Settimo turno di Eurocup dai due volti per le italiane: Trento prova a tenersi a contatto con le prime sei nel suo girone, Venezia perde terreno, intanto l’Hapoel continua a deludere. Vediamo qual è la situazione mentre si avvicina il giro di boa della prima fase.

TRENTO, FATTORE CAMPO CRUCIALE

A 48 ore di distanza dalla memorabile vittoria di campionato contro l’Olimpia Milano, l’Aquila si ripresenta davanti al suo pubblico e, dopo una partenza a rilento, porta a casa un pesantissimo successo in rimonta su Badalona. L’affluenza media alla ilT Quotidiano Arena per le partite europee, stando ai numeri, è in crescita, e questo al momento si sta rispecchiando nei risultati: nel girone A, solo il Bahcesehir ha un record casalingo migliore dei bianconeri, che finora hanno perso solo contro il Buducnost nel loro palazzetto. Un fattore campo da sfruttare al massimo per provare a centrare l’obiettivo qualificazione.

BAHCESEHIR “QUARTO INCOMODO”?

Che fosse una squadra molto ben costruita e con obiettivi importanti, avendo ingaggiato tre giocatori l’anno scorso in Eurolega, lo si sapeva già. I turchi del Bahcesehir però sembravano avere qualcosa in meno rispetto a Tel Aviv, Gran Canaria o Valencia: dubbi spazzati con decisione in questo avvio lanciatissimo, in cui la squadra di Istanbul finora ha perso solo una partita, di tre punti, proprio contro Gran Canaria. Ora il Bahcesehir ha vinto anche contro Tel Aviv ed è davanti a tutti nel girone A.

L’HAPOEL GERUSALEMME FA SUL SERIO

Mentre nel girone A la squadra israeliana di Tel Aviv latita, nell’altro raggruppamento quella di Gerusalemme sta andando ben al di sopra delle aspettative. Con il proprio top player Harper infortunato, l’Hapoel ha superato nettamente una Reyer Venezia a sua volta incerottata e ora si trova appaiata ai francesi del Bourg, in lotta per il secondo posto in classifica (che vorrebbe dire qualificazione automatica ai quarti) dietro all’imprendibile Valencia che non ha ancora perso un match.

 

TEL AVIV, È CRISI

La querelle con il top player Motley non accenna a placarsi, coach Dedas è sempre più in bilico con i nomi di candidati alla successione che continuano a circolare, e nel mentre arriva il terzo ko europeo su sette uscite totali. L’Hapoel Tel Aviv, che si presentava i nastri di partenza di questa Eurocup come la prima candidata alla vittoria finale, è in profonda crisi e, attualmente, sembra parecchio indietro rispetto alle altre contender sotto ogni punto di vista. Difficile che davvero si possa rischiare la mancata qualificazione alla fase successiva con un roster di questo livello, ma se non voltano subito pagina sarà difficile per gli israeliani anche solo impensierire una squadra come il Valencia.

VENEZIA, STRADA IN SALITA

Non trova pace la Reyer che ancora una volta è costretta ad affrontare una gara con l’infermeria piena ma non sembra comunque in grado di poter invertire la rotta di un percorso europeo finora negativo. Le assenze di Ennis, Kabengele e Simms, a cui si aggiunge quella del lungodegente Munford, sono pesantissime, senza dubbio, ma perdere di quasi 30 punti contro un’avversaria a sua volta priva del suo miglior giocatore è un segnale davvero preoccupante.

 

MVP DI GIORNATA: ANTHONY BROWN, TURK TELEKOM ANKARA

Career high alla voce punti realizzati e valutazione totale per l’esperta ala americana che, nel successo dei turchi sul Cluj-Napoca, sfodera una prova da 39 punti con 8/10 da lontano, 7 assist distribuiti, 4 rimbalzi catturati e 45 di valutazione.

L’ UNDER 22: MANTAS RUBSTAVICIUS, LIETKABELIS

Mentre Essengue di Ulm rimane “fuori categoria” (losing effort da 21 punti per lui contro il Buducnost), si mette in mostra anche l’esterno lituano classe 2002 che contro Amburgo colleziona 22 punti con soli tre errori al tiro per un 24 di valutazione complessiva.

 

IL QUINTETTO IDEALE

MANTAS RUBSTAVICIUS (Lietkabelis)

JEREMY MORGAN (Hapoel Gerusalemme)

ANTHONY BROWN (Ankara)

BRAIAN ANGOLA (Ankara)

ANDRIJA STIPANOVIC (Lietkabelis)

 

Qui la classifica dei gironi

Qui la prossima giornata

 

Nell’immagine Paolo Galbiati e Selom Mawugbe, foto Ciamillo-Castoria

Di Massimo Furlani