Dopo il trambusto causato dalla Superlega finita, al momento, prima ancora di cominciare, ma soprattutto, dopo la riunione “carbonara” di 7 delle 11 squadre titolari di licenza pluriennale, Jordi Bertomeu ha rilanciato.
Varie fonti riportano l’intenzione, da parte del CEO dell’ECA, di rendere l’Eurolega un sistema chiuso a tutti gli effetti, eliminando ogni apparenza di merito sportivo.
Sarebbe, sempre secondo le indiscrezioni giunte, una mossa sulla quale avrebbe influito la pressione dei club “proprietari”, molti dei quali navigano in acque economiche abbastanza agitate.
Al di là delle considerazioni che si potrebbero fare sul momento della proposta, vanno analizzate le conseguenze:
La riforma ipotizzata si sostanzierebbe nell’eliminazione della seconda competizione ECA, vale a dire l’Eurocup, creata per sottrarre ulteriori squadre alle competizioni FIBA (in particolare, la BCL), con l’ingresso della vincente nella successiva Eurolega, e ritenuta una zavorra economica dai grandi club.
La coppa, che quest’anno ha visto la Virtus Bologna arrendersi in semifinale all’Unics Kazan, sarebbe insostenibile dato il rapporto spese-ricavi che, anche quest’anno, avrebbe generato un passivo di circa 4 milioni di euro.
Si aggiunga che Bertomeu, secondo gli insiders, avrebbe pensato di rendere la seconda competizione una vera e propria Eurolega 2, con un sistema di promozioni e retrocessioni, altra idea che, presuntamente, sarebbe stata fortemente osteggiata dalle licenziatarie.
Nell’idea dell’ECA, poi, questa sarebbe una mossa di distensione proprio nei confronti della FIBA.
Resta, però, da vedere quali saranno le reazioni delle principali istituzioni europee e nazionali, già mostratesi fermamente contrarie alla Superlega di calcio in tempi immediatamente recenti e, probabilmente, poco inclini a mostrare una linea diametralmente opposta a così stretto giro di posta.
Bisognerà, infine, capire quale solidità economica avrà l’ECA, viste le recenti divergenze sorte proprio sulla gestione finanziaria da parte di Bertomeu ed i bilanci poco lusinghieri delle squadre proprietarie, con Real Madrid e Barcellona che hanno dovuto ricorrere ai ricavi della sezione calcistica per sopperire alle perdite, il tutto nonostante il ricco contratto firmato con IMG.
Dovesse diventare realtà o meno, questa riforma sarà, comunque, l’ennesimo capitolo polemico di una storia che si trascina da oltre un decennio, con la corsa ai migliori sponsor ed alla migliore fetta di mercato che pare ben lungi dal concludersi.