tripla di tabella sulla sirena, il 45-37 dell’intervallo ha il sapore di uno strappo già importante.
La ripresa è, di fatto, la sentenza. Reggio Emilia è semplicemente indiavolata: difesa granitica, mani ovunque, pressione costante sulla palla. La Virtus non trova più nulla, né soluzioni individuali né costruzione collettiva. Il divario si allarga possesso dopo possesso fino a toccare anche il +20. È il momento in cui la partita smette di essere un derby e diventa un dominio. Al 30’ il 69-51 fotografa perfettamente quanto visto in campo: una squadra in pieno controllo e un’altra completamente smarrita.
L’ultimo quarto serve solo a consolidare il risultato. Reggio Emilia gestisce con maturità, senza mai concedere spiragli, fino all’84-70 finale che fa esplodere il PalaBigi. Una vittoria “mastodontica”, per usare il termine più appropriato, perché arriva contro una delle big del campionato e perché certifica una crescita ormai evidente: cinque successi consecutivi, identità chiara, fiducia alle stelle e una posizione playoff sempre più solida.
I numeri raccontano di una prestazione corale di altissimo livello: 15 punti di Echenique a dominare vicino a canestro, 14 di Barford tra iniziativa e talento puro, 12 di Caupain (con la perla sulla sirena), 11 di Brown e 10 di Rossato. Ma oltre le cifre, colpisce la qualità della pallacanestro espressa: equilibrio, condivisione e una difesa che ha tolto ossigeno alla Virtus per larghi tratti della gara.
Dall’altra parte, invece, è una serata da dimenticare per la Virtus Olidata Bologna. Il ritorno di Diouf, Ferrari e Hackett – con Vildoza rimasto comunque ai box – non basta a dare struttura e continuità. Dopo il buon avvio, la squadra si scioglie, incapace di trovare contromisure alla pressione reggiana. Edwards (17 punti), Morgan (13) e Alston Jr. (12) producono qualcosa a livello individuale, ma senza mai incidere realmente sull’andamento del match.
Il dato più preoccupante, forse, è proprio questo: tolto il parziale iniziale, la Virtus non è mai stata davvero dentro la partita. E il peso della sconfitta è doppio, perché oltre al ko arrivano due punti persi pesanti in classifica, aggravati dal prossimo turno di riposo che rallenterà ulteriormente la corsa bianconera.
Reggio Emilia, invece, corre. E lo fa forte di una convinzione sempre più solida: questo non è più solo un buon momento, ma qualcosa di molto più strutturato. Una squadra che difende così e attacca con questa qualità può davvero diventare una delle grandi protagoniste della stagione.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Troy Caupain, foto Ciamillo-Castoria