Un pareggio secco (82:82) al termine di una partita emozionante è stato il giusto risultato di uno scontro tra l’AEK Atene e lo Spartak Subotica che ha contrapposto due tra le compagini favorite per la vittoria della FIBA Basketball Champions League in un incontro valido per l’ultima giornata del triangolare di Rodi, che è stato vinto dal Panathinaikos di Željko Obradović.
Odore di derby
Il risultato è maturato a seguito di una decisione dei due allenatori, con Dragan Šakota al timone dell’AEK e Vlada Jovanović alla guida dello Spartak a condividere la scelta di non rischiare infortuni, e, più in generale, non appesantire le gambe nell’ambito di una gara che cade a due settimane circa dall’inizio della stagione ufficiale.
I due strateghi, che vantano un passato sulle panchine delle due squadre di Belgrado, con Jovanović a vincere una Lega adriatica col Partizan nel 2011 e Šakota a guidare la Stella Rossa nella stagione interrotta per via del COVID, sono stati i protagonisti del tema fondante della partita.
L’AEK scappa, lo Spartak rincorre
Nello scontro tra la difesa aggressiva coniugata a solida circolazione di palla dell’AEK e il controllo dei rimbalzi accoppiato a transizioni rapide dello Spartak, ad andare vicina alla vittoria è stata Atene, che oltre ad aver comandato nel punteggio per la maggior parte della gara ha fallito il tiro della vittoria.
Andata sopra di quattro lunghezze alla pausa lunga (39:35), l’AEK, guidata dai 24 punti di Landers Nolley e dai 16 punti di Nelly Joseph, ha poi costruito un vantaggio di cinque punti all’ultimo intervallo (63:58), prima di trovarsi costretta a un finale punto a punto dallo Spartak, tra le fila del quale Danilo Nikolić e Marko Jeremić hanno segnato 16 e 12 punti rispettivamente.
AEK vs. Spartak 82:82
Matteo Cazzulani
Nella foto: Dragan Šakota (a sinistra) e Vlada Jovanović (a destra). Copyright: Matej Katsouranis / Basket Magazine