Effettivamente non succedeva qualcosa di sconvolgente a Varese da troppo tempo. Per usare un eufemismo. Poi, nella notte fonda di giovedì 20 luglio, intorno alla 1:15 un comunicato: sebbene il cielo non fosse sereno, è stato un fulmine che lo ha squarciato. Matt Brase non sarà più l’allenatore della Pallacanestro Varese. L’alba del giorno dopo, di oggi, venerdì 21 luglio è ancora poco chiara. Sicuramente, adesso servirà un mezzo miracolo. Sicuramente, l’ambiente non è poi così sereno.

Matt Brase aveva un’escape dal contratto in direzione USA fino al 30 giugno. Ora, tutto si pensava tranne che al 20 luglio succedesse quello che è successo. Erano comprensibili tanti scenari, sicuramente: l’addio di Ross e Johnson, una squadra sicuramente da riformulare, il tentativo di trattenere Brown. Sembrava comunque che, nonostante l’addio anche di Arcieri, Varese fosse comunque in una posizione di sicurezza per quanto riguardava perlomeno lo staff tecnico. L’addio di Galbiati è arrivato comunque a fine stagione, immediatamente. Invece, così non è stato.

Certo, stride tantissimo il tempismo. I discorsi con l’NBA non sono sicuramente aperti dall’altro ieri per Brase. Stride e questa frizione è anche un po’ evidenziata, tra le righe, dall’orario in cui è stato fatto uscire il comunicato. Con tutto il bene verso le parti, ma farlo uscire a quell’ora della notte è come se non si volesse quasi dargli importanza. In Italia nessuno o pochissimi erano svegli. Si può dire che sia stata quasi un’americanata. Ma quello che conta è pur sempre la comunicazione. E’ fondamentale a questi livelli. E dall’ambiente esterno si percepisce qualche malumore, considerando che Varese adesso non ha molto tempo per trovare un allenatore e costruire quell’amalgama necessario a cominciare la stagione dai preliminari di BCL.

Adesso, il “Nuovo Risorgimento”. Il toto-nomi ufficiale non è partito. Si vociferava di Legovich ma conoscendo Scola punterà forte su un connazionale di Brase. Viaggia sempre in incognito al massimo il General, e questo suo modo di agire viene testimoniato anche dall’acquisto ufficializzato oggi, Sean Mcdermott, con una trattativa all’oscuro di tutti. E sarà così anche per l’allenatore, il cui nome al massimo verrà svelato il giorno prima e che soprattutto avrà da compiere un mezzo miracolo, considerando nell’intermezzo appunto le partite preliminari per la BCL. Un morale generico da risollevare. I nuovi giocatori da integrare, con Shahid, Moretti, Ulaneo e Mcdermott che dovranno entrare nei meccanismi il prima possibile. Con la grana Brown da risolvere immediatamente, a questo punto, per potersi al massimo fiondare sul mercato e trovare in caso un sostituto adatto.

La programmazione ad oggi sicuramente è difficile, con tutto quello che concerne un ambito sportivo che vede Varese privata anche di un leader come Ferrero. Bisognerà compattarsi forte nello spogliatoio, andare alla caccia di quei giocatori che mancano per completare il roster e mettersi in moto subito. L’alba del giorno dopo non è mai stata così scura: Varese, c’è tanto da fare. C’è tutto da vivere. Come sempre.

 

Antonio Catalano