Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare il Direttore Sportivo della Gemini Mestre, Samuele Marton. In questa chiacchierata, Marton ci ha spiegato le motivazioni e scelte con cui è stato costruito il roster per questa seconda stagione in Serie A2, ma soprattutto quali caratteristiche tecniche principali hanno voluto dare e come sono riusciti a confermare uno dei migliori americani della prima metà della scorsa annata, salvo poi farsi male alla mano e chiudere anzitempo la stagione.

INTERVISTA SAMUELE MARTON DS BASKET MESTRE 

1) Buongiorno Samuele, innanzitutto grazie della disponibilità. Ci puoi parlare delle motivazioni e scelte con cui è stata costruita la squadra quest’estate?

1) “Fondamentalmente è stata costruita seguendo la coerenza del lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi anni, ovvero quello di essere un progetto tecnico fresco, nuovo da un certo punto di vista, ambizioso ma basato sulla crescita ed il percorso sia del club che dei giocatori di cui fanno parte. Con questo spirito abbiamo scelto dei giocatori che potessero essere target reali, ovvero giocatori giovani ma con un curriculum alle spalle di categorie senior da protagonisti con stagioni vincenti e con grande potenziale. Infatti così abbiamo fatto determinate scelte che rispecchiano appieno queste caratteristiche: Gherardini, Salvioni, Zacchigna e Calbini sono giocatori che nelle loro categorie sono prime scelte, sono giovani ma che hanno già fatto campionati senior da protagonisti e che però hanno un grandissimo margine di miglioramento che porterà individualmente a crescere ed anche globalmente per la squadra.”

2) Quali caratteristiche tecniche principali avete voluto dare?

2) “Quest’anno abbiamo continuato ad investire risorse omogenee all’interno di tutto il gruppo, quindi contrariamente a quello che secondo me quest’anno hanno fatto tante squadre cioè quello di fare un all-in sugli americani e poi sugli italiani invece no, noi abbiamo investito su tutti gli italiani e chiaramente con due americani di rilievo. Abbiamo voluto provare ad aumentare il nostro tasso atletico, la nostra altezza generale media ed abbassare l’età anagrafica, per cui il nostro team sarà composto da giocatori più o meno mediamente sui 2 metri, tutti tra il 2004, 2003, 2002 a parte tre veterani, giocatori intercambiabili tra di loro, non abbiamo delle posizioni totalmente definite ed ognuno può giocare almeno 1/2 se non 3 ruoli. Sarà una squadra che dovrà correre perché il nostro modo di giocare non è a metà campo, anche se poi comunque dopo giocheremo chiaramente anche lì, ma può correre il campo molto bene e riuscire con i 5 e con gli esterni possono correre il campo ed andare in contropiede e transizione ed abbiamo anche delle atipicità tecniche in alcuni giocatori perché per esempio Zacchigna è un tiratore piccolo ma di 2 metri o Gherardini ha una capacità sotto canestro difficilmente scautizzabile con queste piroette o virate, con la mano sinistra che non è la sua mano forte ma predilige la sinistra e son tutte caratteristiche particolari.”

3) Come avete scelto il nuovo americano Hasan Varence?

3) “In una squadra come la nostra fatta comunque di giocatori giovani, alti, atletici ma comunque non stazzati avevamo bisogno di un giocatore che potesse darci un po’ di fisicità perché poi alla fine le partite quelle dure, quelle della post season possono essere d’impatto fisico e quindi avevamo bisogno di aumentare un po’ questo impatto qui, senza sradicare quella che era l’idea di costruzione attorno agli italiani perché noi abbiamo sempre privilegiato l’idea di andare prima sugli italiani e poi capire cosa ci serviva e trovarlo nel mercato americano. Hasan è un giocatore che ci dà impatto fisico, ma non a scapito della tecnica, perché è un giocatore abbastanza particolare: ha stazza (corporatura ndr), è molto veloce quindi non sarà, nel momento in cui è in campo, un giocatore che limiterà la nostra corsa perché è comunque un corridore, ha movimenti spalle a canestro, ha un ottimo tiro dall’arco dei 6,75, è un saltatore ed ha tante caratteristiche che si sposano bene. E’ stata una scelta per cercare di far sposare bene la fine della squadra, non è il giocatore go to guy della situazione, è diverso da Wayne Stewart a cui si dava la palla, faceva isolamento e creava per se stesso, ma è un giocatore che finalizzerà il gioco, è un finalizzatore. E’ un ottimo rimbalzista, una voce che l’anno scorso non era a nostro favore anche se poi in realtà a dire il vero non siamo mai scesi di brutto contro le squadre più attrezzate delle nostra, però Hasan è un giocatore che nella sua carriera ha sempre timbrato il cartellino con almeno 7/8 rimbalzi a partita e sono sicuro che lo potrà ripetere anche in Italia, quindi si completa bene con la nostra idea perché è come se desse un po’ di percentuale in più ad ogni singola statistica di squadra. All’inizio non sarà sicuramente un giocatore a cui chiediamo 25 punti a partita come potrebbe essere il Davis di Cento, ma un giocatore di valutazione generale che faccia tante cose, tanti piccoli dettagli per aiutarci che spesso non compaiono nelle statistiche.”

4) Come siete riusciti a confermare Keshawn Curry che era stato uno dei migliori del campionato fino a Gennaio prima di infortunarsi?

4) “La realtà dei fatti è che abbiamo bruciato sul tempo, lui ci è stato richiesto da tante società durante l’anno ed abbiamo sempre declinato l’invito in accordo con il giocatore stesso e quindi ci aspettavamo di perderlo quest’estate perché nella prima parte ha dominato il campionato e come è successo con Seneca Knight che ha firmato a Cividale con contratto importante. Nel momento in cui c’è stato l’infortunio, noi ci siamo subito intercalati nella possibilità di verificare la speranza di provare a vedere se potevamo riuscire a convincerlo nell’impresa di tenerlo qua. Poi dopo nel momento in cui, a stagione ferma, il suo nome iniziava a circolare ovviamente non ce lo saremo mai più potuto permettere, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista dello status, e quindi alla fine la realtà dei fatti è che il suo rinnovo risale a mesi e mesi fa quando i primi colloqui si è sempre stati in contatto io, Mattia Ferrari, il vecchio presidente Guglielmo Feliziani ed il nuovo presidente Filippo Caprioglio, abbiamo fatto un lavoro importante ma non è stato solo un’opera di convincimento ma è stato anche una sua volontà perché a Mestre è stato bene, è un giocatore un po’ romantico dal punto di vista della mentalità, nella sua testa c’è il fatto di chiudere una buona stagione con una società che lo ha voluto bene, lo ha curato, lo ha fatto operare dal miglior chirurgo d’Italia, lo ha sempre seguito con i suoi tifosi che lo hanno sempre considerato e quindi c’è stata la nostra volontà ma anche la sua di rimanere con noi.”

 

Ringraziamo per la disponibilità e per averci concesso l’intervista il DS Samuele Marton e la società Gemini Mestre

Nell’immagine il DS della Gemini Mestre Samuele Marton con il nuovo presidente Filippo Caprioglio

Foto Credit: Gemini Mestre

 

 

Di Chiara Morbio