In un episodio dell’ultima stagione di Black Mirror, l’antagonista principale, interpretata da Rosy McEwen, crea un computer quantistico in grado di modificare la realtà grazie a un ciondolo. Durante le partite, ovviamente, non si possono indossare collane, ma Tornike Shengelia ha dimostrato comunque di poter alterare la realtà con la sua onnipotenza.

Nella National Hockey League esiste il Conn Smythe Trophy, premio assegnato al miglior giocatore dei playoff: dopo il colpo subito in gara 3 dei quarti di finale da parte di Kabengele, Shengelia ha preso il suo ciondolo metaforico e si è trasformato in un Dio sceso sulla Terra. Ecco i suoi numeri irreali in gara 3: 31 punti, 11/12 dal campo (7/8 da due e 4/4 da tre), 5/5 ai liberi, 9 rimbalzi (di cui 3 offensivi), 5 assist e 46 (!!!) di valutazione.

Potrebbe essere stata la sua ultima apparizione con la maglia della Virtus, dopo tre anni straordinari, ma ha chiuso nel modo più bello ed emozionante possibile: vincendo il suo primo scudetto, dopo tre finali consecutive perse, da dedicare al suo grande amico Achille Polonara, con cui ha conquistato il campionato spagnolo nel 2020 sotto la guida tecnica del “sergente di ferro” Dusko Ivanovic.

La Virtus conquista così il diciassettesimo scudetto della sua storia, anche grazie al Dio georgiano.

Foto Account X Virtus Segafredo

Matteo Orsolan