Nella giornata di ieri abbiamo finalmente sentito le prime parole arrivare dai vertici della nuova Maxima Roma. Nella cornice di Piazza Venezia, il nuovo club capitoli ha tracciato le linee guida di un progetto che vuole andare ben oltre la semplice partecipazione alla prossima Serie A e all’EuroCup. Ambizioni sportive, crescita europea, coinvolgimento del territorio e costruzione di una nuova identità cestistica romana sono stati i temi attorno ai quali si è sviluppata la giornata.

Paul Matiasic: una Maxima costruita per pensare in grande

A indicare la direzione è stato soprattutto il presidente Paul Matiasic, che ha ribadito fin dall’inizio il principio sul quale è nata l’operazione: una città come Roma deve poter contare su una squadra di basket di alto livello. L’obiettivo della nuova proprietà, però, non è soltanto costruire un roster competitivo. Il modello immaginato da Matiasic guarda alla concezione americana dello sport, dove la partita rappresenta il centro di un’esperienza più ampia fatta di intrattenimento, famiglie, giovani, aziende e senso di appartenenza. L’idea è fare in modo che assistere a una gara della Maxima diventi progressivamente un appuntamento della città, con un palazzetto pieno e un pubblico capace di riconoscersi nella squadra.

Un progetto che parte da Roma, ma guarda inevitabilmente anche oltre i confini italiani. Sul futuro europeo Matiasic non ha voluto legarsi a una singola competizione, confermando però l’intenzione di portare il club al livello più alto possibile nel minor tempo possibile. Il presidente ha spiegato di aver avviato interlocuzioni con le diverse realtà continentali e di voler valutare quale possa essere il percorso migliore per la crescita della Maxima. Sullo sfondo c’è inevitabilmente anche il futuro progetto NBA Europe, senza però distogliere l’attenzione dagli impegni immediati. Per il momento la squadra dovrà misurarsi con LBA ed EuroCup, in un contesto che Matiasic considera già estremamente competitivo. Anche nelle dichiarazioni pubbliche successive alla presentazione, il presidente ha confermato che la volontà è quella di competere rapidamente ai massimi livelli europei.

«L’obiettivo è uno solo: vincere»

La parola utilizzata più spesso parlando del campo è stata inevitabilmente vincere, ma senza fissare un piazzamento preciso per questa prima stagione. Alla Maxima viene chiesto innanzitutto di essere competitiva fin da subito, mentre parallelamente dovrà iniziare un percorso di costruzione molto più lungo. Matiasic immagina infatti un club capace non soltanto di produrre risultati, ma anche di lasciare ricordi e creare un rapporto generazionale con i propri tifosi: bambini che inizino a seguire la pallacanestro grazie alla nuova squadra e che possano identificarsi nei suoi giocatori.

Francesco Totti: molto più di un volto per la Maxima

È in questo quadro che assume un significato preciso la scelta di coinvolgere Francesco Totti. L’ex capitano della Roma non è stato presentato come un semplice testimonial, ma come un advisor destinato ad avere un ruolo nello sviluppo della fan base e nelle attività sociali della società. Per Matiasic, Totti rappresenta soprattutto uno strumento per comprendere una città nella quale la nuova proprietà deve ancora mettere radici: conosce Roma, il suo pubblico e le dinamiche che permettono a una squadra di entrare realmente nell’immaginario cittadino. «Non è una celebrità di facciata», ha chiarito il presidente, sottolineando la natura operativa del suo coinvolgimento.

Totti ha spiegato di essersi convinto in tempi molto rapidi proprio per il modo in cui Matiasic gli ha presentato il progetto e per lo spazio che gli è stato affidato al suo interno. Pur entrando per la prima volta professionalmente in uno sport diverso dal calcio, ha assicurato disponibilità e partecipazione diretta, mettendo a disposizione soprattutto la conoscenza dell’ambiente romano. L’obiettivo è aiutare la Maxima a conquistarsi uno spazio in una città nella quale, secondo l’ex numero 10, il basket di vertice è rimasto troppo a lungo in secondo piano.

Il suo ruolo dovrà servire anche ad allargare la base del pubblico. Totti ha insistito sulla necessità che la Maxima non venga percepita attraverso le tradizionali divisioni calcistiche della Capitale: l’auspicio è vedere al palazzetto romanisti e laziali insieme, uniti da una squadra che vuole rappresentare prima di tutto Roma. Un concetto particolarmente significativo per una società appena nata, chiamata inevitabilmente a costruire da zero appartenenza e identità.

