Lo sprint finale della regular season di Euroleague è entrato nel vivo, con diversi scontri diretti che stanno fornendo importanti indicazioni nella lotta per i piazzamenti. Il Barcellona, vincente sul Real (76-81), è la prima squadra matematicamente qualificata ai playoff e viaggia sempre più spedito verso il primo posto. A undici anni dall’ultima volta l’Olimpia Milano passa a Mosca, battendo un CSKA ormai in caduta libera (76-84). Infine c’è l’Efes, che stavolta ha asfaltato senza alcuna pietà il malcapitato Zalgiris Kaunas (89-62). Barcellona, Olimpia Milano ed Efes: su quest’asse, al momento attuale, si gioca per la corona di Euroleague.
CHI SALE
Efes Istanbul. Quella ai danni dello Zalgiris non è solo la settima vittoria consecutiva, ma è la quinta filata con almeno 13 punti di scarto rifilati all’avversaria di turno. La ritrovata condizione atletica ha riportato la truppa di Ataman a un basket tanto semplice quanto efficace e bello da vedere. La difesa si fa sempre più aggressiva. E con questa formula l’Efes stravince contro chiunque. Sono tornati ai livelli dello scorso anno. Saranno tra le prime quattro e, probabilmente, anche a Colonia.
Kevin Punter. Beninteso, la vittoria moscovita dell’Olimpia Milano è un successo di squadra, ma sarebbe superficiale non premiare l’ennesima grande prova dell’acquisto estivo più sottovalutato. Trattasi di una performance da 32 punti con 4/7 da due e 5/9 da tre punti, oltre al perfetto 9/9 dalla lunetta. Vince il duello con Mike James perché l’ex di turno vuole essere l’intera torta, mentre la Pantera si accontenta di essere la ciliegina del dolce milanese. Ora al Forum è atteso il Barcellona, seguito da tre trasferte abbordabili (Baskonia, Panathinaikos e Stella Rossa), prima del gran ballo finale contro l’Efes. Se non ci saranno sorprese, questo ennesimo statement certifica che, con Barcellona ed Efes, l’Olimpia di adesso è la squadra più forte d’Europa.
Barcellona. Nonostante tutta la sfortuna che sta perseguitando il Real in questa stagione, vincere il clasico non è mai cosa banale. Gli uomini di Sarunas Jasikevicius lo hanno fatto soffrendo e imponendosi solo nel finale. Fondamentale l’aver trovato i tiratori sul perimetro, dato che Walter Tavares rendeva difficile il consueto gioco interno. I blaugrana completano il terzetto delle migliori e sono quelli che hanno trovato finora maggiore costanza, pur con alcune cadute. Venerdì sono attesi alla battaglia di Milano: che sia un anticipo di un qualcosa che vedremo a fine maggio in Germania?
Baskonia. Ogni stagione i baschi sembrano fuori da qualsiasi discorso playoff di Euroleague. Invece, puntualmente lottano fino alla fine. L’ultima vitale vittoria è arrivata controllando un Bayern decisamente sottotono rispetto agli standard stagionali. L’attacco spesso è tutt’altro che scintillante, ma la forza della difesa di Dusko Ivanovic inizia a essere davvero impressionante. Il calendario non è semplice, ma difficilmente il Baskonia abbandonerà ora la lotta.
Valencia. Ci eravamo abituati a pensare Valencia come una squadra bisognosa di vincere le proprie partite attaccando bene. Ecco perché il successo per 66-52 sul Fenerbahce è particolarmente sorprendente. 18 palle perse e 13% al tiro da tre punti per i turchi, dominati da una difesa taronja insolitamente inespugnabile. Il sogno playoff, nonostante tutto, è ancora vivo, soprattutto se la difesa continuasse a crescere. La vera bella notizia? La squadra di Jaume Ponsarnau ha il calendario più facile di tutti da ora in avanti.
CHI SCENDE
CSKA Mosca. Dovendo esprimere un giudizio onesto, la pallacanestro degli uomini di Dimitris Itoudis attualmente è una delle più brutte di tutta Euroleague. Il CSKA visto contro l’Olimpia non è una squadra. Mike James è tornato all’individualismo puro mostrato nella sua stagione milanese e i suoi compagni sembrano irritati di non vedere un pallone in attacco e dover difendere per lui. Iffe Lungberg non pare un’aggiunta funzionale rispetto a James, mentre Michael Eric non vede neanche il campo. Ci prova solo un eroico Tornike Shengelia, ma è l’unico che tenti di giocare a pallacanestro in questo momento. La classifica sorride ancora, ma in ottica playoff non si intravede niente di buono.
Trey Thompkins. Dal gravissimo infortunio di Anthony Randolph si è sempre chiesto qualcosa in più a Thompkins, che spesso ha risposto presente. Ora però, dopo un infortunio alla caviglia nella Liga, anche il lungo americano sembra in calo. Contro il Barcellona il suo apporto sarebbe stato vitale, ma lui ha offerto una prova da non pervenuto. 15 minuti in campo senza alcun punto segnato e sbagliando ogni tiro preso, non incidendo neanche in difesa. Il Real, in una situazione complessa, necessita di tutti i propri effettivi. In settimana arriva il CSKA per una sfida che può essere ossigeno per entrambe.
Bayern Monaco. Davvero brutta la sconfitta patita a Vitoria. Lo scarto finale (78-71) è anche piuttosto bugiardo rispetto alla partita, che ha visto i padroni di casa dominare in lungo e in largo sulla banda di Andrea Trinchieri, priva della propria durezza difensiva e piuttosto imprecisa in attacco, dove è mancata perimetralità. I playoff parrebbero al sicuro e già questo è un grandissimo risultato, ma attenzione: il calendario è decisamente difficile ora.
Zenit San Pietroburgo. Kevin Pangos e compagni si stanno facendo trascinare nella guerra per le ultime posizioni playoff. Piuttosto inattesa la sconfitta, anche netta (75-61), sul campo di un Olympiacos di fatto ormai privo di ambizioni di classifica. La sensazione è che, con l’andare della stagione, stia emergendo il difetto strutturale più serio. Mancano punti e armi offensive in uscita dalla panchina, soprattutto nel ruolo di playmaker. C’è un match contro il Pana da recuperare, ma Valencia e Baskonia alle spalle premono.
Fenerbahce. La prestazione offerta a Valencia è stata qualcosa di semplicemente orrendo. In una partita più concreta che bella, Nando De Colo e compagni si sono completamente persi in quello che è stato il grande punto di forza degli ultimi mesi, la fase offensiva. 18 palle perse, 3/23 al tiro da tre punti e soli 12 assist per gli appena 52 punti segnati. Forse si è sottovalutata l’importanza dell’acquisto invernale Marko Guduric, la cui assenza è pesata moltissimo. I turchi parevano lanciati per le prime quattro posizioni di Euroleague. Nulla è compromesso, ma dovranno fare i conti con un calendario nient’affatto scontato.
Barcellona 21-8; Olimpia Milano 19-10; CSKA Mosca 18-10; Efes Istanbul 18-10; Bayern Monaco 18-11; Real Madrid 17-12; Fenerbahce 17-12; Zenit San Pietroburgo 16-12; Baskonia 15-14; Valencia 15-14; Zalgiris 15-14; Olympiacos 13-16; ASVEL 12-17; Maccabi Tel-Aviv 11-16; Alba Berlino 11-18; Panathinaikos 10-18; Stella Rossa 8-21; Khimki Mosca 3-25
Nella foto: Kevin Punter, decisivo a Mosca (Ciamillo-Castoria)
Andrea Ranieri