In un weekend condito comunque di grandi prestazioni è quella di un giovane 22enne classe 2002 che domenica per la prima volta ha indossato la fascia da capitano, lo ha fatto non per una squadra qualunque ma per quella della sua città, dov’è nato, contro un’avversaria che ha fatto la storia del basket italiano, la Virtus Bologna, a prendersi più di tutte la scena.

Domenica, Matteo Librizzi, ruolo di capitano ad appena 22 anni, nato a Varese e cresciuto con il sogno di giocare con i colori biancorossi, aveva davanti a sé una delle avversarie più in forma del campionato: la Virtus Bologna, a punteggio pieno, con 6 vittorie su 6 e 0 sconfitte, arrivava a Varese forte di poter conquistare un altro successo contro una squadra che aveva conquistato solo una vittoria, veniva da una sconfitta di oltre 20 punti e aveva appena perso il suo giocatore migliore.

Tutto faceva pensare ad una partita che alla fine la Virtus sarebbe riuscita a portare a casa e quindi sarebbe rimasta imbattuta in campionato, così però non è stato e della squadra di Varese i protagonisti non sono stati i vari Hands, Johnson, Alviti o Brown, bensì un ragazzo che aveva iniziato la stagione con 10 minuti scarsi di minutaggio medio.

Matteo Librizzi, domenica, dall’alto dei suoi 180 centimetri d’altezza ha registrato queste statistiche:
32 minuti;
28 punti;
5/7 da tre;
8/12 dal campo;
8 falli subiti;
7/8 ai liberi;
9 assist;
3 palle recuperate;
40 di valutazione;
-plus minus di +9, il distacco della vittoria finale di Varese.

Matteo Librizzi domenica è stato ovunque, in attacco, dentro l’area, in penetrazione, da tre punti, ma anche in difesa, facendo fallo, recuperando palloni e poi non è stato egoista, servendo ben 9 assist, realizzando quasi una doppia doppia che avrebbe reso ancora più spettacolare questo match.
Domenica Matteo Librizzi ha dimostrato come in Italia c’è bisogno che sia data fiducia ai giovani, che i giovani talenti azzurri ci sono e risiedono nel nostro stesso campionato e che basta solo coltivarli.
Ha dimostrato come il giocatore più forte della squadra, appena andato via, si possa sostituire senza fare grandi acquisti, perchè Matteo gioca nello stesso ruolo di Nico Mannion.
Ha dimostrato tante cose e lo ha fatto contro giocatori di Eurolega.

Foto di Ciamillo Castoria