Francesco Totti cambia campo, ma non città. L’ex capitano giallorosso ha iniziato ufficialmente la sua nuova avventura nel mondo della pallacanestro, presentandosi, nella suggestiva cornice della Terrazza Civita di Piazza Venezia, nel ruolo di Advisor della proprietà della Maxima Roma e di delegato allo sviluppo della fan base e delle attività di Corporate Social Responsibility. Un incarico inedito, che lo porta per la prima volta fuori dal suo habitat naturale. Totti, però, ha assicurato di voler vivere da protagonista e non da semplice uomo immagine.

«Per me questa è una conferenza un po’ particolare, un po’ strana. Faccio parte di un altro percorso», ha ammesso subito Totti durante la presentazione della nuova società capitolina. A convincerlo è stato soprattutto l’incontro con il presidente Paul Matiasic e la visione che il proprietario gli ha prospettato per il futuro del basket romano. «Da quando ho conosciuto Paul e mi ha raccontato quello che voleva fare per Roma e per Maxima Roma, ho capito che era un progetto importante, unico. Mi ha preso tantissimo. Ho una responsabilità molto pesante».

Una responsabilità che Totti non intende interpretare da testimonial. «Farò parte di questo bellissimo gruppo e di questa società. Per me è uno sport diverso, però lo farò con la massima trasparenza, la massima voglia e la massima determinazione. Quando ho in mente una cosa la porto a terra». Poi la promessa: «Sarò a disposizione a 360 gradi. Cercheremo di portare Maxima Roma il più in alto possibile, perché Roma merita questo palcoscenico».

Parole che si sposano con quelle utilizzate dallo stesso Matiasic per descrivere il ruolo dell’ex numero 10. Il presidente ha escluso che quello di Totti possa essere un incarico puramente rappresentativo: per Maxima rappresenta gli «occhi» e il «cuore» di Roma. Insomma, una figura capace di comprendere la città come difficilmente potrebbe fare una proprietà appena arrivata nella Capitale.

Totti, dal canto suo, ha raccontato di aver impiegato poco per convincersi. L’approccio del presidente lo ha fatto sentire immediatamente parte del progetto e ha pesato anche una passione per la pallacanestro che, pur rimanendo lontana dal legame professionale costruito con il calcio, l’ex capitano ha sempre coltivato. «Il basket l’ho sempre seguito», ha spiegato, definendolo «uno degli sport più importanti che ci sono al mondo». Per questo ha scelto Maxima nonostante negli ultimi anni non fossero mancate altre opportunità nel calcio, possibilità che però non lo avevano convinto allo stesso modo.

La missione è soprattutto quella di riportare il basket al centro della scena sportiva romana. «Sono tantissimi anni che il basket, come si dice a Roma, viene un po’ accantonato», ha sottolineato Totti, indicando tra gli obiettivi anche quello di restituire «grandi desideri e grandi sogni» ai bambini che immaginano un futuro con la palla a spicchi tra le mani. Il vantaggio che può mettere immediatamente a disposizione della società è evidente: «Ho la fortuna di conoscere Roma, l’ambiente di Roma».

E proprio il rapporto con la città è stato uno dei temi centrali della conferenza. Secondo Totti la Capitale deve tornare ad avere un ruolo di primo piano non soltanto nel calcio, ma in tutte le discipline. «Ho sempre detto che Roma deve stare ai massimi livelli, non solo calcisticamente ma anche con gli altri sport». Da qui il desiderio di trasformare Maxima in una squadra capace di superare le tradizionali divisioni cittadine. «Spero che riusciremo a portare tanta gente a vedere il basket, non solo i tifosi della Roma ma anche quelli della Lazio, perché penso che sia giusto essere un’unica squadra soprattutto in questo contesto».

E la partecipazione di Totti non dovrebbe limitarsi agli appuntamenti istituzionali. L’Advisor ha annunciato l’intenzione di seguire frequentemente Maxima durante la stagione, sia in casa sia in trasferta: «Mi piace stare nel gruppo, vicino ai giocatori, e ciò mi stimola». Una presenza che conferma la volontà di entrare realmente nella quotidianità della nuova società.

Il passaggio al basket, però, non rappresenta in alcun modo un allontanamento dalla AS Roma. A margine della presentazione, Totti ha chiarito anche questo punto: «Roma non la accantonerò mai, è la mia pelle». Calcio e basket, dunque, senza necessità di scegliere. La AS Roma rimane «la sua pelle», Maxima rappresenta invece la nuova sfida professionale. Con un obiettivo che Totti ha sintetizzato fin dal primo giorno: mettere la propria conoscenza della città al servizio di un progetto che vuole restituire alla Capitale una squadra di pallacanestro capace di essere riconosciuta e sostenuta da tutta Roma.

Di Giovanni Oriolo

Nell’immagine Francesco Totti nuovo Advisor della Maxima Roma, foto di Ciamillo-Castoria