Miro Bilan: il punto fermo a roster da cui ripartire

Se Matiasic e Totti hanno raccontato soprattutto ciò che la Maxima vuole diventare, Miro Bilan e Mirza Alibegovic rappresentano invece una parte fondamentale di ciò che dovrà essere sul parquet. Il centro croato è uno dei principali punti di continuità con Brescia e uno dei giocatori attorno ai quali la società ha deciso di costruire fin dall’inizio la nuova avventura. Dopo esser arrivato al secondo posto delle votazioni per MVP della regular season 2025/26, Bilan è stato confermato con un accordo biennale e costituisce inevitabilmente uno dei riferimenti tecnici e di esperienza del nuovo gruppo.

La sua presenza assume ancora più peso in un roster profondamente rinnovato. La Maxima dovrà infatti trovare rapidamente equilibri e identità, affrontando fin dalla prima stagione un doppio impegno di alto livello. In questo senso esperienza, continuità e conoscenza del lavoro di coach Matteo Cotelli possono rappresentare per Bilan un ruolo che va oltre la semplice produzione statistica.

Mirza Alibegovic, esperienza in LBA e identità per il nuovo gruppo

Diverso il percorso di Alibegovic, arrivato a Roma per entrare in una squadra costruita con aspettative elevate fin dall’anno zero. Anche per lui il tema centrale è quello dell’ambizione di un progetto che, pur partendo da zero dal punto di vista dell’identità romana, non intende vivere una stagione semplicemente interlocutoria.

In un gruppo quasi completamente nuovo, Alibegovic porta esperienza, conoscenza del campionato italiano e personalità. Elementi preziosi per una squadra chiamata a trovare rapidamente una fisionomia e a reggere una stagione impegnativa su due fronti, nazionale ed europeo.

Bilan e Alibegovic (insieme all’ex NBA Aaron Holiday) erano i giocatori presenti in rappresentanza della squadra durante la presentazione ufficiale della Maxima Roma, insieme allo staff tecnico e ad alcuni elementi del settore giovanile.

Lorenzo Fontana: la Maxima come opportunità per tutto il movimento

La nascita della Maxima, però, non riguarda soltanto la società e i suoi tifosi. A sottolinearlo è anche la presenza di Lorenzo Fontana, Presidente del Comitato Regionale FIP Lazio, chiamato a osservare il progetto dalla prospettiva dell’intero movimento cestistico territoriale. Fontana guida il Comitato dal settembre 2024 e il suo ruolo riguarda proprio la promozione e lo sviluppo della pallacanestro nella regione, dal settore giovanile alle società del territorio.

L’arrivo di una nuova realtà in A1 assume quindi un significato che supera i risultati della prima squadra. Per il basket romano e laziale la presenza di club capaci di attrarre pubblico, sponsor e attenzione può diventare un volano anche per l’attività di base, soprattutto in una fase in cui il Comitato regionale sta lavorando per avvicinare sempre più giovani e famiglie alla pallacanestro. Negli ultimi anni la FIP Lazio ha insistito molto proprio sulla partecipazione giovanile e sulla necessità di riempire nuovamente gli impianti romani attraverso iniziative rivolte ai più piccoli.

Fondazione e territorio, l’altra partita della Maxima

A questo aspetto si lega uno dei punti sui quali Matiasic ha insistito maggiormente: la futura fondazione della Maxima Roma. Nelle intenzioni della proprietà dovrà rappresentare una parte strutturale del club e non un’attività collaterale, attraverso investimenti sul territorio e iniziative rivolte soprattutto ai giovani e a persone provenienti da situazioni di vulnerabilità o con disabilità. Il presidente ha spiegato che i risultati sul campo potranno inevitabilmente attraversare momenti positivi e negativi, mentre il rapporto con la comunità dovrà mantenere una continuità diversa. Il piano annunciato prevede investimenti per cinque milioni di euro nei prossimi cinque anni nelle attività legate alla fondazione e al territorio.

È probabilmente questo il concetto che meglio sintetizza l’intera presentazione. La Maxima parte con ambizioni sportive dichiaratamente elevate, ma sa che vincere partite non sarà sufficiente per vincere anche la propria scommessa romana. Dovrà costruire pubblico, radici e riconoscibilità in una città che torna improvvisamente ad avere due squadre nella massima serie dopo anni di assenza.

La presentazione ha chiarito le intenzioni. Dal 27 settembre, con l’esordio contro Napoli, inizierà la parte più difficile: trasformarle in una squadra, in un pubblico e, soprattutto, in una nuova identità cestistica per Roma.

Di Giovanni Oriolo

Nell’immagine uno scatto con i presenti alla presentazione della Maxima Roma, foto di Ciamillo-Castoria